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Simboli del Natale




Ecco le origini dei simboli di Natale

CERO DI NATALE

La luce del cero natalizio simboleggia Gesù, luce del mondo. Una luce è nata nel mondo sono le parole della liturgia, e il cero con la sua fiamma richiama proprio questo significato.
In Francia e in Gran Bretagna fa parte della tradizione accendere tre ceri fusi insieme alla base, come segno di adorazione alla Trinità.

 

CORONA D'AVVENTO

L'uso della Corona d'Avvento è da collegarsi ad un'antica consuetudine germanico-precristiana, derivata dai riti pagani della luce, che si celebravano del mese di Yule (dicembre).
Nel XVI secolo si diffuse tra i cristiani divenendo un simbolo di questo periodo che precede il Natale.
La Corona d'Avvento è un cerchio realizzato con foglie di alloro o rametti di abete (il loro colore verde simboleggia la speranza, la vita) con quattro ceri.
Durante il Tempo di Avvento (quattro settimane) ogni domenica si accende un cero. Secondo una tradizione, ogni cero ha un suo significato: c'è il cero dei profeti, il cero di Betlemme, quello dei pastori e quello degli angeli. La corona può venire appoggiata su un ripiano o appesa al lampadario. L'accensione di ogni cero è accompagnata da un momento di preghiera. Si conclude con un canto alla Madre di Gesù.

 

REGALI DI NATALE

Gli abitanti dell'antica Roma erano soliti scambiarsi, in occasione di feste e a capodanno, dei regali chiamati strenne.
Tale consuetudine si ricollegava ad una tradizione secondo la quale, il primo giorno dell'anno, al re veniva offerto in dono un ramoscello raccolto nel bosco della dea Strenna (dea sabina della salute?). Questo rito augurale si diffuse tra il popolo e, ben presto, i rametti di alloro, di ulivo e di fico vennero sostituiti da regali vari.
Tale tradizione, presente ancora ai nostri giorni, si riveste in occasione del Natale di nuovi significati richiamando, attraverso il gesto del dono, l'amore di Dio che ha donato suo Figlio all'umanità intera.

 

CEPPO DI NATALE

Soprattutto in passato, nella notte di Natale, si accendeva nel caminetto un gran ceppo di abete per rendere confortevole (caldo) l'ambiente in segno di ospitalità, di accoglienza alla venuta del Figlio di Dio.

 

LA «ROSA DI NATALE»


L'Helleborus è una pianta che cresce spontaneamente nelle zone di montagna (ma si acclimata con facilità anche in pianura e nelle aree temperate) e i cui fiori sbocciano in pieno inverno. Per tale caratteristica, una sua varietà, l'Helleborus niger, è anche conosciuta come Rosa di Natale. Quest'ultima presenta un rizoma nerastro e grandi fiori bianchi a cinque petali con sfumature tendenti al rosa.

 

LA «STELLA DI NATALE»


Questa pianta appartiene alla specie delle Euforbiacee, il suo nome scientifico infatti è: Euphorbia pulcherrima, ma è anche chiamata Poinsettia. È una pianta arbustiva che deve la sua bellezza in particolar modo al colore rosso vivo delle grandi battree fogliari disposte a forma di stella. Fiorisce da dicembre a marzo.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Le energie sottili e l'autoguarigione

Dentro e intorno al nostro corpo fisico esistono un insieme di energie sottili che sono invisibili, potenti, vitali. Se interpretate e direzionate, diventano indispensabili nel processo di auto guarigione.

 


Energie invisibili agli occhi

“L'essenziale è invisibile agli occhi”, dice il Piccolo Principe, protagonista dell'omonimo libro dello scrittore e aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry. Presupposto della medicina naturale e postulato di molte medicine tradizionali, come quella cinese, è il concetto di energie sottili. Oltre a un corpo fisico, che ha un'estensione e una realtà materiale, siamo infatti dotati di un corpo sottile che prende nomi e assume caratteristiche diverse a seconda della tradizione di riferimento. Per esempio, alla base della terapia della polarità sta l'assunto secondo cui esistono canali che scorrono attorno e all'interno del nostro organismo, da immaginare come flussi di energia che passano per tre poli fondamentali, uno positivo, un altro negativo e un terzo neutro. Alla tradizione yoga invece, appartiene l'idea di canali di energia (nadi) e di punti di concentrazione di energia (chakra). Infine, per la medicina tradizionale cinese, il cosmo come anche l'individuo sono inseriti nei movimenti complementari delle due forze conosciute come yin e yang.


Il contatto con il sé e le energie sottili

Accettare l'esistenza di ciò che non riusciamo a vedere è il primo passo per entrare nel mondo delle energie sottili. Basta osservare le variazioni energetiche che registriamo durante l'arco di una singola giornata. Sbalzi d'umore, cali di vitalità improvvisi, repentine impennate di energia: sono tutte situazioni che non sappiamo dire come o perché si inneschino, ma che, di fatto, ci influenzano. Ogni essere umano ha in sé il potere di direzionare queste energie. Il primo passo è evitare di lamentarsi di questi cali di energia e accettare l'esistenza di fasi energetiche sia positive che negative.


Le energie sottili e l'auto guarigione

I sintomi hanno la funzione di messaggeri di uno stato di disagio, quindi, nella maggior parte dei casi, portano già in sé la cura. Il processo di auto guarigione energetica parte infatti dall'interpretazione del sintomo, fase essenziale per acquisire la consapevolezza necessaria ad affrontare lo squilibrio energetico. Iniziare un processo di auto guarigione significa ascoltarsi: non trascurare i sintomi di un malessere e individuare valori che facciano da bussola nel percorso dell'esistenza. Avvicinarsi all'autoguarigione, quindi, significa scegliere la salute. Se dal sintomo ci spostiamo ai casi di malattia allo stadio avanzato, vediamo come le terapie energetiche sono interpretate come segnali che il corpo ci ha mandato e che noi non abbiamo ascoltato. Occorre quindi che la persona colpita dal disturbo si affidi a un medico; l'approccio umano del medico stesso verso il suo paziente diventa un fattore indispensabile nel processo di autoguarigione. Per fare un esempio, fornire a un malato di tumore un'aspettativa di vita di qualche mese è cosa ben diversa dall'assicurare al paziente un appoggio basato sul contatto visivo, il calore umano, l'informazione corretta anche rispetto ai momenti di dolore che lo attendono.


Consigli su come percepire le energie sottili

Qualche consiglio su come incrementare la sensibilità verso le proprie energie sottili e come prendersi cura del nostro equilibrio energetico:

- Comunicare
È essenziale tenere la mente aperta e regalarle degli stimoli, restare in ascolto, non chiudere i canali del dialogo, sia verbale che fisico. Stiamo parlando, ovviamente, di una comunicazione che arrechi beneficio agli interlocutori coinvolti, che favorisca la loro crescita, incrementi la dose di ironia, specialmente se stiamo passando un momento particolarmente pesante.

 

- Curare l'alimentazione
La dieta svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dell'equilibrio energetico. Ogni alimento esercita uno specifico effetto sul metabolismo e ce ne sono alcuni, come quelli a base di zuccheri o di caffeina che scatenano direttamente, o per effetto a catena, determinate reazioni nell'organismo.


- Prevenire l'esaurimento
Sul podio dei disturbi del nostro tempo, oltre allo stress e agli attacchi di panico, un posto d'onore è occupato dall'esaurimento. Una persona che sta vivendo uno stato di esaurimento è preda di un vero e proprio impoverimento energetico. È molto importante capire quando questo sta accadendo e fermarsi, rispettare le fase di recupero del corpo.
Quando lo si vuole, si deve imparare a dire di no agli inviti, gli impegni. Il riposo ci spetta di diritto, non va considerato né una perdita di tempo né una forma di pigrizia. Insomma, “Ho bisogno di tempo per me” è una frase bellissima e va usata ogni volta che il corpo ce lo chiede.


Percepire l'energie sottili: consigli ed esercizi

Partiamo dalla distinzione base: esistono energie pulite ed energie congeste:poter percepire, soprattutto quest’ultime, risulterà di grande utilità per
il nostro benessere.

Regole base:

il distacco, il non coinvolgimento emotivo quando testiamo essere rilassati favorisce notevolmente la percezione delle energie sottili,niente aspettative salterebbe il nostro stato di rilassamento e quindi di maggiore percezione mente aperta,a volte il risultato del test è diverso da quello che aspettavamo,bene se è così sarà senz'altro più vicino alla realtà quest’ultimo conoscenza profonda di quello che si vuole testare.

Se devo testare l’energia del mio stomaco devo conoscerne l’anatomia e la
fisiologia ricordate l’energia segue sempre il pensiero!

Esercitatevi spesso: questo punto è importantissimo,in quanto il testare molte cose, e con frequenza, affinerà la vostra sensibilità rapidamente.
Non dubitate delle vostre capacità questo atteggiamento le indebolisce davvero se una vocina dentro di voi vi indica qualcosa seguitela,magari è la parte più saggia di voi che
vi sta parlando.

I primi esercizi vi insegneranno a percepire in modo cosciente le energie sottili, senza distinzione di pulite o congeste.

Alcuni esercizi base:

Iniziare chiudendo ed aprendo le mani con forza questo attiverà i centri energetici delle mani, potete anche strofinarle ora distanziate di qualche centimetro le mani (una di fronte all’altra) e focalizzate la vostra attenzione su ciò che percepite nello spazio tra le mani
lentamente distanziate le mani e poi riavvicinatele questo sarà utile per capire quando non siete più in grado di percepire l’energia.Questo esercizio, se fatto con attenzione, vi farà capire quale è la vostra mano più sensibile per testare.

Direzionate l’indice della mano, meno sensibile, verso il palmo dell’altra mano (che avete deciso essere quella utile per testare,) , descrivete dei piccoli cerchi chiudete gli occhi e rimanete in ascolto delle sensazioni.

Mani vicinissime dita disgiunte, i polpastrelli delle rispettive mani devono quasi sfiorarsi, eseguite dei piccoli movimenti rotatori,come se doveste far ruotare delle piccole bilie. Questo attiverà maggiormente degli importantissimi chakra posti sui vostri polpastrelli.

 


Fonte: http://www.cure-naturali.it - http://guide.supereva.it





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