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Arte

E se tu - morte

E se tu – morte – / dovessi venire, / sia pure d’improvviso, / non aver timore / di spaventarmi. / Ho ascoltato molte / storie sul tuo conto, / ma so che sei / accanto ai mie passi / tanto quanto la vita. / L’imperituro / Tempo che si crea / incessantemente / è cortese con te. / So che l’umano / non rallegra i tuoi / celesti momenti, / ma io, quando verrai, / avrò un sorriso / anche per te //.

Posted by Monica Murano

Altro di Monica

Deponi le tue armi

Deponi le tue armi appena il calvario di questi anni ti consegner il silenzioso privilegio dellamore. Nella veste che mindosser lo riconoscerai. Colorata e sottile. Avvolger le mie caviglie un morbido nastro, da cui vedrai un orlo cinto di smeraldi. Ricorderai che il nostro bene mai ha vissuto di sfarzi, ma di valori di pi elevata ammirazione. Nei piccoli gioielli del mio volto porter quel poco che sempre ha stillato la rarit che non conosce supposizioni. Quei piccoli gioielli, creati dal tempo e dal vento modellati. Li prenderai, ancora, come mio dolce, sicuro dono di questa timida concretezza senza dimore. Dio si mostrer in unora riservata. Laccenno insistente della perfezione verr dissolta in polvere. La nostra offerta: la corona del cuore. Ci congederemo dal mondo dei pensieri. I fiori e gli uccelli nei nostri amati volti.
Monica Murano
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La mia determinazione

La mia determinazione arriva col suo modo imprevedibile di esigere la mia totale attenzione. Non si cura dei miei impegni, della mia salute, dei miei umori, butta giù la porta per entrare se è necessario. La sua fermezza mi spiazza ogni volta. E allora, senza troppe osservazioni, mi siedo e l’ascolto. Sento nei suoi toni un turbine di sensazioni che non riesce a trattenere e a cui vorrebbe dare una limpida collocazione, sfilando le giuste parole per esprimere ciò che la contiene. Lei vuole colmarmi in definite sembianze che mai vorrò avere. Le parole, treni senza soste, questo sono, colmi di passeggeri, di odori, di vagoni e finestre aperte al mondo. Di gente che vive e si muove. Ma sono anche granelli di un rosario da celebrare in un tempo e in un ordine precisi; la mia determinazione li stringe nelle mani, ne sente la consistenza e come preghiere vuole sublimarli, ma i granelli si rotolano troppo velocemente tra le labbra del Pensiero per poterle pronunciare completamente. Intanto… la mia determinazione persegue il suo obiettivo, nonostante.

Monica Murano
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pi fine, pi raffinato

pi fine, pi raffinato ci che oltre la materia si manifesta. Incessante il suo movimento, che reca con s la vita per nulla stabile, per nulla chiusa. Come in un gioco le geometrie e i numeri sincontrano, si sovrappongono allorigine di una perfezione non concessa a mani umane. Un movimento. Dentro. Purificati da ogni superbia, il pi grande spettacolo della vita non ha costo. Ed molto pi vicino di ogni emozione, molto pi elegante di ogni sentimento damore. . Privo da legami temporali, privo da legami spaziali. Senza definizioni alcune. Non delineato, ma libero. la libert dentro il respiro delle cose esistenti.
Monica Murano
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Untitled

Il Finito indossa abiti ben ricamati, tanto minuziosamente da farsi desiderare. Si diventa “persone adulte” per indossare quegli abiti, che nel viversi dei giorni si modellano in “abitudini”. Umanamente è ineludibile la permanenza di questa “finitezza” in un’architettura apparentemente così salda per la sicurezza, la familiarità, l’identità che infonde. Mattone su mattone si nasconde il firmamento intero. Chiusi lì dentro “si sta bene”. Si scolpisce l’Infinito in un Finito di annichilite abitudini credendo di saper vivere la vita, con la soddisfazione di aver “costruito casa”. Arriva, però, un momento nella vita, puntuale come il primo respiro – che si è stabilito in un’ora persa nella memoria del tempo –, in cui si dischiudono delle verità che prima si riuscivano appena a intravedere. Alcune sono scomode e ingombranti; schiacciano senza poterne scansare il tocco e mentre comprimono i ventri… quante ferite riemergono! Eppure non si può fare a meno di guardarle. Di sentirle. Trascinandosi, ci si porta a sedere, mentre quel respiro immobilizza. Si decide di ascoltare cos’ha da dire ed esso come un abile cacciatore punta direttamente il centro, mira determinato nelle intenzioni. Incredulamente ci si domanda come sia stato possibile non sentirlo prima che potesse mirare tanto bene il centro. In quel preciso momento si è totalmente sprovvisti di armi adeguate. Non si prova neanche a difendersi. Quel respiro sconfigge; con quale forza riesce a farlo! Ma in quello stesso momento – come mai in altri – si sa che qualcosa deve cambiare. Si sente che si deve cambiare. Quello è il Momento in cui inizia la vera vita. Quello è il secondo, puntuale, Respiro. Il corpo modella un nuovo corpo; ogni sospiro lascia qualcosa di vecchio, di impercettibilmente compiuto in un fluire miracoloso di vitalità che, nel suo modo d’essere, custodisce grandi, teneri, benedetti tesori. Esso è simile alle note musicali: ascoltarlo è infinitamente piacevole. Sentire che il solo susseguirsi dei respiri crea la magia di meravigliose melodie, apre il cuore. Ogni nota lasciata andare ne invita una nuova a entrare. Si nasce per respirare la vita, non per soffocarla. La vita è un’elevazione in crescendo, in cui si vivono anche giorni silenziosi, per dare voce a ciò che troppo spesso, nel rumore, tace. Qualunque cosa essi dicano hanno voce nel nostro più intimo sentire, ed è nel più intimo dei luoghi che fluiscono. Non hanno bisogno di essere definiti “giorni”, non hanno neanche bisogno di parole, poiché esse ne ridurrebbero il valore. Essa è l’unica voce che ha volontà granitica ed epidermide siderea.

Monica Murano
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Volga in tenerezza

Volga in tenerezza il gesto arcaico ch sonno ancor condotto v dalla dolce Luna. S dal Sole la multiforme vita accresce laddensato composto velato nei tratti che dal centro oltre irradiano.
Monica Murano
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Giorni in bianco

In questi giorni, mi levo con le betulle e sulla fronte ravvio le ciocche di frumento davanti a uno specchio di ghiaccio. Amalgamato al mio respiro sfiocca il latte: cos di buon'ora ha facile schiuma. E dove il vetro appanno con l'alito appare, dipinto da un dito infantile, ancora il tuo nome: innocenza! Dopo tanto tempo. In questi giorni, non mi duole di sapere dimenticare e di essere costretta a ricordare. Amo. Fino all'incandescenza io amo, e ne ringrazio biblicamente il cielo. L'ho imparato in volo. In questi giorni, io ripenso all'albatro che mi ha sollevata e trasportata in un paese che un foglio bianco. All'orizzonte immagino, fulgido nel suo tramonto, il mio favoloso continente laggi, che mi ha congedata gi rivestita del sudario. Vivo, e da lontano ascolto il suo canto del cigno! Ingeborg Bachmann
Monica Murano
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Il tuo sorgere il mio sorgere

Il tuo sorgere il mio sorgere, ogni mattina, a nuovi giorni. Mi offri i primi canti di grazia nellaria ancora fresca della notte e i colori degli angeli quando dipingono. Tu, pienezza, costante presenza, vita. Non conosco della mia anima tutti i suoi misteri, ma so che da Te nasce e in Te muore. Non esistono altre braccia tanto grandi per contenermi tutta. Non esistono altri occhi che intera mi vedono e mi espandono. Tu, mio rotondo altare mattutino, mia quotidiana preghiera. Tu nulla mi chiedi e tutta mi hai. Ogni particella terrena e ogni particella divina. La Tua Luce sussulta nel mio petto. Dolce Padre del mio mondo, cosa spetta ai cuori che in Te viaggiano? Di riposare nei fiori? O danzare nei cieli? O forse troppo in eterno contemplarti?
Monica Murano
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nella fede

nella fede senza pareti che vediamo e divinizziamo i ponti. Essi, privi di metallici archi, reggono locchio invisibile dell amore. I nostri piedi sono veli che hanno lumana natura dellincertezza dei passi. Ma quel cammino lessenza dunantica attesa sottratta dalla realt-frazione di tempo fin troppo piccola per i confini degli uomini. La luce dellumanit! Verbo non esiste per descriverla se non il suo stesso manifestarsi. Lalternarsi dei giorni e delle notti possono renderla opaca, come i dubbi della mente. Questa, con perfetta geometria, ripetutamente ripercorre le stolte fattezze che recano pena. Esiste un rischio nellabbandonare il protetto nido, ma un premio ancor pi grande nel rischiare il volo. Ritardarlo incompiuta maturit. solitudine che beve larsura di un vano pozzo.
Monica Murano
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Nel consueto uso di chi dorme

Nel consueto uso di chi dorme vestire lopaca apparenza colandola in vuoti modelli non pu giungere al puro stato ma soltanto a un suo riflesso. Sformando le condizionate forme si erge la vivace libert, principio unico che la natura affianca ora privo di corporei legami che nellessenza stessa unito alla sostanza elementare. Se si vuole lacqua non si deve pensare allacqua ma sentire la sua sorgente. Esserne parte.
Monica Murano
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