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Arte

Ti ho e non ti tengo

Ti ho e non ti ho
ti tengo e non ti tengo
spero e non spero
ti sogno
su poppe di navi appena salpate
mentre mi tendi le braccia
sei e non sei colui che mi chiama
ti aspetto non ti aspetto arrivi sempre di sorpresa
mi porti in una stanza buia
dove con una serie di metamorfosi
diventi acqua fuoco aria serpente e colomba
con la mia voce declami poesie
che potrei o vorrei o dovrei scrivere
e poi ti addormenti tra le mie braccia
e resto e non resto sola.

Lia Chatzopulu-Karavia

Posted by Fare del bene

Altro di Fare

Io sono certa

"Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato.."

Alda Merini

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Silenzi luminosi

Silenzi luminosi
che dicono più di quel che tacciono.
Il mondo intero è in quel che diciamo
e tutto illuminato
da quel che omettiamo.

Daniel Pennac

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Lui ha due donne

Lui ha due donne:
una che dorme nel suo letto
e una che dorme nel letto dei suoi sogni.
Lui ha due donne che lo amano:
una che invecchia al suo fianco
e una che gli offrì la giovinezza
per poi occultarsi.

Lui ha due donne:
una nel cuore della sua casa
e una nella casa del suo cuore.

Maram Al-Masri

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Le donne forti le riconosci, non passano inosservate.

Le donne forti le riconosci, non passano inosservate.
Quando camminano senti la loro presenza,

quando arrivano senti che qualcosa cambia.
Non sono donne facili, perché non si accontentano, perché vogli
ono e cercano qualcosa di più. Non hanno paura delle sfide per trovare ciò che hanno nel cuore, non hanno paura nemmeno di soffrire per inseguire i loro ideali.
Non vogliono piacere a tutti le donne forti, vogliono piacere soprattutto a se stesse. Quando le donne forti ti guardano non vedi solo i loro occhi. C’è qualcosa di più. È la loro anima che scorgi, ha il colore del sole e la luce della luna.

Quando le donne forti si muovono non c’è solo il loro corpo ma ci sono anche i loro sogni, le loro speranze, la fiducia che hanno in se stesse e negli altri.
Le donne forti non sono come tutti gli altri, ascoltano anche il loro lato più istintivo, ridono e piangono senza vergognarsi e se ne hanno voglia si siedono per terra o camminano scalze come se fosse la cosa più normale del mondo.
Le donne forti non sono donne che non sbagliano mai ma sono donne che affrontano i loro sbagli con la forza dell’anima. I fallimenti e le sconfitte diventano terreno fertile per imparare, per migliorare. Diventano il luogo dove l’anima trova gli spazi per crescere.
Le donne forti sono in grado di vestirsi di niente ma di sembrare tutto. È la loro anima che le veste, è la forza di se stesse che le circonda. Ed è proprio questa loro presenza, a volte difficile, che merita di averle conosciute.

Simona Oberhammer – La Via Femminile

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Eppure...

Eppure è bella, anima mia, la vita:
non fosse che pei giorni in cui le foglie giocano
a quale per la prima spunti sui rami;
e tu le vedi, così tenere e trasparenti,
che ti s’apron l’ali nel rimirarle.
Come puoi del mondo tante cose sapere,
e non sapere come fa la fogliuzza a tornar verde entro la scorza,
ad affacciarsi, e tutta nova ridere al sol che la richiama?
La strada lunga che t’importa,
e l’essere strappata alla speranza che più cara ti fu,
tradita da chi più fedele credesti,
se goder sempre t’è dato di questa gioia?
E tu la sai ben certa nel giusto tempo:
ché non fu mai l’anno senza vicenda di stagioni,
e mai fu senza fronda il giovinetto aprile.

Ada Negri

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L'unico modo...

L'unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l'avrai davanti. E, come le grandi storie d'amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle.

(Steve Jobs) 

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Ode all'autunno

Stagione di nebbie morbidamente infruttuose,
intima amica del sole al suo culmine,
che cospiri con lui per caricare e benedire
di frutti le viti che s’arrampicano sulle grondaie;
e che fai piegare sotto le mele gli alberi del casolare,
e riempi di maturità tutti i frutti fino al torso,
tu che gonfi la zucca, e arrotondi i gusci delle nocciole
con dolcezza; per poi farne sbocciare altri
e altri ancora, fiori tardivi per le api,
affinché esse credano che i giorni tepidi non finiranno mai,
perché l’Estate ha colmato fino all'orlo le loro dimore.
Chi non t' ha visto immerso nella tua ricchezza?
Talvolta chi ti cerca, può trovarti
seduto senza pensieri sull’aia,
con i capelli appena sollevati dal vaglio del vento;
o sprofondato nel sonno in un solco solo in parte mietuto,
assopito dai fumi dei papaveri, mentre il tuo falcetto
risparmia il prossimo fascio, e i suoi fiori intrecciati:
e talvolta come una lama, tu tieni
ferma la testa sotto un pesante fardello attraversando un ruscello;
o presso un torchio da sidro, con sguardo paziente,
osservi smarrito gli ultimi stillicidi per ore ed ore.
Dove sono i canti della Primavera? Sì, dove sono?
Non pensare ad essi; tu che una musica ce l’hai,
mentre nuvole striate fioriscono nel giorno che lento muore,
e toccano con rosea tinta le pianure di fieno;
allora in un lamentoso coro i moscerini gemono
tra i salici del fiume, portati in alto
o lasciati cadere, dal vento lieve;
e adulti agnelli belano forte dal limite collinoso;
le cavallette cantano; ed ora con dolci acuti
il pettirosso fischia dal recinto d'un giardino;
e le rondini si raccolgono trillando nei cieli.

John Keats

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Forse mi prende malinconia

Forse mi prende malinconia a letto
se ripenso alla mia vita tempesta e di
mattina alzandomi s’involano i vani
sogni e davanti alla zuppa di latte
annego i miei casi disperati.

Gli orli senza miele della tazza
screpolata ai quali mi attacco a bere
e nella gola scivola piano il mio
dolore che s’abbandona alle
immagini di ieri, quando tu c’eri.

Che peccato questa solitudine, questo
scrivere versi ascoltando il peccatore
cuore sempre nella stessa stanza

con due grandi finestre, un tavolo
e un lettino di scapolo in miseria.

E se l’orecchio poso al rumore solo
delle scale battute dal rimorso
sento la tua discesa corrosa
dalla speranza.

Dario Bellezza

da “Dario Bellezza, Invettive e licenze”, Garzanti, 1971

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Quello che va imparato, va imparato.

"Quello che va imparato, va imparato. Ma lo si imparerà solo se si sente un’attrattiva naturale verso gli adulti, proprio come il neonato che succhia il latte dal seno materno, come il bambino che apprende per imitazione. Questa attrattiva naturale si instaura solo se la generazione più anziana viene incontro ai giovani con l’arte, se la verità si manifesta dapprima nella bellezza. Allora nei giovani si accenderà la parte migliore: non l’intelletto, che è una facoltà passiva, ma la volontà, che è attiva e che attiva poi anche il pensiero.
Un’educazione artistica educa la volontà, e dall’educazione della volontà dipende tutto il resto."

(Rudolf Steiner - ARTE DELL’EDUCARE, ARTE DEL VIVERE)

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