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Arte

Torture

Nulla è cambiato.
Il corpo prova dolore,
deve mangiare e respirare e dormire,
ha la pelle sottile, e subito sotto – sangue,
ha una buona scorta di denti e di unghie,
le ossa fragili, le giunture stirabili.
Nelle torture di tutto ciò si tiene conto.

Nulla è cambiato.
Il corpo trema, come tremava
prima e dopo la fondazione di Roma,
nel ventesimo secolo prima e dopo Cristo,
le torture c’erano e ci sono, solo la Terra è più piccola
e qualunque cosa accada, è come dietro la porta.

Nulla è cambiato.
C’è soltanto più gente,
alle vecchie colpe se ne sono aggiunte di nuove,
reali, fittizie, temporanee e inesistenti,
ma il grido con cui il corpo
ne rispondeera, è
e sarà un grido di innocenza,
secondo un registro e una scala eterni.

Nulla è cambiato.
Tranne forse i modi, le cerimonie, le danze.
Il gesto delle mani che proteggono il capo
è rimasto però lo stesso,
il corpo si torce, si dimena e si divincola,
fiaccato cade, raggomitola le ginocchia,
illividisce, si gonfia, sbava e sanguina.

Nulla è cambiato.
Tranne il corso dei fiumi,
la linea dei boschi, del litorale, di deserti e ghiacciai.
Tra questi paesaggi l’anima vaga,
sparisce, ritorna, si avvicina, si allontana,
a se stessa estranea, inafferrabile,
ora certa, ora incerta della propria esistenza,
mentre il corpo c’è, e c’è, e c’è
e non trova riparo.

Wislawa Szymborska

Posted by Fare del bene

Altro di Fare

Poesia dell'amore inevitabile

Tu arrivasti alla mia anima quando era dimenticata:
le porte divelte, le sedie nel canale,
le tende cadute, il letto sradicato,
la tristezza curata come un vaso di fiori.
Con le tue piccole mani di donna laboriosa
ponesti tutte le cose in fila:
lo sguardo al suo posto, al suo posto la rosa,
al suo posto la vita, al suo posto la stuoia.
Lavasti le pareti con uno straccio bagnato
nella tua chiara allegria, nella tua fresca dolcezza,
collocasti la radio nel luogo appropriato
e pulisti la stanza di sangue e spazzatura.
Ordinasti tutti i libri dispersi
e stendesti il letto nel tuo enorme sguardo,
accendesti le povere lampade spente
e lucidasti i pavimenti di legno consumato.
Fosti d’un tratto enorme, ampia, potente, forte:
sudasti grandi fatiche lavando arnesi vecchi.
Apprendesti che nella mia anima d’avanzo era la morte
e la tirasti all’orto con pezzi di specchio.

Jorge Debravo 

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Il giardino

Mille anni e poi mille
non possono bastare
per dire
la microeternita'
di quando m' hai baciato
di quando t' ho baciata,
un mattino nella luce dell' inverno
al Parc Montsouris a Parigi,
a Parigi
sulla terra,
sulla terra che e' un astro.

Jacques Prevert

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Non posso...

"Non posso perdere l'unica cosa che mi mantiene vivo: la speranza. Una parola che, spesso, si trova con noi al mattino, viene ferita nel corso della giornata e muore all'imbrunire, ma risuscita con l'aurora.."

Paulo Coelho

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Si arrivati a questo

Si e' arrivati a questo: siedo sotto un albero,
sulla sponda di un fiume,
in un mattino assolato.
E' un evento futile
e non passera' alla storia.
Tuttavia siedo su questa sponda, e' un fatto.
Si da' il caso che io sia qui e guardi.
Sopra di me una farfalla bianca sbatte nell'aria
ali che sono soltanto sue
e sulle mani mi vola un'ombra,
non un'altra, non d'un altro, ma solo sua.
A tale vista mi abbandona sempre la certezza
che ciò che e' importante
sia più importane di ciò che non lo e'.

Wisława Szymborska

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Lettere a Milena

Comprendi, Milena, la mia età, l'essere consumato e soprattutto l'angoscia e,comprendi, la tua gioventù,la tua freschezza,il tuo coraggio;e la mia angoscia diventa sempre più grande perché significa un ritirarsi dal mondo, di qui l'aumento della sua pressione, di qui inoltre l'aumento dell'angoscia, mentre il tuo coraggio è un avanzare, donde la diminuzione della pressione, donde l'aumento di coraggio. Ai piedi di queste lettere potrei sedere,felice oltre misura, questa è pioggia sulla testa che arde.

F.Kafka, lettere a Milena

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Tanto precipit...

Tanto precipitò nella mia stima
che lo sentii battere per terra,
e farsi in mille pezzi sulle pietre
in fondo alla mia mente.
Diedi la colpa al destino che lo spinse,
ma ancor più rimproverai me stessa,
d’aver tenuto oggettini placcati
sulla mensola dell’argenteria.

Emily Dickinson

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Ah se in questo silenzio

Ah se in questo silenzio
con questa purezza
tu diventassi terra tra le mie braccia,
in questo silenzio, con questa purezza
tra le mie braccia
sotto l’ombrello dei miei capelli
quando il terreno del mio giovane corpo
ti beve
come una pioggia delicata
o una carezza di luna.

(Forugh Farrokhzad, poetessa iraniana)

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Assenza

Dovrò rialzare la vasta vita
che ancora adesso è il tuo specchio:
ogni mattina dovrò ricostruirla.
Da quando ti allontanasti,
quanti luoghi sono diventati vani
e senza senso, uguali a lumi nel giorno.
Sere che furono nicchia della tua immagine,
musiche in cui sempre mi attendevi,
parole di quel tempo,
io dovrò frantumarle con le mie mani.
In quale profondità nasconderò la mia anima
perché non veda la tua assenza
che come un sole terribile, senza occaso,
brilla definitiva e spietata?
La tua assenza mi circonda
come la corda la gola
il mare chi sprofonda.

Jorge Luis Borges

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La notte

La notte intera si alza
ai sospiri dell'amata,
e una lieve carezza
va per il cielo sorpreso.
E allora è come se nell'universo
una forza elementare
diventasse di nuovo la madre
di tutto l'amore perduto..”

Reiner Maria Rilke

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