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Il Finito indossa abiti ben ricamati, tanto minuziosamente da farsi desiderare. Si diventa “persone adulte” per indossare quegli abiti, che nel viversi dei giorni si modellano in “abitudini”. Umanamente è ineludibile la permanenza di questa “finitezza” in un’architettura apparentemente così salda per la sicurezza, la familiarità, l’identità che infonde. Mattone su mattone si nasconde il firmamento intero. Chiusi lì dentro “si sta bene”. Si scolpisce l’Infinito in un Finito di annichilite abitudini credendo di saper vivere la vita, con la soddisfazione di aver “costruito casa”. Arriva, però, un momento nella vita, puntuale come il primo respiro – che si è stabilito in un’ora persa nella memoria del tempo –, in cui si dischiudono delle verità che prima si riuscivano appena a intravedere. Alcune sono scomode e ingombranti; schiacciano senza poterne scansare il tocco e mentre comprimono i ventri… quante ferite riemergono! Eppure non si può fare a meno di guardarle. Di sentirle. Trascinandosi, ci si porta a sedere, mentre quel respiro immobilizza. Si decide di ascoltare cos’ha da dire ed esso come un abile cacciatore punta direttamente il centro, mira determinato nelle intenzioni. Incredulamente ci si domanda come sia stato possibile non sentirlo prima che potesse mirare tanto bene il centro. In quel preciso momento si è totalmente sprovvisti di armi adeguate. Non si prova neanche a difendersi. Quel respiro sconfigge; con quale forza riesce a farlo! Ma in quello stesso momento – come mai in altri – si sa che qualcosa deve cambiare. Si sente che si deve cambiare. Quello è il Momento in cui inizia la vera vita. Quello è il secondo, puntuale, Respiro. Il corpo modella un nuovo corpo; ogni sospiro lascia qualcosa di vecchio, di impercettibilmente compiuto in un fluire miracoloso di vitalità che, nel suo modo d’essere, custodisce grandi, teneri, benedetti tesori. Esso è simile alle note musicali: ascoltarlo è infinitamente piacevole. Sentire che il solo susseguirsi dei respiri crea la magia di meravigliose melodie, apre il cuore. Ogni nota lasciata andare ne invita una nuova a entrare. Si nasce per respirare la vita, non per soffocarla. La vita è un’elevazione in crescendo, in cui si vivono anche giorni silenziosi, per dare voce a ciò che troppo spesso, nel rumore, tace. Qualunque cosa essi dicano hanno voce nel nostro più intimo sentire, ed è nel più intimo dei luoghi che fluiscono. Non hanno bisogno di essere definiti “giorni”, non hanno neanche bisogno di parole, poiché esse ne ridurrebbero il valore. Essa è l’unica voce che ha volontà granitica ed epidermide siderea.

Posted by Monica Murano

Altro di Monica

C un gigante

C un gigante che molto sa della fantasia e che molto prodigo con i bei cuori. Di false fantasie diffidente per sua natura, come un bimbo con un maestro troppo severo. Ma fresca e piena la sua semplicit, da ristorarne i pi audaci combattenti. Non ti sembra che ricordi le sembianze dellamore? Lamore che ha progetti festosi? Quellamore che porta con s un enorme carro capace di trasportare tutte le fatiche s ma anche i trionfi. Quellamore che carezza libera in un rullare di palpiti. Di certo non un souvenir da posare su un bel mobile. Di quelli se ne hanno piene le stanze. Lamore cos spesso temuto per le sue altitudini. Un microbo non potrebbe percorrerle a causa dinsufficienza respiratoria. Ha ben altri progetti dunque lamore.
Monica Murano
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Sii dolce con me. Sii gentile

Sii dolce con me. Sii gentile. E breve il tempo che resta. Poi saremo scie luminosissime. E quanta nostalgia avremo dellumano. Come ora ne abbiamo dellinfinit. Ma non avremo le mani. Non potremo fare carezze con le mani. E nemmeno guance da sfiorare leggere. Una nostalgia dimperfetto ci gonfier i fotoni lucenti. Sii dolce con me. Maneggiami con cura. Abbi la cautela dei cristalli con me e anche con te. Quello che siamo prezioso pi dellopera blindata nei sotterranei e affettivo e fragile. La vita ha bisogno di un corpo per essere e tu sii dolce con ogni corpo. Tocca leggermente leggermente poggia il tuo piede e abbi cura di ogni meccanismo di volo di ogni guizzo e volteggio e maturazione e radice e scorrere dacqua e scatto e becchettio e schiudersi o svanire di foglie fino al fenomeno della fioritura, fino al pezzo di carne sulla tavola che corpo mangiabile per il mio ardore dessere qui. Ringraziamo. Ogni tanto. Sia placido questo nostro esserci - questo essere corpi scelti per lincastro dei compagni damore. Nei libri. Mariangela Gualtieri
Monica Murano
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Deponi le tue armi

Deponi le tue armi appena il calvario di questi anni ti consegner il silenzioso privilegio dellamore. Nella veste che mindosser lo riconoscerai. Colorata e sottile. Avvolger le mie caviglie un morbido nastro, da cui vedrai un orlo cinto di smeraldi. Ricorderai che il nostro bene mai ha vissuto di sfarzi, ma di valori di pi elevata ammirazione. Nei piccoli gioielli del mio volto porter quel poco che sempre ha stillato la rarit che non conosce supposizioni. Quei piccoli gioielli, creati dal tempo e dal vento modellati. Li prenderai, ancora, come mio dolce, sicuro dono di questa timida concretezza senza dimore. Dio si mostrer in unora riservata. Laccenno insistente della perfezione verr dissolta in polvere. La nostra offerta: la corona del cuore. Ci congederemo dal mondo dei pensieri. I fiori e gli uccelli nei nostri amati volti.
Monica Murano
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E se tu - morte

E se tu – morte – / dovessi venire, / sia pure d’improvviso, / non aver timore / di spaventarmi. / Ho ascoltato molte / storie sul tuo conto, / ma so che sei / accanto ai mie passi / tanto quanto la vita. / L’imperituro / Tempo che si crea / incessantemente / è cortese con te. / So che l’umano / non rallegra i tuoi / celesti momenti, / ma io, quando verrai, / avrò un sorriso / anche per te //.

Monica Murano
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Terra, amica prediletta

Che le mie ali braccia divengano, forti e sicure e i miei piedi a posarsi in terreni vergini imparino e nuovi sentieri da percorrere traccino. Che incrocino quelli gi percorsi per impastarsi ai loro profumi, alle loro memorie, e alle loro orme esser grati. Terra, che Tu mi sia amica e compagna prediletta quanto il Cielo e le Stelle. A mani giunte il vento mi faccia strada perch possa sul Tuo rosso genuflettermi in umile preghiera. Che Quel Tuo Rosso scavi nei fondali di questo mio composto e con calici doro fioriti mimpreziosisca dei Tuoi tesori. Che Tu soltanto Tu voglia fondermi a ci che di mio gi Tuo. Vivo in Te. il Cielo lo sai mi ha eternamente.
Monica Murano
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Esiste una casa

Esiste una casa, sulle alte montagne, giorno e notte dal cielo benedetta. Di pietre lunari è il suo interno, che scuciono gli spessi abiti per farne gomitoli ai gatti. Granitici timori e ataviche forme in una delusione che – ben presto – avrà il sapore dolce delle mandorle.

Monica Murano
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La mia determinazione

La mia determinazione arriva col suo modo imprevedibile di esigere la mia totale attenzione. Non si cura dei miei impegni, della mia salute, dei miei umori, butta giù la porta per entrare se è necessario. La sua fermezza mi spiazza ogni volta. E allora, senza troppe osservazioni, mi siedo e l’ascolto. Sento nei suoi toni un turbine di sensazioni che non riesce a trattenere e a cui vorrebbe dare una limpida collocazione, sfilando le giuste parole per esprimere ciò che la contiene. Lei vuole colmarmi in definite sembianze che mai vorrò avere. Le parole, treni senza soste, questo sono, colmi di passeggeri, di odori, di vagoni e finestre aperte al mondo. Di gente che vive e si muove. Ma sono anche granelli di un rosario da celebrare in un tempo e in un ordine precisi; la mia determinazione li stringe nelle mani, ne sente la consistenza e come preghiere vuole sublimarli, ma i granelli si rotolano troppo velocemente tra le labbra del Pensiero per poterle pronunciare completamente. Intanto… la mia determinazione persegue il suo obiettivo, nonostante.

Monica Murano
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Volga in tenerezza

Volga in tenerezza il gesto arcaico ch sonno ancor condotto v dalla dolce Luna. S dal Sole la multiforme vita accresce laddensato composto velato nei tratti che dal centro oltre irradiano.
Monica Murano
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Passi

Passi cortesi chi del giglio anela il profumo. Passi coraggiosi chi in quel profumo chiede dimora.
Monica Murano
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