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Arte
prosa

Prima dell'Amore di Giorgio Gaber

Io sono uno che in tutte le cose ha bisogno di trovare quello scatto quello slancio iniziale quel¬l’energia che specialmente nell’amore può essere esaltante sola¬mente a condizione che avvenga e si realizzi in quell’istante che precede la conoscenza e stimola stimola stimola arric¬chisce nutre incuriosisce. Riassunto, mi piace l’avventura. Io e lei, interno notte, primo incontro, leggero imbarazzo....Fa caldo oggi, mi fa notare giudiziosamente. Un gran silenzio.... la gente dovrebbe avere a portata di mano più frasi, le considerazioni atmosferiche non sono più sufficienti. Meno male sapeva tutto sulla coltivazione del cacao. Bell’argomento. Prima di fare l’amore siamo dei grandi ascoltatori....dopo meno. Ma prima si ascolta tutto, e il padre all’estero, ingegnere agronomo ... e i cavalli normanni. Mi avvicino e la guardo. Un grosso sbaglio perché lei smette di parlare. Silenzio. Devo dire qualcosa, non ha importanza cosa, la prima frase che mi viene in mente.... Frangean la biada con rumor di croste. Tutto può fare intimità, me l’ha detto un amico, dì quello che senti, dì quello che senti, vedrai va benissimo, frangean la biada con rumor di croste... tutto facile al bar. Non sono mica come te, una stupidata qualsiasi e, e giù raffiche di baci. Ma quando uno sente l’esaltazione dell’ini¬zio? Quando uno scoppia di emozione? Quando uno scoppia di emozione ... non scopa mai. Rimango lì in una situazione da limbo, sempre incerto tra la paura e l’apoteosi. Mi piace questo stato, e spesso non faccio proprio niente. Per lo più non sono capito, qualche volta mi salvano i particolari, quando sono in forma. A volte, mi basta una caviglia, il nudo integrale non mi dice un cazzo... e poi è difficilissimo spogliarsi, c’è sempre qualcosa che rimane incastrato, e le cerniere? Pensa te che uno dovrebbe scernierare, senza avere l’aria di farlo, così distrattamente. Crrrr... Ignorante la cerniera, volgare. Ma perché non fanno din don din dan (sull’aria del Big ben) Dio com’è bella però, ha una spalla così liscia! Se mi ci concentrassi molto sulla sua spalla potrei anche riuscire a fare l’amore. Non bisogna trascurare nessuna possibilità. A questo punto dovrei spogliarmi anch’io, il copione lo prevede. Mi fa piacere perché sono sciolto. Dunque, blue-jeans via... chi non ha mai commesso l’errore, di togliersi i pantaloni prima delle scarpe... costui non sa niente dell’amore. Rimango lì in una situazione ... non da limbo, questa è una situazione di merda proprio, tenti un’operazione rapidissima sulle scarpe, calma, per carità, non perdiamo la testa. E lei, ti è venuto il nodo, eh? Si, ma insisti, lotti disperatamente, e finalmente, via. Ooooh! Io, quando sono nudo, tendo sempre un po’ a ... E’ perché non ti sei accettato, dice lei. Bisogna stare attentissimi, se ne accorgono subito, addirittura individuano i punti, tu non erotizzi le ginocchia. Com’è vero! In questo momento a dire la verità, il fatto di non erotizzare è decisamente generalizzato, e allora lei mi accarezza la schiena, le spalle, le ginocchia… e tutto anche… tranquillamente, come fosse un lavoro. E dato che io, sento molto ma, non sento quello che dovrei sentire, allora le parlo un po’… della coppia. Un bel problema! E lei si dimostra molto interessata, e dice tra l’altro delle cose molto sensate, ma il suo lavoro ne soffre ... quello delle carezze. Che strano, d’un tratto mi viene incontro l’eccitazione, così, senza che la cercassi. Tutto diventa più facile, il meccanismo faticoso della scena si scioglie, e siamo allacciati. Smanioso, rimastico frasi incomprensibili, inframmezzate da esclamazioni e da gesti abbozzati pesantemente. Il mio monologo si fa più oscuro, e tra un respiro e un affanno ... una parola che mi sembra sia, amore, ricorre più volte, senza una ragione visibile.
Alessia Giacomelli
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Frammenti di Prosa di Emily Dickinson

Nulla riecheggia così il mistero come colui (l'amico) che ci dimentica - e la sua illimitatezza (meraviglia) - [lui trascende Paradiso e Inferno a tal punto da renderli tiepidi] così nani Paradiso e Inferno che immaginiamo - (rammentiamo) di loro se del tutto, come tiepide e ignobili inezie (o se li rammentiamo è come tiepidi) (o rammentiamo) (e inezie ignobili) (La sua complessità è così illimitata che scaccia Paradiso e Inferno)
Fare del bene
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La mia determinazione

La mia determinazione arriva col suo modo imprevedibile di esigere la mia totale attenzione. Non si cura dei miei impegni, della mia salute, dei miei umori, butta giù la porta per entrare se è necessario. La sua fermezza mi spiazza ogni volta. E allora, senza troppe osservazioni, mi siedo e l’ascolto. Sento nei suoi toni un turbine di sensazioni che non riesce a trattenere e a cui vorrebbe dare una limpida collocazione, sfilando le giuste parole per esprimere ciò che la contiene. Lei vuole colmarmi in definite sembianze che mai vorrò avere. Le parole, treni senza soste, questo sono, colmi di passeggeri, di odori, di vagoni e finestre aperte al mondo. Di gente che vive e si muove. Ma sono anche granelli di un rosario da celebrare in un tempo e in un ordine precisi; la mia determinazione li stringe nelle mani, ne sente la consistenza e come preghiere vuole sublimarli, ma i granelli si rotolano troppo velocemente tra le labbra del Pensiero per poterle pronunciare completamente. Intanto… la mia determinazione persegue il suo obiettivo, nonostante.

Monica Murano
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Untitled

Il Finito indossa abiti ben ricamati, tanto minuziosamente da farsi desiderare. Si diventa “persone adulte” per indossare quegli abiti, che nel viversi dei giorni si modellano in “abitudini”. Umanamente è ineludibile la permanenza di questa “finitezza” in un’architettura apparentemente così salda per la sicurezza, la familiarità, l’identità che infonde. Mattone su mattone si nasconde il firmamento intero. Chiusi lì dentro “si sta bene”. Si scolpisce l’Infinito in un Finito di annichilite abitudini credendo di saper vivere la vita, con la soddisfazione di aver “costruito casa”. Arriva, però, un momento nella vita, puntuale come il primo respiro – che si è stabilito in un’ora persa nella memoria del tempo –, in cui si dischiudono delle verità che prima si riuscivano appena a intravedere. Alcune sono scomode e ingombranti; schiacciano senza poterne scansare il tocco e mentre comprimono i ventri… quante ferite riemergono! Eppure non si può fare a meno di guardarle. Di sentirle. Trascinandosi, ci si porta a sedere, mentre quel respiro immobilizza. Si decide di ascoltare cos’ha da dire ed esso come un abile cacciatore punta direttamente il centro, mira determinato nelle intenzioni. Incredulamente ci si domanda come sia stato possibile non sentirlo prima che potesse mirare tanto bene il centro. In quel preciso momento si è totalmente sprovvisti di armi adeguate. Non si prova neanche a difendersi. Quel respiro sconfigge; con quale forza riesce a farlo! Ma in quello stesso momento – come mai in altri – si sa che qualcosa deve cambiare. Si sente che si deve cambiare. Quello è il Momento in cui inizia la vera vita. Quello è il secondo, puntuale, Respiro. Il corpo modella un nuovo corpo; ogni sospiro lascia qualcosa di vecchio, di impercettibilmente compiuto in un fluire miracoloso di vitalità che, nel suo modo d’essere, custodisce grandi, teneri, benedetti tesori. Esso è simile alle note musicali: ascoltarlo è infinitamente piacevole. Sentire che il solo susseguirsi dei respiri crea la magia di meravigliose melodie, apre il cuore. Ogni nota lasciata andare ne invita una nuova a entrare. Si nasce per respirare la vita, non per soffocarla. La vita è un’elevazione in crescendo, in cui si vivono anche giorni silenziosi, per dare voce a ciò che troppo spesso, nel rumore, tace. Qualunque cosa essi dicano hanno voce nel nostro più intimo sentire, ed è nel più intimo dei luoghi che fluiscono. Non hanno bisogno di essere definiti “giorni”, non hanno neanche bisogno di parole, poiché esse ne ridurrebbero il valore. Essa è l’unica voce che ha volontà granitica ed epidermide siderea.

Monica Murano
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Io

Io cerco sempre di comunicare qualcosa di non comunicabile, di spiegare qualcosa di inspiegabile, di parlare di ciò che ho nelle ossa e che soltanto in queste ossa può essere vissuto.


Franz Kafka
(da Lettere a Milena)

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Un giorno

Un giorno, da qualche parte, in qualche posto, inevitabilmente ti incontrerai con te stesso. E questa, solo questa, può essere la più felice o la più amara delle tue giornate.

Pablo Neruda

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Il piccolo principe

Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore…

Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry

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Il vostro tempo

Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Steve Jobs

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Non so arrendermi

Non so arrendermi al fatto che per vivere si debba morire, che vivere e morire siano due aspetti della medesima realtà, l'uno necessario all'altro, l'uno conseguenza dell'altro. Non so piegarmi all'idea che la Vita sia un viaggio verso la Morte e nascere una condanna a morte. Eppure l'accetto. Mi inchino al suo potere illimitato e accesa da un cupo interesse la studio, la analizzo, la stuzzico. Spinta da un tetro rispetto la corteggio, la sfido, la canto, e nei momenti di troppo dolore la invoco.

Oriana Fallaci

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Nei ricordi

Nei ricordi di ogni uomo ci sono certe cose che egli non svela a tutti, ma forse soltanto agli amici. Ce ne sono altre che non svelerà neppure agli amici, ma forse solo a sé stesso, e comunque in gran segreto. Ma ve ne sono infine, di quelle che l'uomo ha paura di svelare perfino a sé stesso, e ogni uomo perbene accumula parecchie cose del genere.

 

Fëdor Dostoevskij "Memorie dal sottosuolo" (1864)

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Viviamo

Viviamo in un epoca in cui ogni spiritualità si converte in profitto.
Tutto, viene fatto in vista di un guadagno. Un epoca in cui la vita stessa è una mascherata. Che la felicità del vivere, è falsa, come l'arte che la esprime. In una simile epoca di perduta genuinità è forse la follia, la soluzione per la nostra esistenza?

 

Karl Jaspers

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Perché lasciare l'arte solo agli artisti?

« Perché lasciare l'arte solo agli artisti? Sta a ciascuno di voi diventare poeta, pittore o musicista nella vostra vita. E non domandatevi se sarete riconosciuti come artisti dalle persone che vi sono vicine o dal pubblico. Sarete voi a sapere, a sentire, che il vostro lavoro è lì, in voi: non potrete dubitarne. Direte: «Ma se quelle creazioni rimangono in me, nessuno ne beneficerà». In effetti, all'inizio sarete un artista sconosciuto, autore di capolavori ignoti. Ma nel mondo invisibile vi sono altre creature, vi è tutto un pubblico angelico che verrà a guardare, ad ascoltare. È prima questo pubblico angelico che dovete attirare.
Quindi, per il momento, preoccupatevi solo di fare bene il vostro lavoro e di perseverare. Perché è una legge: nulla di ciò che riusciamo a realizzare interiormente rimane senza effetto, e questo vale in primo luogo per noi stessi. Se con i nostri pensieri, i nostri sentimenti e i nostri desideri, riusciamo a creare in noi il paradiso, saremo noi i primi a viverci. E poi, a poco a poco, tutti gli esseri che si avvicineranno a noi, inizieranno a sentire che lì ci sono costruzioni magnifiche, che c'è un giardino pieno di alberi, di fiori e di uccelli.  »

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Mi stringerai...

Mi stringerai ancora più forte e mi bacerai con tutta l’anima, come se, così facendo, riversassi in me tutto quello che è racchiuso e celato in te, che si aprirà e si svelerà nel mio corpo, piano piano, finché tutto si scioglierà.

David Grossman
[Che tu sia per me il coltello]

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Sapere

Sapere che lui si era emozionato guardandomi le gambe mi sembrava una cosa straordinaria: lo straordinario del desiderio. Che fantasticasse eroticamente su di me non c’era dubbio, e tanto intenso è stato il suo fantasticare che ha finito per contagiarmi.

Dacia Maraini
(Dolce per sé)

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La ruota del tempo

Ogni via è soltanto una via. Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla, se è questo che vi suggerisce il cuore. Ma la decisione di continuare quella strada, o di lasciarla, non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione. Osservate ogni strada attentamente e con calma. Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario. Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi: Questa strada ha un cuore?

(Carlos Castaneda, La ruota del tempo)

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Perché chiedo dove sei

Perché chiedo dove sei,
se cieco non sono,
se assente tu non sei?
Se ti vedo
andare e venire,
te, il tuo corpo alto
che termina in voce,
come in fumo la fiamma,
nell’aria, impalpabile.
E ti chiedo se,
e ti chiedo di che sei,
di chi;
ed apri le braccia
e mi mostri
l’alta immagine di te,
e mi dici ch’è mia.
E t’interrogo sempre.

Pedro Salinas

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Tu

Tu sei come una pietra preziosa che viene violentemente frantumata in mille schegge per poter essere ricostruita di un materiale più duraturo di quello della vita, cioè il materiale della poesia. È appunto terribile sentirsi spezzati, sentire che in un certo momento, in una certa ora, in un certo giorno, non si è più tutti se stessi, ma una piccola scheggia di se stessi: e questo umilia, lo so.
Io oggi ho colto un attimo del tuo fulgore, e tu avresti voluto darmelo tutto. Ma non è possibile. Ogni giorno un barbaglio, e alla fine si avrà l´intera, intatta luminosità. C´è poi anche il fatto che io parlo poco, oppure mi esprimo in termini un po´ incomprensibili. Ma a questo ci vuol poco a mettere rimedio: sono un po´ in trance, ho una visione o meglio delle visioni, le “Visioni della Medea”: in queste condizioni di emergenza, devi avere un po´ di pazienza con me, e cavarmi un po´ le parole con la forza.
Ti abbraccio.

(Pier Paolo Pasolini a Maria Callas, 1971)

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Ritratti, n°6 - Marco Cavaliere

Oggi ho tre soldi in meno in tasca.
Il primo soldo l'ho dato ad un distributore per comprare le sigarette, le ho aperte, le ho fumate e ho chiuso gli occhi. Mi sono sentito un po' più povero, ma molto meno nervoso.
Perché un po' di nicotina vale più di un soldo in meno in tasca.
Oggi ho tre soldi in meno in tasca.
Il secondo soldo l'ho dato ad un bar per comprare un gratta&vinci, l'ho grattato, non ho vinto e ho chiuso gli occhi. Mi sono sentito un po' più povero, ma molto meno annoiato.
Perché un po' di adrenalina vale più di un soldo in meno in tasca.
Oggi ho tre soldi in meno in tasca. Il terzo soldo l'ho regalato ad un gelataio per un cono a due gusti, stracciatella e pistacchio. Poi l'ho consegnato al bambino di cinque anni che mi aveva chiesto un soldo e l'ho guardato negli occhi.
Non mi sono sentito un po' più povero, questa volta no.
Mi sono sentito infinitamente ricco.
Perché il sorriso di un bambino vale tutti i soldi del mondo.

Oggi ho le tasche piene.

(Tratto da "Ritratti": http://www.marcocavaliere.it/index.php?category=Ebooks)

Marco Cavaliere
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Quello che gli occhi non vedono

"La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di arrivare a se stesso. Finisca poeta o pazzo, profeta o delinquente, non è affar suo, e in fin dei conti è indifferente. Affar suo è trovare il proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto e senza fratture dentro di sé. Tutto il resto significa soffermarsi a metà, è un tentativo di fuga, è il ritorno all'ideale della massa, è adattamento e paura del proprio cuore."

(Hermann Hesse)

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Quello che va imparato, va imparato.

"Quello che va imparato, va imparato. Ma lo si imparerà solo se si sente un’attrattiva naturale verso gli adulti, proprio come il neonato che succhia il latte dal seno materno, come il bambino che apprende per imitazione. Questa attrattiva naturale si instaura solo se la generazione più anziana viene incontro ai giovani con l’arte, se la verità si manifesta dapprima nella bellezza. Allora nei giovani si accenderà la parte migliore: non l’intelletto, che è una facoltà passiva, ma la volontà, che è attiva e che attiva poi anche il pensiero.
Un’educazione artistica educa la volontà, e dall’educazione della volontà dipende tutto il resto."

(Rudolf Steiner - ARTE DELL’EDUCARE, ARTE DEL VIVERE)

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Un giorno...

"Un giorno mi sono accorto che non mi importava più di nulla, e che tutto mi feriva a morte."

- Mr. Gwyn - Alessandro Baricco

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L'importanza del viaggio

“L'importanza del viaggio della vita non sta tanto nel sapere dove siamo, ma verso quale direzione stiamo andando, senza perdere nulla di ciò che troviamo lungo il percorso..”

Romano Battaglia

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Voglio che tu abbia una felicità delirante!

O almeno non respingerla.
Lo so che ti sembra smielato ma l’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: Buttati a capofitto! Trovati qualcuno che ami alla follia e che ti ami alla stessa maniera!
Come trovarlo? Be’, dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare perché se non hai tentato non hai mai vissuto.

( Anthony Hopkins in Vi presento Joe Black del 1998 )

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Se le cose grandi vanno male...

Se le cose grandi vanno male è solo perché i singoli individui vanno male, perché io stesso vado male.
Perciò per essere ragionevole l’uomo dovrà cominciare con l’esaminare se stesso.
E' fin troppo chiaro che se il singolo non è realmente rinnovato neppure la società può rinnovarsi, poiché essa consiste nella somma degli individui.

(Carl Gustav Jung)

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L'unico modo...

L'unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l'avrai davanti. E, come le grandi storie d'amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle.

(Steve Jobs) 

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La fine è il mio inizio

I libri. Sono stati i miei grandi amici, perché non c'è di meglio che viaggiare con qualcuno che ha fatto già la stessa strada, che ti racconta com'era per paragonare, per sentire un odore che non c'è più, o che c'è ancora. (Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio)

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Scegliere i pensieri

Scegliere i pensieri! Questo è importante! Ogni mio pensiero influenza il mio umore e la mia salute. I pensieri negativi mi indeboliscono fisicamente e psicologicamente. I pensieri di gratitudine e di gioia mi rafforzano fisicamente e psicologicamente.
(Kay Pollak, Nessun incontro è un caso)

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La strada per la felicità non è dritta

La strada per la felicità non è dritta...
Esistono curve chiamate equivoci. Esistono semafori chiamati amici. Luci di precauzione chiamate famiglia. E tutto si compie se hai:
Un cerchione di risposta chiamato Decisione. Un potente motore chiamato Amore. Una buona assicurazione chiamata Fede.
E abbondante combustibile chiamato Pazienza.

(Alejandro Jodorowsky)

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Accettiamo di vivere nell’infelicità perché abbiamo paura dei cambiamenti – (Dal film/libro “Mangia, prega, ama” – di Elizabeth Gilbert)

“Tutti vogliamo che le cose restino uguali David. Accettiamo di vivere nell’infelicità perché abbiamo paura dei cambiamenti, delle cose che vanno in frantumi, ma io ho guardato questo posto, il caos che ha sopportato, il modo in cui è stato adoperato, bruciato, saccheggiato, tornando poi ad essere se stesso, e mi sono sentita rassicurata. Forse la mia vita non è stata così caotica, è il mondo che lo è, e la sola trappola è restare attaccati ad ogni cosa. Le rovine sono un dono, la distruzione è la via per la trasformazione.
Anche in questa città eterna l’Augusteo mi ha dimostrato che dobbiamo essere sempre preparati ad ondate infinite di trasformazioni.
Sia io che te meritiamo di più che stare insieme perché altrimenti abbiamo paura di essere annientati.”
(Mangia, prega, ama – autobiografia della scrittrice statunitense Elizabeth Gilbert)


 

«Alla fine sono arrivata a credere in una ricerca che io chiamo “La Fisica dell’Anima”, una forza della natura governata da leggi reali quanto la legge di gravità. La regola di questo principio funziona più o meno così: se sei abbastanza coraggiosa da lasciarti indietro tutto ciò che ti è familiare e confortevole e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa a vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esterna che interna, se sei veramente intenzionata a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio, se accetti tutti quelli che incontri strada facendo come insegnanti, e se sei preparata soprattutto ad affrontare e perdonare alcune realtà di te stessa veramente scomode, allora la verità non ti sarà preclusa.»
(Mangia, prega, ama – autobiografia della scrittrice statunitense Elizabeth Gilbert)

 

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Continueranno a cercarsi?

Probabilmente sì, come fanno da secoli. Lo faranno finché non riusciranno a smettere di perdersi,
anche se adesso hanno promesso a loro stessi di aver per sempre chiuso l’uno con l’altro. Continueranno a incontrarsi, a cercarsi senza saperlo. Ma perché non smettono di scappare l’uno dall’altro? Perché un amore del genere è difficile da gestire e fa paura. Ma loro continueranno a cercarsi. E’ scritto nel loro destino.

Fabio Volo

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Le parole

“Le parole sono buone. Le parole sono cattive. Le parole offendono. Le parole chiedono scusa. Le parole parole bruciano. Le parole accarezzano. Le parole sono date,scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. Alcune parole ci succhiano, non ci mollano, sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, negli slogan pubblicitari, nelle didascalie dei film, nelle carte e nei cartelloni […] I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche. Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno”

Josè Saramago - Di questo mondo e degli altri

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Sono qui per te

Per rendere felice una persona bisogna esserci. Si dovrebbe imparare a guardarla, a parlarle. Rendere un’altra persona felice è un’arte che si impara. Il secondo elemento che compone il vero amore è la compassione, la capacità di togliere il dolore, di trasformarlo nella persona che amiamo. Anche in questo caso bisogna praticare il guardare in profondità per riuscire a vedere che tipo di sofferenza ha in sè quella persona. Spesso avviene che l’altra persona, compresa e sostenuta, sarà in grado di affrontare più facilmente le difficoltà della sua vita, perché sentirà che siete dalla sua parte. Il terzo elemento è la gioia. Il vero amore vi deve portare gioia e felicità, non sofferenza giorno dopo giorno. Il quarto e ultimo elemento è la libertà. Se amando sentite di perdere la vostra libertà, di non avere più spazio per muovervi, quello non è vero amore.

(Thich Nhat Hanh)

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Ciclicità

Ci potrà accadere di passare il resto della vita dicendo che amiamo una certa persona o una certa cosa, mentre in realtà staremo solo soffrendo perché, invece di accettare la sua forza, tentiamo di smorzarla  per farla rientrare nel modo in cui immaginiamo di vivere.
Per questo, è importante lasciare che certe cose se ne vadano.
Si liberino. Si distacchino.
Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince e a volte, si perde.
Non aspettarti che ti restituiscano qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perché quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

Paulo Coelho

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Ridere

La prima cosa che si deve fare è ridere, perché la risata stabilirà l'atmosfera di tutta la giornata. Se ti svegli ridendo, presto sarai in grado di sentire quanto sia assurda la vita. Nulla è serio: puoi ridere anche delle tue delusioni, puoi ridere anche delle tue sofferenze, puoi ridere perfino di te stesso.

(Osho, Il libro arancione)

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Le persone sono come le vetrate

Le persone sono come le vetrate. Scintillano e brillano quando c'è il sole, ma quando cala l'oscurità rivelano la loro bellezza solo se c'è una luce dentro...

(E.Kubler-Ross)

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Chi vuole restare...

Quando non sei abituato a chiedere a nessuno di restare nella tua vita non è detto che tu non abbia una disperata voglia che qualcuno ci resti. È che forse hai imparato a tue spese che non serve chiedere di rimanere. Chi vuole restare c’è già ancor prima che tu lo trovi e resta senza che glielo chiedi.

(Massimo Bisotti - Luna Blu)

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Quel che viene dopo la morte

"Quel che viene dopo la morte è qualcosa di uno splendore talmente indicibile, che la nostra immaginazione e la nostra sensibilità non potrebbero concepire nemmeno approssimativamente...Prima o poi, i morti diventeranno un tutt'uno con noi; ma , nella realtà attuale, sappiamo poco o nulla di quel modo d'essere. Cosa sapremo di questa terra, dopo la morte? La dissoluzione della nostra forma temporanea nell'eternità non comporta una perdita di significato: piuttosto, ci sentiremo tutti membri di un unico corpo."

C.G.Jung

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Jean-Paul Sartre

"… a un tratto, la libertà è piombata su me e mi ha agghiacciato… mi sono sentito completamente solo … come uno che abbia perduto la propria ombra; e non c’è più nulla in cielo, né Bene né Male, né nessuno che possa darmi ordini."

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Non ho un giudizio definitivo su me stesso e la mia vita

Non ho un giudizio definitivo su me stesso e la mia vita. Non vi è nulla di cui mi senta veramente sicuro. Non ho convinzioni definitive, proprio di nulla. So solo che sono venuto al mondo e che esisto, e mi sembra di esservi stato trasportato. Esisto sul fondamento di qualche cosa che non conosco.
Ma nonostante tutte le incertezze, sento una solidità alla base dell’esistenza e una continuità nel mio modo di essere.

Carl Gustav Jung

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Egli trovò il mio essere

Egli trovò il mio Essere - lo tirò su -
Lo mise bene a posto -
Poi incise il suo nome - su di esso -

Emily Dickinson

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Un abbraccio...

Un abbraccio vuol dire “tu non sei una minaccia.
Non ho paura di starti così vicino.
Posso rilassarmi, sentirmi a casa.
Sono protetto, e qualcuno mi comprende”.
La tradizione dice che quando abbracciamo qualcuno in modo sincero, guadagniamo un giorno di vita.

Aleph, Paulo Coelho

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Vivi!

"Tutti cercano la sicurezza, e proprio per questo si lasciano sfuggire la vita. Più sei sicuro, più sei morto. La vita è pericolo.
Dunque esiste un solo tipo di vita: vivi pericolosamente.
Rischia sempre tutto: il prossimo istante non è certo, perché preoccuparsene? Vivi pericolosamente e con gioia.
Vivi senza paura e senso di colpa. Vivi!"

(Osho)

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