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Miele di tarassaco, ricetta vegana




Il miele di tarassaco detto anche “miele senza miele” è una ricetta vegana per realizzare un dolcificante molto simile al miele, ma studiato apposta per chi ha scelto di seguire la filosofia vegana, in quanto non è un prodotto di origine animale. Dal sapore e il profumo intenso, questo miele è un’ottima alternativa al classico miele d’api. Inoltre il tarassaco è una pianta che nasconde diverse proprietà benefiche

Il tarassaco conosciuta anche come “dente di leone” è un’erba officinale che vanta oltre 50 specie diverse. Si trova comunemente nei parchi e giardini delle nostre città ed è caratterizzata da una foglia che ricorda vagamente la rucola ed un bellissimo fiore giallo che, terminata la fioritura, si trasforma in quello che tutti conosciamo come “soffione”. Le foglie del tarassaco sono conosciute al nord come “insalata matta” e sono davvero ottime da consumare fresche. Il tarassaco viene impiegato per disintossicare il corpo dalle scorie e le tossine, questo grazie alle sue preziose sostanze nutritive. Depura il fegato e i reni, stimola la produzione di bile, abbassa il livello di colesterolo cattivo nel sangue, facilita l’espulsione dei calcoli, risolve i problemi di stitichezza e costipazione e allevia i dolori reumatici. Se stai seguendo una dieta detossinante, consumare le foglie e i boccioli freschi del tarassaco favorisce l’espulsione dei “rifuiti” del corpo; inoltre è particolarmente indicato come ricostituente in caso di debolezza e dopo una lunga degenza. Assumere regolarmente il succo di tarassaco aiuta a migliorare la salute della pelle, rendendola più tonica e migliorandone il colorito. Ad uso esterno, il succo delle foglie di tarassaco è perfetto per curare le verruche e l’infuso viene utilizzato per lenire i dolori alle gambe dati dalle vene varicose.

Attenzione: il tarassaco, come ogni erba officinale, ha delle controindicazioni. Per tanto consigliamo di consultare il proprio medico curante prima del consumo.

Calorie per porz.: n.q.

Ingredienti: per 1 vaso grosso

350gr di fiori di tarassaco
3 limoni Bio non trattati
1,5lt di acqua (in bottiglia è meglio)
1,5kg di zucchero di canna grezzo

Preparazione

1. Fai bollire in una grossa pentola l’acqua insieme ai fiori di tarassaco e i limoni fatti a pezzetti. Il tutto deve bollire per 1 ora a fuoco lento.
2. A termine cottura, scola il tutto e filtra per bene l’acqua.
3. Rimetti l’acqua nella pentola, aggiungi lo zucchero e fai bollire a fuoco lento per circa 2ore.
4. Fai raffreddare e sposta il contenuto in un vaso di vetro.
5. Utilizza il tuo miele di tarassaco per tutto quello che ti suggerisce la tua fantasia!

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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