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Intuizione, chiave del successo




Che si scelga di chiamarla sesto senso, fiuto, occhio clinico, abilità… l’intuizione è un processo intellettuale normale.

L’intuizione è una facoltà della nostra mente che si manifesta senza preavviso, permettendoci spesso di arrivare a conclusioni sorprendenti, senza partire da punti di riferimento oggettivi. Conoscere e controllare l’intuizione racchiude una delle chiavi del successo personale e professionale.
La capacità d’intuizione e la conoscenza intuitiva sono in genere considerate qualità innate della mente: funzioni cerebrali, seppur non basate sulla razionalità.
Tutti noi viviamo almeno un momento intuitivo per eccellenza nella vita: l’infanzia. In questo periodo l’essere umano è assolutamente intuitivo. Quando i bambini ricevono diversi stimoli uditivi, luminosi, percettivi o sensoriali, li associano a idee differenti e adottano istintivamente di fronte a essi un determinato atteggiamento.

L’intuizione è una facoltà psicologica ‘sintetica’, attraverso la quale si assorbe la totalità di una determinata situazione. Ci aiuta a sintetizzare aspetti isolati delle informazioni e delle esperienze all’interno dello stesso quadro, della stessa fotografia: consiste in una percezione globale della realtà, che supera le vie razionali della conoscenza.

Il processo intuitivo è molto rapido e aiuta l’individuo a riconoscere, quasi istantaneamente, la via migliore da seguire. La sintesi intuitiva raggruppa una grande quantità di lavoro e di dettagli al tempo stesso. L’intuizione è presente in tutte le decisioni che dobbiamo prendere. È un elemento vitale in ogni decisione, perfino in quelle basate sui fatti più concreti. I metodi analitici razionali possono soltanto calcolare o misurare quello che conoscono, i dati di fatto. Intuire significa osservare e tener conto dell’ignoto, dell’imponderabile.

È possibile ‘risvegliare’ la propria intuizione? Sì, anche se non la ascoltiamo è dentro di noi, allo stato latente. È importante svolgere attività che stimolino la creatività, sollecitare e acuire i sensi, mantenendoci più coscienti del nostro stato d’allerta. La pratica di uno sport o un corso di pittura sono molto utili per chi vuole rinforzare questa facoltà.

Perché scompare nelle persone? Per mancanza di esercizio e soprattutto per mancanza di fiducia in se stessi, per comodità, per pigrizia… e anche perché ‘sulla realtà non si scherza’.

Tutti possediamo una facoltà mentale chiamata intuizione. Dobbiamo solo metterla in moto.

“L’intuizione è la somma delle conoscenze logiche che si manifestano: è come un momento di autoaffermazione”.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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