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Sintomi e rimedi per artrosi cervicale




L'artrosi cervicale, o cervicoartrosi, è una malattia di tipo cronico-degenerativo che interessa la zona cervicale e che causa dolore e limitazioni funzionali. 

In linea generale l'artrosi è una sofferenza articolare di tipo evolutivo: le cartilagini delle articolazioni che si trovano tra le ossa del nostro corpo si usurano a poco a poco, causando la modificazione di tutte le strutture che le compongono, cioè tessuto osseo, capsula e muscoli.

Il processo artrosico è di tipo degenerativo, per cui dopo molti anni si può arrivare al blocco totale dell'articolazione interessata e alla perdita di funzionalità. Nel caso dell'artrosi cervicale i sintomi possono essere mal di testa del tipo “a casco” se il processo artrosico interessa la parte più alta del rachide, proprio sotto la nuca.

Se invece l'artrosi è localizzata nella parte più bassa della colonna cervicale la sintomatologia comprende dolore alle spalle con frequente interessamento di braccio e mano. Si possono avere inoltre vertigini e nausea, tachicardia, ronzii auricolari e talvolta disturbi visivi. Uno dei sintomi più frequentemente descritti, specialmente all'inizio della malattia è quello dei “rumori cervicali” e in particolare la sensazione di sabbia che scricchiola quando si muove la testa.

Numerose sono le cause che possono generale l'artrosi: età, ereditarietà, obesità, traumi, e fattori ambientali, tra cui ad esempio lavori usuranti o particolarmente pesanti o la pratica di sport che possono portare a traumi. L'artrosi può essere considerata una malattia professionale e in particolare chi lavora per lungo tempo con il computer può essere soggetto ad artrosi cervicale-dorsale.

La diagnosi viene effettuata avvalendosi di radiografie, risonanza magnetica, tac etc.. e la terapia per contrastare l'artrosi è una delle più diversificate. Infatti la malattia ha diverse fasi cliniche e si può manifestare a diverse età. Essendo l'artrosi una malattia cronico-degenerativa, l'obiettivo della terapia è quello di rallentare o far regredire il decorso della malattia oppure alleviare o eliminare i disturbi che l'artrosi provoca.

Generalmente la cura contro l'artrosi si avvale di terapie farmacologiche, ortopediche e fisiatriche. Molto importante risulta essere il ruolo della prevenzione. In particolare nel caso di cervicoartrosi dovuta a cattiva postura o vita sedentaria, alcuni semplici esercizi specifici per il collo (movimento della testa avanti-indietro, destra-sinistra e rotazione) possono essere d'aiuto.

Fonte www.benesserevillage.it

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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