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Arte

Perché esisto

Sai,
io esisto per merito dell'amore.
Questo amore
a cui debbo l'esistenza
è costruito
come una piramide.
La sua base è larga
come lo spazio
tra i mondi
e il suo vertice
non ha fine.
Mi applico e costruisco questo amore
che è la mia unica opera.
Mi applico e costruisco
ed esisto - per merito dell'amore.

Vanja Strle

Posted by Fare del bene

Altro di Fare

Dall'ondeggiante oceano di folla

Dall'ondeggiante oceano, la folla, venne teneramente a me una goccia,
mormorando

Io ti amo, tra non molto morirò
ho fatto un lungo viaggio solo per guardati, toccarti,
perché non potevo morire sinché non ti avessi parlato,
perché temevo di poterti poi perdere.

Ora ci siamo incontrati, ci siamo guardati, siamo salvi,

ritorna in pace all'oceano mio amore,

anch'io sono parte di quell'oceano amore, non siamo così

separati,

considera il grande globo, la coesione del tutto, quanto è

perfetta!

Ma per me, per te, il mare irresistibile deve separarci,

e se per un'ora ci tiene lontani, non potrà tenerci lontani per
sempre;

non essere impaziente - un istante - sappi che io saluto

l'aria, l'oceano e la terra,

ogni giorno al tramonto per amor tuo,

amore.

Walt Whitman

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Sulle ciglia

Sulle ciglia addormentate di ritorno al sole, nell’attimo in cui teneramente sfioro il tuo viso, s’apre la rosa del giorno a schiudersi sui miei occhi, cosi che ogni pensiero sia come un bacio sbocciato fra le labbra.

Alessandro Floris

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Attraverso i papaveri

E attraverso i papaveri danzanti
alla mia anima arrivava una brezza
che con tocco soave la cullava.

John Keats

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Un'anima tu avevi

Un'anima tu avevi
cosi chiara ed aperta
ch'io non potetti mai
nella tua anima entrare.

Andavo in cerca di aditi angusti,
d'alti e difficili passaggi...
Si andava alla tua anima
per aperti cammini.

Preparai un'alta scala
- sognavo di alte mura
che le fossero a guardia -,
però l'anima tua
era senza riparo
di muri e di recinti.

E ricercai la stretta porta
della tua anima,
ma non aveva accessi,
così franca com'era,
la tua anima.

Dov'è che cominciava?
Dov'è che aveva termine?
E rimasi per sempre seduto
sulle vaghe frontiere della tua anima.

Pedro Salinas

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Ed ogni giorno...

Ed ogni giorno mi offrite cento calici di veleno,eppure non muoio.

Alda Merini

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Siamo stanchi

Siamo stanchi di diventare giovani seri,
o contenti per forza, o criminali, o nevrotici:
vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare.
Non vogliamo essere subito già così sicuri.
Non vogliamo essere subito già così senza sogni.”

Pier Paolo Pasolini

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Le donne come me

Le donne come me
non sanno parlare;
la parola le rimane di traverso in gola
come una lisca
che preferiscono inghiottire.
Le donne come me
sanno soltanto piangere
a lacrime restie
che improvvisamente
rompono e sgorgano
come una vena tagliata.
Le donne come me
sopportano gli schiaffi,
senza osare renderli.
Tremano di rabbia
e la reprimono.
Come leoni in gabbia,
le donne come me
sognano
di libertà...

- Maram al-Masri

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Viviamo

Viviamo in un epoca in cui ogni spiritualità si converte in profitto.
Tutto, viene fatto in vista di un guadagno. Un epoca in cui la vita stessa è una mascherata. Che la felicità del vivere, è falsa, come l'arte che la esprime. In una simile epoca di perduta genuinità è forse la follia, la soluzione per la nostra esistenza?

 

Karl Jaspers

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Il tuo sorriso

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Pablo Neruda

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