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Arte

È nella fede

È nella fede senza pareti che vediamo e divinizziamo i ponti. Essi, privi di metallici archi, reggono l’occhio invisibile dell’ amore. I nostri piedi sono veli che hanno l’umana natura dell’incertezza dei passi. Ma quel cammino è l’essenza d’un’antica attesa sottratta dalla realtà-frazione di tempo fin troppo piccola per i confini degli uomini. La luce dell’umanità! Verbo non esiste per descriverla se non il suo stesso manifestarsi. L’alternarsi dei giorni e delle notti possono renderla opaca, come i dubbi della mente. Questa, con perfetta geometria, ripetutamente ripercorre le stolte fattezze che recano pena. Esiste un rischio nell’abbandonare il protetto nido, ma un premio ancor più grande nel rischiare il volo. Ritardarlo è incompiuta maturità. È solitudine che beve l’arsura di un vano pozzo.
Posted by Monica Murano

Altro di Monica

Il tuo sorgere è il mio sorgere

Il tuo sorgere è il mio sorgere, ogni mattina, a nuovi giorni. Mi offri i primi canti di grazia nell’aria ancora fresca della notte e i colori degli angeli quando dipingono. Tu, pienezza, costante presenza, vita. Non conosco – della mia anima – tutti i suoi misteri, ma so che da Te nasce e in Te muore. Non esistono altre braccia tanto grandi per contenermi tutta. Non esistono altri occhi che intera mi vedono e mi espandono. Tu, mio rotondo altare mattutino, mia quotidiana preghiera. Tu nulla mi chiedi e tutta mi hai. Ogni particella terrena e ogni particella divina. La Tua Luce sussulta nel mio petto. Dolce Padre del mio mondo, cosa spetta ai cuori che in Te viaggiano? Di riposare nei fiori? O danzare nei cieli? O – forse troppo – in eterno contemplarti?
Monica Murano
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Che la seta voglia

Che la seta voglia / ricoprire l’epidermide / dei sofferenti / portando loro le carezze / che la vita ha sgualcito / nelle trame dei loro tessuti / – ora – nei loro piedi impigliati / che faticosamente / si trascinano nei giorni. / Possano gli Angeli / rifuggire questi aspri destini / violando – per eccezione – / le divine regole / sgravandone i cammini / con la leggerezza delle loro ali. / Un lieve Tocco / una minima giuntura / basterebbe per svernarne i cuori / e seminare germogli / capaci d’infiorare / il diritto alla felicità / sottratta. Troppo lo strazio / dei debiti di alcuni / per gli egoismi di altri. / Ci deve essere / una foce in cui verdeggia / viva un’erba incontaminata, / dove le nuvole sono / soffici passaggi d’acqua / rigenerante, dove gli occhi / riescono ancora / a meravigliarsi alzando / lo sguardo al cielo, / dove la dura voce del mare / è spoglia calma / d’ogni mareggiata. / Arrivino, dunque, i rinforzi / per ricacciare i rudimenti / che granitico rendono / ogni tentativo di rivalsa. / Che annichiliscano / il “noi fummo” e sospingano / il “noi siamo” //.
Monica Murano
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C’è un gigante

C’è un gigante – che molto sa della fantasia – e che molto è prodigo con i bei cuori. Di false fantasie è diffidente per sua natura, come un bimbo con un maestro troppo severo. Ma è fresca e piena la sua semplicità, da ristorarne i più audaci combattenti. Non ti sembra che ricordi le sembianze dell’amore? L’amore che ha progetti festosi? Quell’amore che porta con sé un enorme carro capace di trasportare tutte le fatiche – sì – ma anche i trionfi. Quell’amore che è carezza libera in un rullare di palpiti. Di certo non un souvenir da posare su un bel mobile. Di quelli se ne hanno piene le stanze. L’amore è così spesso temuto per le sue altitudini. Un microbo non potrebbe percorrerle a causa d’insufficienza respiratoria. Ha ben altri progetti – dunque – l’amore.
Monica Murano
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Nel consueto uso di chi dorme

Nel consueto uso di chi dorme vestire l’opaca apparenza colandola in vuoti modelli non può giungere al puro stato ma soltanto a un suo riflesso. Sformando le condizionate forme si erge la vivace libertà, principio unico che la natura affianca ora privo di corporei legami che nell’essenza stessa unito è alla sostanza elementare. Se si vuole l’acqua non si deve pensare all’acqua ma sentire la sua sorgente. Esserne parte.
Monica Murano
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Esiste una casa

Esiste una casa, sulle alte montagne, giorno e notte dal cielo benedetta. Di pietre lunari è il suo interno, che scuciono gli spessi abiti per farne gomitoli ai gatti. Granitici timori e ataviche forme in una delusione che – ben presto – avrà il sapore dolce delle mandorle.

Monica Murano
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La mia determinazione

La mia determinazione arriva col suo modo imprevedibile di esigere la mia totale attenzione. Non si cura dei miei impegni, della mia salute, dei miei umori, butta giù la porta per entrare se è necessario. La sua fermezza mi spiazza ogni volta. E allora, senza troppe osservazioni, mi siedo e l’ascolto. Sento nei suoi toni un turbine di sensazioni che non riesce a trattenere e a cui vorrebbe dare una limpida collocazione, sfilando le giuste parole per esprimere ciò che la contiene. Lei vuole colmarmi in definite sembianze che mai vorrò avere. Le parole, treni senza soste, questo sono, colmi di passeggeri, di odori, di vagoni e finestre aperte al mondo. Di gente che vive e si muove. Ma sono anche granelli di un rosario da celebrare in un tempo e in un ordine precisi; la mia determinazione li stringe nelle mani, ne sente la consistenza e come preghiere vuole sublimarli, ma i granelli si rotolano troppo velocemente tra le labbra del Pensiero per poterle pronunciare completamente. Intanto… la mia determinazione persegue il suo obiettivo, nonostante.

Monica Murano
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Deponi le tue armi

Deponi le tue armi appena il calvario di questi anni ti consegnerà il silenzioso privilegio dell’amore. Nella veste che m’indosserà lo riconoscerai. Colorata e sottile. Avvolgerà le mie caviglie un morbido nastro, da cui vedrai un orlo cinto di smeraldi. Ricorderai che il nostro bene mai ha vissuto di sfarzi, ma di valori di più elevata ammirazione. Nei piccoli gioielli del mio volto porterò quel poco che sempre ha stillato la rarità che non conosce supposizioni. Quei piccoli gioielli, creati dal tempo e dal vento modellati. Li prenderai, ancora, come mio dolce, sicuro dono di questa timida concretezza senza dimore. Dio si mostrerà in un’ora riservata. L’accenno insistente della perfezione verrà dissolta in polvere. La nostra offerta: la corona del cuore. Ci congederemo dal mondo dei pensieri. I fiori e gli uccelli nei nostri amati volti.
Monica Murano
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È più fine, più raffinato

È più fine, più raffinato ciò che oltre la materia si manifesta. Incessante il suo movimento, che reca con sé la vita per nulla stabile, per nulla chiusa. Come in un gioco le geometrie e i numeri s’incontrano, si sovrappongono all’origine di una perfezione non concessa a mani umane. Un movimento. Dentro. Purificati da ogni superbia, il più grande spettacolo della vita non ha costo. Ed è molto più vicino di ogni emozione, molto più elegante di ogni sentimento d’amore. È. Privo da legami temporali, privo da legami spaziali. Senza definizioni alcune. Non è delineato, ma libero. È la libertà dentro il respiro delle cose esistenti.
Monica Murano
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E se tu – morte –

E se tu – morte – dovessi venire, sia pure d’improvviso, non aver timore di spaventarmi. Ho ascoltato molte storie sul tuo conto. Non ho ricordi cristallini di te, ma so che sei accanto ai mie passi tanto quanto la vita. L’imperituro Tempo che si crea incessantemente è cortese con te. So che l’umano non rallegra i tuoi celesti momenti, ma io, quando verrai, avrò un sorriso anche per te.
Monica Murano
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