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Psoriasi e pelle : cause e cure naturali




Una tipica manifestazione psicosomatica.

La psoriasi, o dermatosi desquamante, è una patologia spesso recidivante che interessa varie regioni del corpo. Non se ne conosce con certezza la causa anche se alcuni ricercatori e scienziati fuori dal coro pensano di averla identificata. Secondo costoro è una tipica manifestazione psicosomatica legata a traumi o conflitti relativi alla separazione forzata del soggetto portatore da familiari, figli, partner, genitori, nonni…
 
Dermatosi desquamante o psoriasi e le sue cause: come prenderci cura del nostro corpo
 
Della psoriasi, come di altre numerose patologie, si conosce poco. Al di la delle localizzazioni della sua comparsa sul corpo, oculare, ungueale, delle pieghe ecc… la medicina annaspa, non ha vere spiegazioni al di la del generico stress… E’ altresì vero che lo stress può portare alla comparsa  di tale patologia ma in quanto al perché, tutto tace.
 
Ricercatori, grandi scienziati o impostori?
 
Nel tempo, all’occhio attento del ricercatore della verità, non sfugge che i grandi scienziati e ricercatori sono spesso stati ostacolati in tutti modi dall’establishment o sono stati sfruttati per quel tanto che bastava all’utilità dello stesso; Nel campo della medicina e della psicoterapia, ad esempio le scoperte di R.Hubbard nell’ambito dello studio sulla mente e di R.G.Hamer nel campo della genesi delle patologie sono state ricusate dall’elite mondiale che tutto vede e tutto controlla; forse perché l’applicazione di tali scoperte comporterebbe una riduzione drastica del giro d’affari delle aziende ospedaliere e dell’industria farmaceutica ? I protagonisti sono stati denigrati da imponenti campagne mediatiche e sono stati bollati dall’establishment scientifico come pericolosi; ad Hammer è stata tolta la facoltà di esercitare la Medicina, è stato radiato almeno in Europa dall’ordine dei medici e ora vive in Norvegia, unico stato Europeo a non far parte dell’unione. Per Hubbard il discorso è molto complesso e non è questa la sede per affrontarlo. Ho citato questi due ricercatori perché un comune filo conduttore li accomuna, entrambi per vie diverse hanno ipotizzato o dimostrato (a seconda dei punti di vista) che dietro alla stragrande maggioranza delle patologie esiste un’origine unica; per Hubbard sono gli “engram”, per Hamer i “conflitti”, ma tutto avviene in quella sede che l’anatomia bioenergetica (non accettata) chiama corpo mentale collegato al corpo emozionale e questo al corpo energetico o eterico che gestisce quello fisico.
Esiste poi una terza ricercatrice, Claudia Rainville Microbiologa che nel suo “grande dizionario della Metamedicina” non perde occasione per alimentare la convinzione che i risvolti psicosomatici o le origini psichiche o mentali delle patologie siano tutto sommato determinanti. Questa ricercatrice sembra essere lasciata in pace dal gota scientifico, forse perché il suo seguito non è tale da impensierirlo?
 
Le vere cause della malattia?
Certo è strano che nel citato dizionario di della Metamedicina la Rainville, alla voce psoriasi dica:
… la psoriasi dipende nella maggior parte dei casi da emozioni legate a una separazione  e a un senso di colpa o di impotenza. Se colpisce il derma può esserci anche un sentimento di vergogna…nei bambini la psoriasi riguarda nella maggior parte dei casi conflitti familiari: conflitti tra il padre e la nonna, tra i genitori e i nonni. In questo tipo di conflitto il bambino si sente separato da un membro o da una parte della sua famiglia e vive un senso di impotenza per non poterli fare riavvicinare.
E ora vediamo cosa dice Hamer nel suo voluminoso testo della “ nuova medicina germanica” alla voce psoriasi dermatosi desquamante: epidermide corneosa.
Nella fase di conflitto attivo (cioè nella fase in cui il trauma psichico è attivo e non è stato quindi ancora risolto)…Conflitto di separazione, perdita di contatto corporeo. Perdita di contatto con la madre, gregge, famiglia, amici, o partner. In natura la perdita di contatto con la famiglia o il gregge, è generalmente fatale ed è dunque un conflitto molto importante… Senso biologico (in natura n.d.a ) : grazie alla diminuita sensibilità legata all’epitelio pavimentoso  (dell’epidermide n.d.a) si dimentica temporaneamente la madre, il bambino (il cucciolo n.d.a), il partner.
Guardarsi dentro, imparare a gestire meglio le emozioni
Sicuramente certe affermazioni, concordi in linea di massima, ci inducono a riflettere.
Certamente se impariamo ad osservarci ad osservare ciò che ci accade dentro, a livello emozionale, potremo imparare a gestire meglio le emozioni, magari a coprenderne l’origine e a superarle, e per dirla alla Hamer ridurre i tempi del conflitto attivo in cui ci rodiamo dentro e passare così alla fase potsconflittuale cioè alla manifestazione patologica preludio del ritorno alla normalità, alla guarigione.
 
Le terapie più accreditate
Esistono una quantità di approcci alla psoriasi: trattamenti con i sali del Mar morto meglio se in loco, terapie balneari, radianti a base raggi UV, piante, gemmoderivati, gel di aloe, nonché le classiche terapie cortisoniche che hanno effetti immediati ma non sono esenti da effetti collaterali.
Non esiste comunque una cura miracolosa, e forse questo evidenzia la realtà che la psoriasi sia una manifestazione somatica di un sofferenza recidivante a livello psico emozionale.
 
L’ estratto di Asphodelus: Come proteggere e rigenerare la nostra pelle in maniera del tutto naturale.
In soccorso della nostra pelle giunge a noi l’estratto di Asphodelus, un derivato composto da diverse piante, che contiene potenti principi attivi, in grado di donare il massimo benefico alla nostra pelle. Completamente capace di rivitalizzare l’epidermide permettendo la totale rigenerazione e si rivela molto efficace se impiegato in appositi prodotti. La crema Apsorzeta prodotta da Named è un’innovativa preparazione indicata per molte patologie che affliggono la pelle stessa. Apsorzeta, grazie alla particolare formulazione, mirata e finalizzata alla protezione della pelle, è il coadiuvante ideale  nel trattamento di dermatiti e patologie cutanee come la psoriasi.
 
Conclusioni:
La psoriasi sembra essere una manifestazione psicosomatica relativa e conseguente a conflitti di separazione. L’unica terapia risolutiva che si è dimostrata valida in alcuni soggetti, è la risoluzione emozionale del conflitto di separazione soggiacente alla patologia. La manifestazione patologica è spesso recidivante e ciò testimonia a favore di conflitti emozionali che si riaccendono periodicamente in relazione a un vissuto conflittuale e alla paura di perdere il figlio, il partner, il genitore…
I rimedi elaborati nel tempo possono solo mitigare la manifestazione patologica e tuttavia sono importanti ma non risolutivi. Spesso le terapie balneari fanno regredire la malattia, ma forse la vera causa del miglioramento sta nel fatto che il cambiare aria, luogo, prendersi una vacanza, ci allontanano dalla fonte primaria dello stress emozionale e ci danno tregua.
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Mandala, Jung e Alchimia

“Il Mandala rappresenta uno schema ordinatore che in certa misura si sovraimpone al caos psichico, così che l’insieme che si sta componendo viene tenuto insieme per mezzo del cerchio che aiuta e protegge …”

“Ogni mattina schizzavo in un taccuino un piccolo disegno circolare un Mandala che sembrava corrispondere alla mia condizione intima di quel periodo .. Solo un po’ per volta scoprii che cosa è verametne il Mandala … IL Sé, la personalità nella sua interezza … che è armoniosa se tutto va bene …”

Il Mandala è l’archetipo dell’ordine interiore ed esprime il fatto che esiste un centro ordinatore e una periferia che cerca di abbracciare il tutto. E’ il simbolo della totalità. Perciò, durante una terapia, quando nella psiche del paziente c’è grande disordine e caos, questo simbolo può apparire sotto forma di Mandala in un sogno, o nelle fantasie o nei disegni liberi che fa il paziente. Il Mandala compare spontaneamente come archetipo compensatorio, portando ordine, mostrando la possibilità dell’ordine.

Secondo Jung, durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore. Il simbolo del mandala, quindi, non è solo un’affascinante forma espressiva ma, agendo a ritroso, esercita anche un’azione sull’autore del disegno perché in questo simbolo si nasconde un effetto magico molto antico: l’immagine ha lo scopo di tracciare un magico solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la “dispersione” e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall’esterno. Nelle filosofie orientali il “mandala” viene utilizzato come mezzo per la meditazione e tramite la sua costruzione o inserimento, l’uomo libera lo spirito, purifica l’anima, entra in comunione con tutte le forze positive presenti nel cosmo.

Oltre ad operare al fine di restaurare un ordinamento precedentemente in vigore, un mandala persegue anche la finalità creativa di dare espressione e forma a qualche cosa che tuttora non esiste, a qualcosa di nuovo e di unico. Come afferma Marie-Louise Von Franz (allieva di Jung), il secondo aspetto è ancora più importante del primo ma non lo contraddice poiché, nella maggior parte dei casi, ciò che vale a restaurare il vecchio ordine, comporta simultaneamente qualche nuovo elemento creativo.

Nel mandala personale il centro è l’uomo stesso che si deve purificare, trasformando le forze negative che porta dentro. Nel mandala vengono espulse tutte le energie negative attraverso la meditazione, la presa di coscienza e la conoscenza del proprio Sé che avviene durante il processo di costruzione del mandala stesso. Mentre costruisce il mandala, dall’esterno verso l’interno, l’uomo si concentra, si individualizza, esegue quella ricerca interiore indispensabile perché si verifichi la catarsi, la purificazione.

Cambiamento radicale che lo porterà alla trasformazione totale, tanto da considerare il vissuto quale trapasso da uno stato antico e inadatto ad uno nuovo e attuale. Una morte simbolica seguita da una nascita ad un livello superiore.

La pratica del mandala persegue tre scopi: centrare, guarire, crescere. Centrare significa cogliere l’essenziale, valutare lo scopo prioritario dei valori della vita. Per guarire, si intende l’espellere i turbamenti, le forze perturbatrici, la malattia. Per crescere si intende il proiettarsi verso una nuova dimensione, verso la meta della catarsi.

Il paziente deve disegnare e colorare, secondo la sua immaginazione, una figura circolare. L’unica informazione che deve essere data al paziente è che lo spazio interno del cerchio rappresenta il suo “Io” e che deve essere colorato partendo dal centro. Da questo disegno si possono trarre interessanti conclusioni osservando la forma del cerchio: se tracciato in modo nitido o tremolante, e analizzando i colori usati per tinteggiare l’interno.
Carl Gustav Jung

L’alchimia è una serie di formule e operazioni per creare sostanze preziose da una materia vile. In un vaso perfettamente sigillato si svolgevano le fasi della combustione, della dissoluzione e del disseccamento.

Jung pensò che questi procedimenti fossero proiezioni psicologiche del processo di crescita interiore che egli chiamò individuazione. Quindi l’opera alchemica può essere letta come una metafora del cammino della psiche verso la totalità.

Se consideriamo l’alchimia una metafora della crescita psicologica quattro sono le operazioni particolarmente significative: la combustione (calcinatio), la dissoluzione (solutio), il disseccamento (coagulatio) e l’evaporazione (sublimatio.

Ogni stadio conduce la materia prima dalla sua condizione iniziale, attraverso un’operazione governata dai quattro elementi: fuoco, acqua, terra, e aria. Ogni operazione simboleggia una trasformazione psicologica. Ad ogni operazione è associato un colore. Confrontando i colori che appaiono nei vostri mandala con quelli del processo alchemico, potrete trarre delle indicazioni sulle energie che plasmano l’esperienza che state vivendo.



La materia prima da cui tutto ha inizio è di colore scuro e indefinito. Il primo passo dell’opera alchemica consiste nel sigillarla ermeticamente in un vaso; questo è il primo passo verso la trasformazione. Questo stadio è chiamato nigredo. In termini di crescita personale significa mettersi di fronte al proprio lato buio, un passo sgradevole me necessario per poter integrare la propria ombra.

Di fronte ad un Mandala con toni particolarmente scuri potete chiedervi se l’oscurità del vostro mandala può suggerire la necessità di lavorare a questo stadio dell’individuazione: il momento di caos, di disorientamento in cui l’Io si sente ferito, l’autostima e la fiducia in se stessi bassa e la luce lontana …..

La combustione è il passo successivo nel processo alchemico. Richiede di bruciare il materiale ad alte temperature per renderlo incandescente. Prima di diventare rosso incandescente la materia prima che è nera assume toni rosso scuro. La presenza di questo colore nel mandala può indicare che è in atto una trasformazione psichica attraverso una cottura psicologica che vuol dire rimanere nell’emozione, stare dentro.

Quando il fuoco si spegne lascia una cenere bianca che racchiude l’essenza del materiale bruciato. Il bianco nel Mandala può indicare proprio questo momento di passaggio: l’Io sopravissuto alla notte oscura e alla tempesta di emozioni si affaccia a un modo nuovo, sconosciuto e mai provato in precedenza di essere nel mondo.

A questo punto, gli alchimisti dicono di mescolare la cenere all’acqua. E’ il momento della dissoluzione ; ciò che prima era duro e infrangibile, è ora ridotto in polvere e può facilmente essere mescolato con l’acqua. Questo passaggio metaforicamente suggerisce una temporanea regressione che può servire a riordinare i contenuti della coscienza. Se nei vostri Mandala predomina l’azzurro, il colore dell’acqua, forse è in atto proprio il processo della solutio.

Per ottenere una nuova sostanza, da questa dissoluzione gli alchimisti usavano il processo chiamato disseccamento. A volte veniva usato lo zolfo. Lo zolfo è giallo e infiammabile, qualità che condivide con il sole che rappresenta nella simbologia psicologica la coscienza.

Il giallo nei vostri Mandala può indicare che il dinamismo della coscienza, la volontà è in movimento. Ciò che era vago e confuso può diventare chiaro, acquistare significato e forza.

L’evaporazione è l’operazione che trasforma la materia solida in sostanza gassosa. E’ il momento del movimento dinamico degli opposti. Prendendo consapevolezza delle proprie contraddizioni, può cominciare ad assumere forma un senso di centralità.

A questo punto nei vostri Mandala possono comparire coppie di colori complementari, opposti nel cerchio cromatico rosso/verde, blu/arancione, giallo/viola. Questo può indicare l’emersione degli opposti e la volontà di cambiamento nella risoluzione delle molteplici sfaccettature della vostra personalità.

Arriviamo così al coronamento dell’opera alchemica: le nozze mistiche degli opposti, la coniuncto. Queste nozze sono possibili solo se, in precedenza, gli opposti sono stati differenziati (spirito/materia, conscio/inconscio, luce/ombra). Li opposti vengono riuniti in un’unità in cui, paradossalmente, ognuno continua ad essere ciò che è, ma divenuto parte di una più ampia totalità.

I colori associati alle nozze mistiche degli opposti sono i rossi i gialli aranciati il rosa dato dall’unione tra bianco e rosso (che nell’alchimia sta ad indicare rispettivamente il femminile e d il maschile), Quando questi colori compaiono nei vostri mandala, state forse raccogliendo il premio di uno stato vicino alla totalità, conquistato duramente attraverso i precedenti stadi di crescita personale. E’ uno stato di grazia. Non dura a lungo, ma possiamo ricordarlo, conservandolo come un seme gettato nella materia prima, e da cui potremo ripartire iniziando il ciclo una volta di più.

Fonte Dionidream





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