Prurito e perdite vaginali sono solo alcuni dei disturbi più comuni in età giovanissima

Così come per le donne in età adulta, anche le bambine e le adolescenti soffrono di fastidi intimi. Le perdite vaginali (secrezioni verde-giallastre o biancastre che possono manifestarsi una tantum o ciclicamente) rappresentano uno dei più comuni fastidi in ambito ginecologico anche nella bambina in età pre-pubere e nella ragazza adolescente, un disagio che non sempre ha una causa ben riconoscibile e che suscita sempre molta ansia nelle mamme o in entrambi i genitori per motivi vari. Alcuni pensano che sia un segno di una grave malattia con conseguenze tali da compromettere la fertilità futura della bambina, altri si preoccupano che possa essere un segno di attività sessuale precoce se non addirittura di abuso sessuale (“Sa dottore, di questi tempi, con quello che si sente in giro…non siamo tranquilli”). Nella maggior parte dei casi è sufficiente una buona anamnesi e un’accurata visita per tranquillizzare tutti tenendo conto che questo tipo di perdite è spesso associato all’età della scuola materna o elementare quando l’igiene giornaliera lontano da casa può risultare scarsa, scorretta e le contaminazioni rettali più frequenti.

Le principali cause di perdite vaginali
E’ importante tener conto che non sempre le cause delle perdite vaginali nelle bambine in età prepubere sono ben riconoscibili. Ecco le principali cause.
Perdite vaginali fisiologiche
Ipersensibilità ai detergenti (saponi, bagnoschiuma non specifici, detergenti intimi troppo aggressivi)
Scorretta igiene perineale e anale (contaminazione da batteri fecali)
Parassiti intestinali (per es. ossiuri) o cutanei (per es. acari della scabbia)
Infezioni da Candida
Infezioni ricorrenti da vaginite atrofica o abuso sessuale
Presenza di corpi estranei
 Malattie cutanee che si localizzano anche alla vulva
PERDITE VAGINALI FISIOLOGICHE (leucorrea fisiologica)
Alcune perdite (biancastre) possono essere fisiologiche dovute a scariche ormonali (estrogeni) che si verificano in modo sporadico man mano che si avvicinano gli anni della pubertà, in prossimità della prima mestruazione (menarca). Tali scariche (un po’ come se fosse una messa a punto dei processi coinvolti nel futuro ciclo mestruale e nella fertilità) possono stimolare la mucosa dell’utero (endometrio) e i tessuti vaginali così da provocare una perdita vaginale che talvolta può anche essere striata di sangue.
In qualche caso l’aumento degli estrogeni può anche essere favorito da un’alimentazione particolarmente ricca di estrogeni se nella dieta abituale della bambina sono presenti carni e/o prodotti caseari, latte vaccino e uova derivati da animali trattati all’origine con farmaci od ormoni per stimolarne una crescita più rapida. Questi farmaci possono persistere a lungo dei tessuti grassi degli animali e nei derivati animali soprattutto per prodotti di cui non si conosca fonte sicura.
IPERSENSIBILITA’ AI DETERGENTI (saponi, bagnoschiuma non specifici, detergenti intimi troppo aggressivi o con pH non adatto, detersivi e ammorbidenti per il bucato)
Rappresenta la principale causa di perdite vaginali di natura non infettiva. Ripetute esposizioni a stimoli irritanti chimici o fisici in genere saponi, detergenti o salviette possono indurre anche eritema, prurito e bruciore delle labbra vulvari e del perineo. Le bambine che hanno questo problema spesso hanno anche una storia di dermatite atopica e hanno quindi cute e mucose particolarmente sensibili e irritabili.
SCORRETTA IGIENE PERINEALE e ANALE
La scarsa igiene nell’area del perineo e intorno all’ano è una delle più importanti cause di perdite vaginali a causa di vulvo-vaginite di natura infettiva. I batteri intestinali presenti nelle feci possono infatti facilmente migrare nell’area vulvare. La vulva si trova molto vicina, la bimba può toccarsi facilmente, non ci sono peli pubici che svolgono una sorta di protezione, l’epitelio vaginale e vulvare è molto sottile nella bimba rispetto all’adolescente e alla donna adulta: tutti fattori che aumentano il rischio di infezione).
PARASSITI INTESTINALI (PER ES. OSSIURI) o CUTANEI (PER ES. ACARI DELLA SCABBIA)
Gli ossiuri possono manifestarsi con una certa frequenza nelle bambine tra i 2 e i 6 anni. Provocano perdite vaginali irritanti e pruriginose che, a loro volta, possono aumentare il rischio di una sovrainfezione batterica.
La scabbia è un’infestazione cutanea altamente contagiosa e causata da un acaro. E’ diffusa tra i bambini e si trasmette per contatto diretto. Si manifesta con perdite vaginali e papule escoriate che provocano prurito intenso che peggiora durante la notte. I parassiti si annidano soprattutto nelle pieghe: inguine, ascelle, tra le dita. Possono anche essere presenti dei noduli. A causa dell’alta infettività e per evitare reinfezioni tutta la famiglia e chi sta a stretto contatto con essa deve seguire la terapia antiacaro.
INFEZIONE DA CANDIDA
Le infezioni da Candida non sono frequenti nella bambina prepubere se non dopo una terapia antibiotica particolarmente lunga e forte e in soggetti predisposti.
ABUSO SESSUALE- INFEZIONI RICORRENTI
In caso di infezioni ricorrenti la bambina piò manifestare una vaginite atrofica che la predispone alle infezioni. In questi casi alcuni ginecologi prescrivono una terapia con estrogeni da applicare localmente che non dovrebbe mettere in ansia le mamme. Il riscontro di infezioni vaginali ricorrenti (causate da particolari batteri riconosciuti) dopo i 3 anni è spesso correlato ad abuso sessuale o comunque ad attività sessuale. Se vi è questo sospetto bisogna recarsi immediatamente a un consultorio o presso l’ambulatorio di un ginecologo dell’infanzia che abbia una nota esperienza nell’ambito degli abusi sessuali.
CORPI ESTRANEI (CARTA IGIENICA, GESSO, FORCINE ETC)
Questa causa, piuttosto rara, si associa a perdite vaginali particolarmente abbondanti, maleodoranti e talvolta con strie di sangue. In questo caso è necessario effettuare un esame invasivo con vaginoscopia (effettuato in anestesia generale) per estrarre il corpo estraneo.
MALATTIE CUTANEE CHE SI LOCALIZZANO ANCHE ALLA VULVA
Alcune dermatopatie come il lichen sclero-atrofico, la vaginite atrofica, l’eczema atopico, la psoriasi possono provocare perdite vaginali.
Che cosa si deve fare
Se si ha il sospetto o si riscontrano perdite vaginali è consigliabile portare subito la bambina dal pediatra o da un ginecologo specializzato in problematiche dell’infanzia e dell’adolescenza. Prima della visita sarà utile annotare in un’agenda tutte le informazioni sotto riportate in modo da poter ottimizzare al massimo il dialogo con il medico fornendo tutti gli elementi necessari (durante la visita l’apprensione o l’ansia del momento possono anche fare scordare qualche elemento utile quindi meglio prepararsi per tempo).
La raccolta dell’anamnesi da parte del medico
Lo specialista come prima cosa raccoglierà un’accurata anamnesi (raccolta di dati sulla storia clinica) ed in particolare vi chiederà alcune informazioni particolarmente significative sulla salute della bambina:
eventuali episodi passati di vulvovaginiti, infezioni urinarie, gastroenteriti, stipsi, enuresi
eventuale familiarità di intolleranze, atopia e/o allergie cutanee, dermatiti
malattie infettive recenti, uso recente di antibiotici o farmaci glicocorticoidi;
abitudini igieniche intime e personali (uso di detergenti e quali, tipo di biancheria, livello di autonomia igienica etc.)
stile di vita familiare e sociale
La registrazione dei sintomi e l’accurata visita
Il medico vi chiederà di elencare i sintomi di cui si lamenta la piccola e il momento della giornata in cui sono più intensi: perdite vaginali (eventuale presenza di strie di sangue), bruciore, prurito, sintomi perianali associati. Attraverso un’accurata visita il medico valuterà diversi aspetti importanti per la migliore definizione della diagnosi:
la localizzazione specifica dell’infiammazione (vulva, perineo, zona perianale, etc.)
la presenza di perdite vaginali e le loro caratteristiche,
eventuali manifestazioni cutanee (bolle, vescicole, escrescenze, squame, lesioni virali, etc.)
la coesistenza di aderenze labiali (sinechie)
la presenza di lesioni da grattamento
aree di differente pigmentazione (discromie)
il livello di estrogenizzazione delle mucose sulla base di specifiche tabelle che è correlato all’età e alla maturazione della bambina.
La valutazione dei batteri coinvolti: tampone e antibiogramma e non solo
Se il medico sospetta che le perdite vaginali nella bambina siano dovute a un’infezione batterica come spesso succede esegue direttamente un tampone vaginale che poi verrà inviato al laboratorio per l’identificazione precisa e per l’esecuzione di un antibiogramma. In alcuni casi, il medico chiederà anche di fare un’urinocoltura o un esame parassitologico (esame delle feci e scotch test) che consentiranno di elaborare una diagnosi precisa.
Cambiare le abitudini igieniche e trattare localmente se non c’è infezione
Se gli esami batteriologici sono negativi, il medico consiglierà di rivedere le normali abitudini igieniche della bambina consigliando di evitare contatti con possibili allergeni e irritanti in particolare quando la causa è solo di tipo irritativo (bagnoschiuma, saponi e gel doccia profumati, carta igienica colorata, indumenti sintetici, detersivi ed ammorbidenti, etc). In queste situazioni, oltre all’utilizzo di un detergente intimo specifico, ultra-delicato per la mucosa particolarmente sensibile e irritata della bambina, il medico spesso consiglia – in base alle singole necessità – un trattamento farmacologico locale o l’utilizzo di una crema emolliente o di una pomata all’ossido di zinco o all’olio di germe di grano. La remissione clinica si verifica nella maggior parte dei casi.
Se c’è un’infezione è importante seguire scrupolosamente la terapia antibiotica prescritta dal medico
La terapia consigliata dal medico è mirata allo specifico batterio o ai batteri se sono più di uno responsabili dell’infezione. La terapia antibiotica va seguita scrupolosamente per tutta la durata e al dosaggio indicati dal medico: in caso contrario si rischia di favorire la crescita dei ceppi resistenti che possono poi innescare infezioni ricorrenti difficili da eradicare in futuro. Non smettete una terapia prima del tempo anche se non ci sono più perdite e/o sintomi e la bimba sembra del tutto guarita. Seguite tutto l’iter indicato dal medico e poi tornate a fargli visita con la bambina per essere certi che l’infezione sia stata eradicata in modo completo.
Le vulvo-vaginiti nell’infanzia
Il prurito genitale è uno dei sintomi dermatologici più frequenti nel sesso femminile a tutte le età, anche in quella prepuberale. E’ definito come una sensazione estremamente sgradevole che genera una risposta meccanica come il grattamento ma anche lo sfregamento e la pressione; essi innescano un circolo vizioso che alimenta la secchezza della mucosa, l’irritazione e l’infiammazione e il conseguente prurito.
Le cause principali di prurito vulvare nella bambina pre-pubere
Le cause più frequenti a questa età sono abitudini igieniche non adeguate o scarse e la presenza di fattori irritanti chimici e/o meccanici.
L’ igiene inadeguata è in genere il risultato di una scorretta pulizia che favorisce la contaminazione della vulva con germi provenienti dalle feci o dalla zona perianale. Un’infezione può svilupparsi rapidamente a questa età favorita da un ambiente, la mucosa vulvare, particolarmente sottile, delicato e sensibile, con pH neutro e privo delle normali difese a causa dell’assenza di ormoni estrogeni che saranno prodotti dopo la pubertà.
Saponi, bagnoschiuma, shampoo non specifici, residui di detersivi rimasti sulla biancheria, eccesso di cloro nell’acqua della piscina, abbigliamento sintetico che fa sudare sono tutti potenziali fattori irritanti.
L’ irritazione dell’area vulvare può derivare anche dallo sfregamento della zona, carta igienica o asciugamano troppo ruvidi, asciugamano di spugna, continuo sfregamento per biancheria troppo stretta ed elastici che tirano. Sappiamo che la vulva nella bambina a differenza di quella della donna in età fertile è particolarmente vulnerabile, irritabile e delicata a causa della mancanza di estrogeni e delle normali difese della mucosa (pH acido, peli pubici, muco cervicale, piccole e grandi labbra consistenti e ben costituite, ricche di tessuto adiposo, sistema immunitario locale maturo). Le bambine che hanno familiarità a malattie allergiche, atopia, pelle sensibile sono ancora più vulnerabili delle altre in questo periodo.
Il prurito come espressione di un disagio psicologico
Il prurito genitale può essere anche una manifestazione di disagio o di bisogno di affetto messo in atto inconsciamente dalla bambina per attirare l’attenzione e/o scaricare tensioni interiori che non trovano altra via per esprimersi. L’associazione con fattori irritanti, dermatosi o parassitosi rende il prurito ancora più intenso e disturbante, un vero tormento per la bambina a cui riduce la qualità di vita. Una diagnosi precoce diventa molto importante per evitare che si inneschino problemi più gravi.
Diagnosi e trattamento del prurito vulvo-vaginale
La diagnosi va sempre fatta da uno specialista: il pediatra della bambina o un ginecologo esperto in infanzia e adolescenza. Non sempre è facile risalire alla causa esatta proprio perché il prurito può essere una manifestazione di molti disturbi e malattie. Lo specialista esaminerà l’area vulvare e se riterrà opportuno farà un tampone vaginale per avere un riscontro dal laboratorio sull’agente infettante. In caso di sospetta allergia lo specialista richiederà dei test più specifici per riuscire ad identificare le cause precise. Questo è importante per poter evitare il contatto continuativo con la causa di irritazione e allergia che provoca il prurito.
Per quanto riguarda la terapia il medico fornirà alcuni consigli pratici e alcune regole igieniche e di comportamento per prevenire le ricadute e indicherà una terapia che in genere associa farmaci antinfiammatori da applicare localmente in abbinamento a una crema emolliente per dare rapidamente sollievo e lenire l’irritazione e quindi bloccare il circolo vizioso del prurito e del grattamento. In caso di infezione verrà associata una terapia antibiotica da assumere per bocca.
Affinché la terapia abbia pieno successo è indispensabile seguire le raccomandazioni fornite dal medico sotto tutti i punti di vista senza cambiare farmaco, dosaggio o durata del trattamento di propria iniziativa. Per qualsiasi dubbio rivolgersi sempre allo specialista che segue la bambina.
Che cosa si può fare per prevenire il prurito e dare sollievo
Insegnare alla bimba la pulizia delle mani. E’ importante farlo spesso nell’arco della giornata e soprattutto prima e dopo l’utilizzo del bagno o della toilette. Incoraggiarla a farlo anche fuori in tutte le occasioni che si presentano.
 Mantenere una corretta igiene intima con un detergente ultra-delicato (diverso dal proprio) studiato appositamente per le mucose sensibili delle bambine.
Incoraggiare nella bambina la corretta pulizia dopo essere andata in bagno con movimenti dall’a vanti all’indietro e utilizzando carta igienica bianca e morbida. Insegnarle a fare la pipì con le gambine aperte e con calma e ad asciugarsi bene in modo che non si formino ristagni di pipi in vagina (soprattutto se la bimba è in sovrappeso).
Evitare rigorosamente di spruzzare profumi anche sulle altre parti del corpo (la bimba potrebbe comunque toccarsi con le mani e trasportare particelle irritanti anche nelle zone intime).
Se la bambina è già grandicella, tra bagno e doccia scegliere la doccia. Se si può fare solo il bagno è meglio evitare che la bimba rimanga a lungo nella vasca con bagnoschiuma o shampoo. Se deve lavare anche i capelli meglio che si lavi in piedi e con uno shampoo ultra-delicato specifico per questa età.
Utilizzare asciugamani personali, possibilmente bianchi e molto morbidi. Asciugare le parti intime tamponando e non sfregando. Assicurarsi che siano ben asciutte. Non mettere borotalco .
Scegliere per la bimba biancheria bianca, di puro cotone e che non stringa. Farle indossare mutandine pulite tutti i giorni.
Quando si è casa scegliere indumenti morbidi e comodi e di fibre naturali.
Durante la notte non indossare mutandine o body ma lasciare il corpo libero di respirare. Scegliere un pigiamino o una camicina da notte comode e di tessuti naturali che lascino traspirare il corpo e le parti intime.
Dopo il bagno utilizzare la crema emolliente indicata dal medico.
Seguire sempre le indicazioni e i consigli ricevuti dal medico. In caso di dubbio rivolgersi sempre a lui e non variare la terapia prescritta di propria iniziativa.
Dopo la piscina o al mare cambiare subito il costumino bagnato, asciugare bene tutte le pieghe e indossare il costume asciutto e pulito. Risciacquare bene il costume usato. I residui di sale possono essere irritanti.
Se la bimba indossa un body per ginnastica, pattinaggio o altro sport se è possibile comprarlo di tessuto naturale e di taglia comoda
Usare poco detersivo per lavare in lavatrice la biancheria e assicurarsi che sia ben sciacquata. Eventualmente fare un ciclo di risciacquo doppio

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