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Arte

Un abbraccio...

Un abbraccio vuol dire “tu non sei una minaccia.
Non ho paura di starti così vicino.
Posso rilassarmi, sentirmi a casa.
Sono protetto, e qualcuno mi comprende”.
La tradizione dice che quando abbracciamo qualcuno in modo sincero, guadagniamo un giorno di vita.

Aleph, Paulo Coelho

Posted by Fare del bene

Altro di Fare

Ho incenerito il mondo nel cuore

"Ho incenerito il mondo nel cuore
e non vi è parola buona che mi redima,
rannicchiato non aspetto che il miracolo,
che venga qualcuno a perdonarmi
e mi sappia dire bene COSA
mi si deve perdonare
in questa tana di lupi."

- Attila József

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Non ho corpo

Non ho corpo,
io, e non ho
lacrime,
Solo
nel cuore
una bisaccia
di poesie.

Olga Sedakova

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Quello che gli occhi non vedono

"La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di arrivare a se stesso. Finisca poeta o pazzo, profeta o delinquente, non è affar suo, e in fin dei conti è indifferente. Affar suo è trovare il proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto e senza fratture dentro di sé. Tutto il resto significa soffermarsi a metà, è un tentativo di fuga, è il ritorno all'ideale della massa, è adattamento e paura del proprio cuore."

(Hermann Hesse)

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Finch'è ancora tempo

Finch 'è ancora tempo, mio amore,
e prima che bruci Parigi
finch'è ancora tempo, mio amore,
finché il mio cuore è sul suo ramo
vorrei una notte di maggio
questa notte di maggio
sullungosenna Voltaire
baciarti sulla bocca
e andando poi verso Notre-Dame
contempleremmo il suo rosone
e a un tratto serrandoti a me
di gioia, paura e stupore
piangere silenziosamente
e le stelle piangerebbro
mescolate alla pioggIa fIne.

Finch'è ancora tempo, mio amore,
e prima che bruci Parigi
finch'è ancora tempo, mio amore,
finchè il mio cuore è sul suo ramo
questa notte di maggio lungo la Senna
sotto i salici con te, mia rosa,
sotto i salici piangenti molli di pioggia
ti direi due parole le più dette a Parigi
le più dette le più sincere
scoppierei di felicità
fischietterei una canzone
e crederemmo. negli uomini.
In alto le case di pietra
senza incavi né gobbe
appiccicate
coi loro muri al chiaro di luna
le loro finestre dritte che dormono in piedi

e sulla riva di faccia il Louvre
illuminato dai proiettori
illuminato da noi
il nostro splendido palazzo
di cristallo.

Finch'è ancora tempo, mio amore,
e prima che bruci Parigi
finch'è ancora tempo, mio amore,
finché il mio cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio, nei depositi dellungosenna
ci siederemmo sui barili rossi
di fronte al fiume scuro nella notte
per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa
verso il Bèlgio o verso l'Olanda?
davanti alla cabina una donna
con un grembiale bianco
sorride dolcemente.

Finch 'è ancora tempo, mio amore,
e prima che bruci Parigi
finch'è ancora tempo, mio amore.


Nazim Hikmet
 

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Non posso...

"Non posso perdere l'unica cosa che mi mantiene vivo: la speranza. Una parola che, spesso, si trova con noi al mattino, viene ferita nel corso della giornata e muore all'imbrunire, ma risuscita con l'aurora.."

Paulo Coelho

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Sii dolce con me.Sii gentile

Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci –
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore.

Mariangela Gualtieri

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A volte...

A volte un abbraccio, quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt'uno, fissa quell'istante magico nell'eterno. Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso, fa vibrare l'anima e rivela ciò che ancora non si sa o si ha paura di sapere. Ma il più delle volte un abbraccio è staccare un pezzettino di sé per donarlo all'altro affinché possa continuare il proprio cammino meno solo.

Pablo Neruda

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Accettiamo di vivere nell’infelicità perché abbiamo paura dei cambiamenti – (Dal film/libro “Mangia, prega, ama” – di Elizabeth Gilbert)

“Tutti vogliamo che le cose restino uguali David. Accettiamo di vivere nell’infelicità perché abbiamo paura dei cambiamenti, delle cose che vanno in frantumi, ma io ho guardato questo posto, il caos che ha sopportato, il modo in cui è stato adoperato, bruciato, saccheggiato, tornando poi ad essere se stesso, e mi sono sentita rassicurata. Forse la mia vita non è stata così caotica, è il mondo che lo è, e la sola trappola è restare attaccati ad ogni cosa. Le rovine sono un dono, la distruzione è la via per la trasformazione.
Anche in questa città eterna l’Augusteo mi ha dimostrato che dobbiamo essere sempre preparati ad ondate infinite di trasformazioni.
Sia io che te meritiamo di più che stare insieme perché altrimenti abbiamo paura di essere annientati.”
(Mangia, prega, ama – autobiografia della scrittrice statunitense Elizabeth Gilbert)


 

«Alla fine sono arrivata a credere in una ricerca che io chiamo “La Fisica dell’Anima”, una forza della natura governata da leggi reali quanto la legge di gravità. La regola di questo principio funziona più o meno così: se sei abbastanza coraggiosa da lasciarti indietro tutto ciò che ti è familiare e confortevole e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa a vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esterna che interna, se sei veramente intenzionata a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio, se accetti tutti quelli che incontri strada facendo come insegnanti, e se sei preparata soprattutto ad affrontare e perdonare alcune realtà di te stessa veramente scomode, allora la verità non ti sarà preclusa.»
(Mangia, prega, ama – autobiografia della scrittrice statunitense Elizabeth Gilbert)

 

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Poesia dell'amore inevitabile

Tu arrivasti alla mia anima quando era dimenticata:
le porte divelte, le sedie nel canale,
le tende cadute, il letto sradicato,
la tristezza curata come un vaso di fiori.
Con le tue piccole mani di donna laboriosa
ponesti tutte le cose in fila:
lo sguardo al suo posto, al suo posto la rosa,
al suo posto la vita, al suo posto la stuoia.
Lavasti le pareti con uno straccio bagnato
nella tua chiara allegria, nella tua fresca dolcezza,
collocasti la radio nel luogo appropriato
e pulisti la stanza di sangue e spazzatura.
Ordinasti tutti i libri dispersi
e stendesti il letto nel tuo enorme sguardo,
accendesti le povere lampade spente
e lucidasti i pavimenti di legno consumato.
Fosti d’un tratto enorme, ampia, potente, forte:
sudasti grandi fatiche lavando arnesi vecchi.
Apprendesti che nella mia anima d’avanzo era la morte
e la tirasti all’orto con pezzi di specchio.

Jorge Debravo 

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