Quanto detto finora rappresenta peraltro solo un aspetto della realtà quadripartita dell’uomo

Infatti tale complessità strutturale si manifesta poi nella sua dinamica morfologica e funzionale come:

– Sistema neuro-sensoriale, che sta a fondamento del pensare;

– Sistema ritmico (principalmente sistema respiratorio e sistema cardio-circolatorio), che sta a fondamento del sentire;

– Sistema del ricambio e delle membra (principalmente ricambio energetico e apparato locomotore), che sta a fondamento del volere.

La concezione antroposofica considera le qualità psichiche come pervadenti l’uomo intero e non solo il sistema nervoso. La tripartizione delle funzioni psichiche e di quelle organiche ad esse correlate, frutto di una trentennale attività di ricerca spirituale da parte di Rudolf Steiner, si esplica nella totalità dell’organismo, nei sistemi organici, negli organi, nei tessuti e nelle cellule in senso sia morfologico sia funzionale e subisce delle modifiche con l’età dell’individuo.

Si possono così riconoscere, ad esempio, anche altre possibili sorgenti di malattie, nella misura in cui processi di crescita e di rigenerazione propri del sistema del ricambio non vengono sufficientemente tenuti a freno dai processi distruttivi propri del sistema neuro-sensoriale. Si può creare una situazione di squilibrio per cui la malattia nasce paradossalmente da un eccesso di forze di crescita, di forze costruttive. Non si avrà in tal caso un innalzamento dello stato di coscienza come nell’esperienza del dolore, ma piuttosto un abbassamento dello stesso fino ad arrivare a un ottundimento della coscienza stessa. Ciò si verifica nelle malattie infiammatorie acute, specialmente in quelle febbrili, là dove si assiste a un’imponente accelerazione dei processi del ricambio nel tentativo di dominare e di “assimilare” una qualità estranea introdottasi nell’organismo attraverso un’infezione o un trauma.

La tripartizione funzionale dell’organismo umano permette una considerazione unitaria e razionale delle svariate forme di patologie organiche e psichiche, riconoscendone spesso il carattere di unilaterale deviazione o il predominio dell’uno o dell’altro dei due principi morfo-funzionali polarmente contrapposti.
Fra le due polarità del sistema neuro-sensoriale da un lato e del sistema del ricambio e delle membra dall’altro lato esercita una funzione centrale equilibratrice il sistema ritmico. È il sistema ritmico a creare salute all’interno dell’uomo.

Per eccesso delle forze proprie del sistema neuro-sensoriale possono nascere le malattie degenerative, le malattie fredde, che portano ad eccesso di forma e all’irrigidimento e indurimento dell’organismo in toto o di una sua parte. Esempi significativi sono le malattie degenerative articolari, le varie patologie sclerotiche e anche le malattie tumorali.

Per eccesso delle forze proprie del sistema del ricambio e delle membra possono aversi le malattie calde, le malattie febbrili, come possono essere le malattie infiammatorie in genere.

La comprensione del carattere polarmente contrapposto delle fondamentali disposizioni di malattia permette anche una visione unitaria del necessario intervento terapeutico, il cui scopo sarà quello di ricreare il giusto equilibrio, sempre fortemente individualizzato, tra i vari rapporti di forze, spesso facendo appello al sistema ritmico.

Anche le malattie psichiatriche vengono viste e considerate sulla base di tali corrispondenze, nella misura in cui è possibile riconoscere particolari disturbi del fine metabolismo di singoli distretti organici che si riflettono in alterazioni della vita psichica. Molto spesso quindi vengono trattate anche nei loro aspetti somatici.

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