Matteo 26.
“Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo». Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati. “

Nella conoscenza occulta viene detto che l’entità denominata “Cristo” è un altissimo spirito, parte della Trinità divina, il quale invia la sua azione dall’astro che conosciamo come “Sole”. Si tratta del Principio o Forza che rappresenta la vita universale, l’essenza che è presente in ogni ente o essere della Creazione visibile ed invisibile. Tutto, sulla terra, esiste di conseguenza all’esistenza del Sole: nulla si sarebbe formato, sin dalle forme più elementari, senza l’azione del Sole.
In molte frasi degli evangeli e’ contenuta, sia per sua parola o ad esempio nel prologo di S.Giovanni, la citazione che Egli e’ la luce, il pane, la vita degli uomini.

Gesu’ spezzando il pane e mostrando il vino, nelle parole: “QUESTO E’ IL MIO CORPO E IL MIO SANGUE” ha proclamato agli uomini una grande verità sino ad allora nascosta, misteriosa: essendo Egli il generatore della vita, è il Cristo stesso quel pane e quel vino; tramite la sua energia, dispiegata dal Sole, quei raggi, sostanza spirituale di Lui stesso, si materializzano divenendo alimenti e bevande, fornendo cosi’ a tutti gli organismi viventi il nutrimento indispensabile per il mantenimento della vita terrestre.

Con la frase: “FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME”, Egli oltre che a immortalare il ricordo della sua venuta e sacrificio, ha voluto ricordarci che ogni volta che noi ci nutriamo, ci dissetiamo per esigenze vitali, questo lo possiamo grazie a Lui, grazie al suo Amore vivificatore che ci consente di trarre dall’ordinamento fisico/atmosferico terrestre, la possibilità di vivere.
Egli e’ dentro di noi in ogni momento, nel cibo che mangiamo, nell’acqua che beviamo, nell’aria che respiriamo; in ogni momento ci “nutriamo” del suo corpo e del suo sangue: questo è ciò che dobbiamo incessantemente ricordare ed esserne a Lui grati.
In altri termini, si potrebbe anche dire: tramite il sacrificio sul Golgota, il Cristo diventa lo Spirito reggente del pianeta Terra: nella Terra s’insidia l’Io del Cristo, divenendo essa, il Suo Involucro “fisico”.
Dopo il Golgota, il terreno su cui camminiamo e il cibo dal quale traiamo nutrimento, rappresenta il Suo Corpo; l’acqua dissetante che scorre nei fiumi e nei mari simbolizza invece il Suo Sangue.
Il compiere, in chiesa, l’eucarestia, e’ appunto il rinnovare, al nostro Ego, tale visione della presenza reale di Cristo in ogni elemento vitale.

Riassumendo si può dire: “Ogni volta che si fa un pasto, tutto ciò si mangia, è il suo CORPO; i succhi vegetali liquidi che si bevono, come il vino, sono il suo SANGUE.”
Di cui si comprende anche il perché della consuetudine di pregare e di ringraziare prima dei pasti.

“Transustanziazione significa la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue.

Il pane rappresenta il corpo fisico dell’uomo, la base fisica grazie a cui si può originare, poggiare e manifestare la coscienza pensante, la vita del pensiero: lo spirito “cozza” contro il “pane/corpo” e si realizza la coscienza ordinaria, che pensa pensieri astratti, non viventi. Il pane simbolizza il sistema nervoso, fatto di materia nervosa.

Il corpo è un elemento che l’uomo dovrà mano a mano sacrificare, abbandonare.
Dovrà usare la base eterica per pensare e sapere di sè, non più poggiare sulla coscienza cerebrale.

La coppa contenente il vino simbolizza invece il cuore umano, il quale accoglie il sangue che è il veicolo sensibile dell’io, sede del sentimento e della facoltà di amare. Quello che abbiamo nei nostri cuori rappresenta qualcosa di molto importante per il futuro; non è molto sviluppato ora, ma contiene una potenza spirituale che lo renderà il “cervello del futuro”. Sostituirà il cervello e tramite il cuore, l’uomo penserà in modo vivente.
Quando l’uomo non penserà più in modo materiale, ma in modo spirituale, il cuore sarà divenuto l’organo del pensiero. Il sacrificio del pane e del sangue comporta la trasformazione dell’uomo.

Nel pane (ostia) abbiamo il principio che è anche presente nel corpo e nel cervello; nel vino (sangue) abbiamo la stesso principio che circola nel nostro cuore. La coscienza ordinaria di veglia può originarsi perché il sangue dal cuore può circolare nel cervello: quando verrà il tempo in cui l’uomo saprà pensare con il cuore, non avrà più bisogno del corpo e il corpo fisico non sarà più necessario. Non vi saranno più incarnazioni fisiche, ma solo vite umane entro un corpo eterico. E in quella fase l’uomo avrà un cuore eterico che fungerà da organo di pensiero. Capace di pensare pensieri viventi, non astratti, privi di vita.

Nella Messa si compie la Transustanziazione. Tutto ciò rappresenta che c’è qualcosa in natura esterna che è un’immagine della Divinità potenziale nell’uomo. Il sacerdote spezza l’ostia in modo particolare in un determinato numero di pezzi, nove pezzi. Questi nove pezzi rappresentano l’uomo trasmutato che ora condivide in alto. Sono le nove parti dell’uomo.

Tiziano Bellucci

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