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Marijuana, un possibile rimedio contro l’ansia




La Marijuana pare possa avere effetti contro l'ansia, ma non bisogna abusarne.

L’ansia sarà forse un giorno ribattezzata come il male del Ventunesimo secolo. Conduciamo una vita per niente a misura d’uomo, le nostre azioni sono una corsa a ostacoli perché ci manca il tempo per pensare a chi siamo e cosa desideriamo realmente. Tutto ciò non fa altro che aumentare il grado di stress con conseguenti stati d’ansia più o meno marcati.

Eppure un rimedio che sia realmente in grado di contrastarla ancora non esiste. Gli psicofarmaci, infatti sono per lo più sedativi dell’intero sistema nervoso, per cui, di norma, sopprimo solo il disturbo anziché guarirlo davvero.
Una nuova speranza, tuttavia, ci arriva da un gruppo di ricercatori internazionali – tra cui gli scienziati della Hokkaido University di Sapporo (Giappone), l’Accademia Ungherese delle Scienze di Budapest e l’Indiana University di Bloomington – guidati da alcuni professori della Vanderbilt University. Secondo i loro studi, i nostri recettori dei cannabinoidi – i principali principi attivi della Marijuana – esercitano un importante ruolo a livello cerebrale coinvolto nella regolazione dell’ansia e la risposta allo stress (flight-or-fight response).
Per la prima volta uno studio è stato in grado di mettere in evidenza i recettori dei cannabinoidi nel nucleo centrale dell’amigdala (in uno studio condotto su animali).

La ricerca, riportata sulla rivista Neuron e guidata da Sachin Patel – professore di Psichiatria e di Fisiologia Molecolare e Biofisica – potrebbe in qualche modo spiegare il motivo per cui i consumatori di Marijuana, affermano molto spesso di assumerla soprattutto per ridurre i loro stati d’ansia.
I dati, ottenuti anche grazie alla collaborazione di Teniel Ramikie, uno studente laureato nel laboratorio di Patel, hanno anche potuto dimostrare come le cellule nervose prodotte da questa zona del cervello siano in grado di rilasciare naturalmente degli “endocannabinoidi”.
Secondo Petel, «Lo studio potrebbe essere molto importante per capire come la cannabis esercita i suoi effetti comportamentali».

In alcuni Paesi la Marijuana è già stata legalizzata. In Italia, per ora non si sa nulla, ma quello che è certo è che se accadrà le persone che potranno avere a disposizione l’eventuale farmaco saranno sempre maggiori.
Secondo i ricercatori, che si sono basati anche su studi precedenti, il sistema endocannabinoide è un regolatore naturale dell’ansia e dello stress che coinvolge il neurotrasmettitore glutammato.
Lo stress, sia di tipo acuto o cronico o un grave trauma emotivo, possono causare la riduzione della produzione di tali endocannabinoidi e la reattività dei sensori che comunicano con il neurotrasmettitore. Il risultato è che senza questo effetto “buffering”, l’ansia aumenta notevolmente. Se da un lato i cannabinoidi esogeni provenienti dalla Marijuana riducono l’ansia, è anche vero che dall’altra parte l’uso continuativo di questa sostanza potrebbe aumentarla e innescare un circolo vizioso, di potenziamento del dosaggio fino a creare una vera e propria dipendenza.

Per arrivare a tali ipotesi, durante la ricerca sono state adoperate apparecchiature di microscopia elettronica che hanno permesso di visualizzare sia le singole sinapsi che gli spazi esistenti fra una cellula nervosa e l’altra.
«Sappiamo dove sono i recettori, sappiamo qual è la loro funzione, sappiamo come questi neuroni rendono i propri cannabinoidi. […] Tutto ciò potrebbe cambiare radicalmente la nostra comprensione della comunicazione cellulare nell’amigdala», concludono gli autori.

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L'acqua nei sogni

L’acqua nei sogni  rappresenta la vita, l’abbondanza, la fecondità, i sentimenti. E’ un elemento che compare nei sogni con una certa frequenza ed insistenza. Per capire cosa può significare, occorre considerare vari aspetti:

la forma in cui si presenta e da dove viene (pioggia, mare, fiume, pozzanghera, rubinetto, ecc.);
il suo aspetto, odore, colore  (può presentarsi limpida, pulita, calma, oppure torbida, sporca, putrida, stagnante, agitata);
il contesto  e cosa facciamo con l’acqua (bere, lavarsi, immergersi, attraversarla, nuotare, annegare, ecc.);
il nostro atteggiamento verso di essa (paura, repulsione, terrore, tranquillità, pace, ecc.).
In genere, cosa significa sognare l’acqua? L’acqua nei sogni rappresenta la nostra parte emotiva, irrazionale, creativa; se ricorre con frequenza nei sogni, significa che queste componenti stanno avendo un ruolo importante in quel momento della nostra vita, o che stanno tentando di emergere con più forza.


L’acqua nei sogni può presentarsi nel sogno come un elemento piacevole e rassicurante: acqua da bere, acque tranquille in cui immergersi, lavarsi, ristorarsi. E’ quindi segno di ritrovata energia e serenità; così come l’acqua fisica ristora il corpo, l’acqua nei sogni rappresenta il ristoro della nostra emotività.

L’acqua può anche far riferimento al liquido amniotico: non è un caso se le donne in gravidanza fanno più spesso sogni in cui è presente l’acqua.

L’acqua può però presentarsi anche in forme più drammatiche: mare in tempesta, acque che ci sommergono, con cui lottiamo affannosamente per non affogare, ecc.  Queste situazioni indicano che anche nel nostro animo c’è una condizione di ‘burrasca‘: qualcosa ci ha turbato, ci sono condizioni che fatichiamo ad accettare, avvertiamo un senso di impotenza verso qualcosa su cui sentiamo di non avere alcun controllo.

L’acqua stagnante, sporca, fangosa, putrida rappresenta impurità e problemi che risiedono nel nostro inconscio.

Sognare di cadere in acqua può rappresentare un presagio di pericolo o di malattia.

Vedi anche: Sognare il mare

Numeri del lotto:

Acqua in generale 37, bere acqua 66, acqua calda 30, fredda 77, fresca 22, ghiacciata 29, limpida 43, marcia 35, piovana 39, putrida 72, stagnante 90.

Fonte significatosogni.altervista.org/

Leggi anche Cosa rappresenta il mare nei sogni





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