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Liberi da un'emozione negativa in 15 minuti




Camuffare le emozioni spiacevoli non è un bene per il nostro corpo. Impara ad affrontrontarle e a liberartene.

A volte, le emozioni negative arrivano così, all'improvviso, nel bel mezzo di una giornata splendida innescando una situazione che ti spinge in un vortice di emozioni negative. La sensazione, che sia essa rabbia, tristezza, risentimento, paura, frustrazione, ansia, o altro, non è altro che la ripetizione di una vecchia emozione, che deriva da una simile situazione del passato. L’emozione resta dormiente nel tuo sistema fisico ed energetico, poiché non è ancora stata correttamente canalizzata e rilasciata in passato. Per questo motivo, si ripresenta ogni volta che si ripete una situazione analoga e improvvisamente ti ritrovi triste, arrabbiato o pieno di paure.
Purtroppo la nostra cultura e la nostra famiglia ci insegnano a “salvare la faccia”, ovvero ad indossare una maschera e camuffare le emozioni spiacevoli. Molti di noi sono convinti che esprimere i sentimenti non sia una cosa sana, né accettata. Perciò diventiamo campioni nel fare finta che tutto vada bene. Molti di noi, in una situazione del genere, si scatenano e fanno qualcosa di spiacevole; altri provano ad ignorare e vanno avanti come se nulla fosse. Nessuna di queste due alternative porta a un risultato soddisfacente. Per questa ragione, è nostra responsabilità fare ciò che è necessario per liberarci da queste emozioni negative.
 
 
In questi momenti abbiamo bisogno di essere ascoltati e coccolati, anche solo da noi stessi. In questo modo, una volta che l’emozione sarà compresa e resa manifesta, si dissolverà.
Questa strategia ci permetterà di sentirci meglio in breve tempo.
 
Fare una pausa
Questo è il momento più importante, dove la smettiamo di resistere e ignorare la nostra sensazione, troviamo un luogo tranquillo e vi restiamo per un po’. Respiriamo e diventiamo presenti a noi stessi e con l’emozione che stiamo provando. E’ utile comprendere dove sentiamo l’emozione esprimersi nel corpo.
 
Chiedere e ascoltare
La parte che è stata stimolata in noi richiede semplicemente amore e attenzione! La causa può risiedere in qualunque momento del passato. Possiamo provare a chiedere:
“Cosa provi e cosa vuoi esprimere?”
Di seguito, è bene ascoltare ed esplorare con curiosità le risposte che sentiremo arrivare dal profondo di noi stessi.
 
Lasciare andare
Facciamo uscire ciò che proviamo. Esprimersi permette di ripulire il nostro corpo e il campo energetico dalle emozioni trattenute e dall’energia bloccata. E’ possibile lasciare andare attraverso il respiro profondo, urlando dentro ad un cuscino, tirando dei pugni ad una sacca da boxe, scrivendo sul diario, lanciando un lungo lamento a voce alta, dipingendo, bruciando un pezzo di carta dove abbiamo scritto l’emozione che proviamo. Qualsiasi cosa che possa farci stare meglio è utile.
 
Fare il necessario
Chiediamo a questa parte “Di cosa hai bisogno?”
Spesso, la necessità è molto semplice. Può essere amore, rassicurazione, voglia di giocare, uscire all’aperto, riposare o raggiungere un nuovo obiettivo. Se si tratta di qualcosa che non è possibile fare immediatamente, promettiamo a noi stessi che la faremo e poi manteniamo la promessa appena possibile.
 
Innalzare la vibrazione
Facciamo qualcosa che ci faccia sentire bene e che elevi la nostra energia. Può anche significare farsi un bagno, una doccia, ballare, ascoltare una bella canzone che contenga messaggi positivi, fare yoga o una passeggiata. Subito dopo sarà più semplice godersi la vita per quella che è.
 
Tutto questo è utile, perché non possiamo illuderci di essere al di sopra di tutto e di essere immuni agli alti e ai bassi della vita. Come non è possibile restare sempre dentro gli alti. E’ questo che ci spinge ad ignorare le emozioni negative; la resistenza che abbiamo verso di esse ci porta a dividerci in due: la parte che vuole ignorarle e l’altra parte che soccombe. Purtroppo, ogni volta che scappiamo da un’emozione negativa, e le resistiamo, produciamo dentro di noi un malessere profondo. L’unico modo per superare un’emozione negativa è quello di accoglierla in modo positivo, permetterci di provarla al fine di modellarla senza resistenze ed eliminarla. E’ probabilmente una delle cose più complicate da imparare a fare. Con un po’ di esercizio, seguendo questi pratici consigli, sarà più semplice raggiungere l’obiettivo.
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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