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Ascoltare Vivaldi aumenta la concentrazione




La musica stimolante può incoraggiare la prontezza e la concentrazione.

È quanto afferma uno studio condotto dalla Northumbria University, nel Regno Unito, sull'effetto delle Quattro Stagioni di Vivaldi. Un gruppo di 14 giovani volontari ha ascoltato le melodie del famoso compositore del '700 mentre stava eseguendo un compito mentale impegnativo e nello stesso momento, gli scienziati hanno misurato l'attività elettrica nel loro cervello. Dai risultati, pubblicati sulla rivista Experimental Psychology, è emerso che i partecipanti avevano portato a termine il compito più velocemente ed accuratamente mentre ascoltavano la Primavera di Vivaldi, mentre rallentavano, invece, durante il più cupo Autunno. «Il movimento della Primavera – spiega al Daily Mail il dottor Leigh Riby – ha incrementato l'intera attività cerebrale ma ha avuto un effetto esagerato sull'area del cervello preposta ai processi emotivi. Sembra che abbia dato origine ad una particolare immaginazione nel cervello e suscitato sentimenti positivi e di felicità che si sono tradotti in funzioni cognitive di maggior livello». Il compito consisteva nel premere il tasto dello spazio sulla tastiera del computer ogni volta che sullo schermo comparisse un quadrato verde. Cerchi e quadrati di diversi colori, che apparivano ad intermittenza, dovevano essere ignorati. Quando venivano analizzati senza musica, i tempi di risposta dei volontari erano di circa 408.1 millesecondi. Questi scendevano a 393.8 durante l'ascolto della Primavera e salivano a 413.3 durante l'Autunno. Lo psicologo ha inoltre fatto notare che il brano della Primavera era stato usato con successo nel campo del marketing per modificare lo stato d'animo e influenzare il comportamento. «Questo studio evidenzia come ci sia un effetto indiretto della musica sulla cognizione creata da umore, prontezza ed emozione – aggiunge lo studioso - L'esperimento mostra come la capacità cognitiva sia incrementata quando vengono introdotti degli stimoli piacevoli».
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Ma c'è dell'altro... Fino a oggi avevamo sentito parlare dell’“Effetto Mozart”, per spiegare la particolare efficacia benefica della musica sulla psiche umana. Ora prepariamoci ad aggiungere l’“Effetto Vivaldi”, per significare le virtù positive sulla memoria, specie quella degli anziani. Scoperto in uno studio su un campione di volontari della terza età, diretto da Nicola Mammarella della facoltà di Psicologia dell´Università G. D´Annunzio di Chieti, il potere della musica del compositore avvalora la tesi secondo cui l´ascolto di musica ha effetti positivi sulla funzionalità cerebrale. L'Effetto Mozart indica proprio il potere dell´ascolto di musica su memoria e apprendimento: fu così battezzato nel 1993 dai primi esperimenti basati sul'ascolto di una Sonata in Re maggiore per due pianoforti di Mozart. Ricerche successive dimostrarono pure alcuni potenziali meccanismi d´azione della musica, come l´aumento di fattori di crescita neurali indotto dall'ascolto. Lo studio italiano ha coinvolto 24 individui anziani ed individuato come brano dai poteri taumaturgici su memoria a breve termine e memoria operativa uno tratto da “Le Quattro Stagioni” di Vivaldi.
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Insomma, se ci distraiamo facilmente durante lo studio o il lavoro, teniamo cuffiette e cd di Vivaldi alla mano... magari ci aiuterà!

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Effetti della fumigazione dell'incenso

E’ stato verificato che in generale durante qualsiasi percezione olfattiva vi è un rallentamento della respirazione, che giunge quasi all’arresto totale nel caso di un odore fortemente sgradevole.
A livello circolatorio, invece, abbiamo un aumento del battito cardiaco con diminuzione dell’ampiezza, mentre gli effetti di maggior rilievo si riscontrano sul sistema nervoso, pur variando da individuo a individuo.
A livello fisico più globale gli effetti della fumigazione sono in parte analoghi a quelli derivanti dall’utilizzo della medesima sostanza per altra assunzione: incensare con la cannella o i chiodi di garofano, ad esempio, risulterà stimolante e rinvigorente per la mente e il corpo, mentre al contrario i fiori di lavanda, di gelsomino o le foglie di menta risulteranno calmanti, distensive e lievemente assopenti.

A tal proposito vale la pena ricordare come nella filosofia indiana vi sia una classificazione degli elementi impiegati nelle fumigazioni direttamente associata alla dislocazione dei chakra: durante la pratica yogica, infatti, l’utilizzo di incensazioni è sempre presente quando possibile, poiché creandosi risonanza tra il profumo dell’ingrediente bruciato ed il chakra corrispondente si facilita il lavoro su di esso e si producono esperienze soddisfacenti a livello meditativo.

Inoltre la diminuzione del ritmo respiratorio dovuto all’inalazione dei fumi induce il meditante a concentrarsi sulla cadenza e la profondità del respiro stesso, nonché sulla modalità con cui introduce ed emette aria nel e dal proprio interno.
Tutte le filosofie orientali considerano l’atto del respirare come il fondamento sia dell’essere umano che del lavoro per la crescita interiore: è il simbolo del flusso dell’energia cosmica in costante alternarsi fra due estremi opposti, sebbene la risultante di questo moto perpetuo sia in realtà l’eterna «stasi».

Nella filosofia esoterica occidentale questa considerazione è invece ben nascosta ma presente, soprattutto nei dettami e nelle allegorie alchemiche. Per contro sono evidenti le indicazioni degli effetti sul fisico, che dipendono strettamente dalla segnatura planetaria cui l’ingrediente è sottoposto.

Le sostanze incense, inoltre, non producono effetto solamente sul corpo di chi vi è esposto, ma anche sull’ambiente circostante: gli ingredienti purificanti ad esempio, come la canfora o il timo, possiedono effetti antisettici e antibatterici, cicatrizzanti ed insetticidi, al punto tale che venivano impiegati all’interno delle sale operatorie per sterilizzare l’ambiente prima degli interventi (assieme allo zolfo).

Effetti Mentali ed Emotivi
A livello anatomico il senso dell’olfatto possiede delle dinamiche in gran parte ancora sconosciute: alcuni esperimenti hanno evidenziato come nel momento in cui un odore viene percepito, si mettano in funzione varie aree del cervello con frequenza ed ordine caotici.

In questo caso l’idea di caos non coincide con quella di «casuale», bensì sottende una logica ed un ordine di altissima complessità, in un processo del tutto simile a quello che avviene durante l’espressione del pensiero creativo.

La scienza odierna non si è ancora pronunciata in modo definitivo su cosa sia a livello fisico un «odore», perciò in riguardo alle reazioni che avvengono nell’apparato olfattivo ci si riferisce ai risultati della dissoluzione di sostanze volatili in uno strato di muco che permea l’interno delle nostre narici.
Una volta disciolte, lo stimolo prodotto sarà codificato dai recettori, suddivisi in gruppi, ciascuno dei quali è dedicato alla percezione di aromi ben precisi e specifici.
Sebbene i recettori siano dunque in grado di riconoscere singolarmente solo poche tipologie di odori, la capacità del cervello di registrarne e classificarne circa diecimila varianti diverse è dovuta all’interazione di tali gruppi, e all’interscambio di informazioni tra di essi. Inoltre, accendendosi in simultanea alcune aree cerebrali che presiedono agli altri sensi, lo stimolo olfattivo può legarsi ad emozioni, situazioni, o persone di vario genere. A seconda poi dell’intensità associativa, la memoria riporterà a galla tutto quanto è ad esso correlato in qualunque momento si dovesse ripresentare il medesimo odore: nell’inconscio, infatti, non esiste il concetto di tempo.
Gli impulsi elaborati dal nostro naso sono di fatto inviati alle parti più ancestrali del cervello: il sistema limbico, l’amigdala, la ghiandola pineale (epifisi) e ghiandola pituitaria (ipofisi).
Durante la percezione di un odore è stato verificato come quest’ultima si contragga quasi all’istante, rendendo possibile la commistione di più percezioni sensoriali: un determinato profumo, dunque, può richiamare alla mente un colore o addirittura un suono, ed è per questo che le fragranze possono essere divise secondo criteri cromatici o musicali come «tonalità» o «note».
Le note «di testa» sono quelle più alte, leggere, e le prime a colpire, quelle «di cuore» sono medie, poco più lente ad arrivare ma solide e corpose, mentre quelle «di fondo» sono basse, intense e danno stabilità ad un profumo.

Mutuando i termini dall’anatomia occulta indiana, che ben descrivono i processi sottili che avvengono nell’individuo, la ghiandola pituitaria è associata all’Ajna Chakra o Terzo Occhio, sede dell’inconscio e delle facoltà mentali latenti dell’uomo, nonché ponte verso il Chakra della Corona, associato alla ghiandola pineale, che risvegliato porta all’illuminazione Divina.
L’epifisi è inoltre in grado di secernere autonomamente la DMT (dimetiltriptamina), una sostanza psichedelica contenuta anche in diversi tipi di vegetali, conosciuti ed impiegati da tempo immemore dagli sciamani della zona amazzonica per favorire stati «altri» di coscienza.
Tramite la fumigazione si può trovare un aiuto a dischiudere le porte che proiettano verso queste dimensioni trascendenti: va sottolineato infatti come alcuni profumi siano in grado di esercitare un effetto fortemente calmante sulla psiche e sul turbinio di pensieri dai quali è assediata, favorendo in questo modo la concentrazione e il vuoto mentale.
E’ questa la precondizione necessaria affinché avvenga dhyàna, termine sanscrito che indica l’evocazione prolungata nel mentale di immagini o simboli che rimandano a qualità o esperienze divine, in modo da poterle «assorbire» ed interiorizzare.

Durante l’assenza di pensieri, inoltre, è possibile riuscire a stabilire un contatto con il proprio Sé Superiore, cioè la scintilla che ci collega da un lato a tutti gli altri esseri viventi, e dall’altro al Divino, aprendoci l’accesso alla Conoscenza e Coscienza Universali: alla Verità nell’Unità, dunque.

Le modalità attraverso le quali avviene tutto questo, però, sono decisamente soggettive: sempre secondo l’anatomia occulta, infatti, la percezione e l’elaborazione di un profumo sono il risultato dell’interazione fra una vibrazione di fondo interna all’uomo, dipendente dalla sua disposizione mentale, e la vibrazione dell’essenza che viene diffusa nell’aria.
Ogni sostanza esercita di per sé un proprio effetto caratteristico sulla psiche, sul carattere e sull’umore, in genere analogo a quello che possiede sul piano fisico, e che contribuisce a inclinare gli individui e l’ambiente che impregna verso quel particolare tipo di atmosfera.

È logico però, che qualora la vibrazione scaturita risulti disarmonica rispetto alle persone che ne entrano in contatto, o evochi nel fruitore delle sensazioni mentali sgradevoli, l’effetto non sarà quello desiderato bensì una serie di stimoli emotivi che possono andare dal lieve fastidio, al rifiuto, sino addirittura al terrore.
Ciò può dipendere, ad esempio, dalle associazioni di ricordi che questo individuo ha creato in precedenza rispetto al profumo impiegato, come detto sopra.

Anche nella tradizione cabalistica ritroviamo concetti operativi simili: ad ognuna delle sephiroth, come ad ognuna delle lettere dell’alfabeto, è associato un profumo specifico, che opportunamente utilizzato permette di connettersi, tramite meditazione, alle qualità Archetipe della sfera che si sta andando ad indagare, per esempio.
Questo può avvenire tramite esperienze di luoghi consoni allo «spirito» della sephirah, oppure di animali o persone che incarnino i principi di quella particolare manifestazione Divina.

Effetti Sottili e Magici

Profumi e fumigazioni non sono esentati dalla legge Universale dell’analogia: anch’essi infatti rispondono al motto ermetico di «come in alto, così in basso».
Ciò significa che l’effetto di queste sostanze sul piano materiale si riflette analogamente sui livelli più tenui della materia o, per meglio dire, sui livelli energetici: una pianta purificante come il timo ad esempio, oltre ad esercitare il proprio effetto antisettico nell’aria, sarà adatta a rimuovere tutta la sporcizia energetica che si annida in un luogo. Bruciando questa pianta (così come altre analoghe) ci si garantisce anche l’allontanamento di alcune entità astrali poco gradite, come le larve o piccoli e deboli eggregori generati da emozioni improvvise e generalmente violente oppure da pensieri fissi.

Allo stesso modo fumigando la resina d’olibano, utilizzata nella farmacopea come antiedematoso e contro gli accumuli di liquidi nel corpo, anche la situazione energetica dell’ambiente in cui si diffonde risulterà fluidificata, provvedendo a sciogliere eventuali accumuli energetici e ripristinando il normale circolo.
Tali effetti non sono dissimili sui corpi sottili dell’uomo: la resina d’incenso, così come alcune altre sostanze fra le quali il legno di sandalo o l’elemi, vengono utilizzate per la pulizia energetica dei chakra, dal momento che eliminano eventuali perturbazioni di moto o vibrazione.
In questo modo inoltre, viene ripulito l’intero sistema di canali attraverso i quali l’energia si distribuisce all’interno del corpo, permettendone un flusso regolare ed armonico.
Per lo stesso principio d’analogia, la pulizia sottile ad opera della fumigazione contribuirà ad eliminare emozioni indesiderate, causa principale dello squilibrio dei centri energetici, creando in questo modo un circolo virtuoso.

Le scienze esoteriche occidentali, invece, prendono una strada differente rispetto alla visione umida delle tradizioni indiane, avvalendosi delle fumigazioni in maniera decisamente più secca.
Secondo i dettami dei sapienti – soprattutto medievali – riguardo alle pratiche magiche, infatti, ritroviamo il concetto che ogni elemento presente all’interno di un rituale, in primis l’attenzione e dunque la Volontà del magista, devono essere concordi al risultato che vuole ottenere.

In questo caso sarà opportuno assicurarsi che i pianeti siano disposti in modo consono all’operazione da svolgere, ed in secondo luogo scegliere ingredienti per incensare che abbiano segnatura astrologica del pianeta sotto gli influssi del quale si vuole operare. Infine, fare in modo che i profumi generino nell’operatore un sentimento sufficientemente forte per poter canalizzare la propria energia mentale verso lo scopo che si è prefisso.
Per aumentare l’effetto delle fumigazioni di questo tipo, durante l’epoca medievale non venivano impiegate soltanto piante ma anche pietre dure, minerali e parti (od organi) di alcuni animali che avevano corrispondenze planetarie in accordo con il rituale.
Va menzionato il fatto che anche ognuno dei segni zodiacali possiede il proprio profumo o la propria sostanza peculiare.

Per concludere è interessante notare come all’interno di taluni trattati sulla preparazione di talismani, l’impiego dei profumi e delle essenze sia tenuto in particolare considerazione: è addirittura possibile confezionarne alcuni semplicemente imbevendo, con condizioni propizie, un batuffolo di cotone nell’aroma desiderato e portarlo addosso in un sacchetto opportunamente cucito.
Viene poi fatta menzione di come un oggetto, una volta caricato magicamente e impregnato dell’energia sprigionata grazie alla combustione di incensi, rimanga carico fino a che non venga sconsacrato e consacrato nuovamente per altro utilizzo, sebbene possano passare anche degli anni.
Questo perché attraverso il fuoco vengono liberate l’energia e l’aura della pianta, direzionate poi attraverso la Volontà dell’operatore, come di fatto avviene per ogni azione magica con qualsiasi forma energetica.

Eraldo Antonio Olivieri


Fonte  SPIRITO E PROFUMI

 





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