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La visione spirituale della dinamica del cervello




La coscienza (anima) umana trova la sua espressione corporea nel cervello, dove ha sede anche la corteccia cerebrale alla quale è attribuita la capacità tipicamente umana di distinzione e valutazione

 Nell’anatomia del cervello si rispecchia, quindi, la polarità della coscienza umana.

La forma circolare del cervello simboleggia la coscienza eterna che tutto comprende e che è senza limiti. Vista in una certa prospettiva, la forma circolare del cervello può essere suddivisa in tre parti:

1 – Il conscio: sappiamo che l’individuo è “conscio” di tutto il suo patrimonio conoscitivo ed è dunque padrone della sua mente e del sapere ivi riposto. Il conscio rappresenta il piano della conoscenza concettuale, che è registrata nella corteccia cerebrale e suddivisa nei due emisferi, destro e sinistro. Essa contiene tutti i dati della nostra memoria conscia. Qui si trova tutta la conoscenza di cui siamo consapevoli.

Il nostro compito nell’evoluzione è quello di sviluppare totalmente la potenzialità del nostro cervello conscio, finora sfruttato solo al 5%, costituito dalla corteccia cerebrale. Per fare questo dobbiamo anzitutto renderci consapevoli e risolvere le nostre esperienze a livello inconscio, perché queste impediscono allo Spirito di fluire e di attivare totalmente la super-consapevolezza (Piena Coscienza) nella nostra mente conscia. Il potenziale del nostro cervello espresso al 100% costituisce la Piena Coscienza (Oggettiva illimitata) che rappresenta l’uomo-Dio realizzato, cioè il Cristo.

2 – L’inconscio: è tutto ciò di cui non siamo consapevoli, che non conosciamo, ma che nondimeno esiste su altri piani (inconsci) che sfuggono alla nostra consapevolezza. Il nostro inconscio racchiude anche tutte le esperienze e conoscenze fatte dai nostri antenati e che costituiscono il nostro karma. Sono per lo più esperienze traumatiche irrisolte che hanno lasciato il segno, che racchiudono le radici delle nostre paure, dei sensi di colpa, delle pene e sofferenze d’ogni sorta, sopportate anche dai nostri antenati e che ci condizionano profondamente, spesso senza che noi ce ne rendiamo conto. L’inconscio è la sede della nostra conoscenza esistenziale, attraverso cui l’individuo si muove sul mero piano della realizzazione dei suoi desideri, che cerca di attuare mediante un utilizzo più fortemente strumentale delle sue conoscenze.

La conoscenza esistenziale è registrata nella parte del cervello sottostante la corteccia cerebrale (che comprende il cervello medio, il talamo, l’ipotalamo, l’amigdala, il cervello rettile o cervelletto). Le informazioni contenute in questa parte del cervello sono sottratte al giudizio del cervello conscio, rappresentato dalla corteccia cerebrale. Esse agiscono immediatamente e ci condizionano inconsciamente. Alla conoscenza esistenziale è affidata la nostra sopravvivenza.

3 – Il Subconscio: è tutto ciò che sta emergendo dall’inconscio verso il conscio per essere trasceso. E’ la zona di frontiera tra i due mondi: il conscio e l’inconscio. Vi si accede nei momenti di dormiveglia, la sera subito prima di addormentarsi e la mattina appena dopo il risveglio. Sono questi i momenti più opportuni per affermare le nostre intenzioni, che debbono essere prese in consegna dalla nostra anima e dalla Sorgente, per essere poi manifestate nella nostra realtà.

L’anima, che è una con il Tutto, è il “Libro” di tutte le nostre esperienze realizzate (che costituiscono la nostra saggezza) e di quelle non realizzate con i relativi sentimenti/emozioni, desideri e pensieri irrisolti, sia di questa vita che delle vite passate dei nostri antenati. Sono i desideri non esauditi ed il nostro karma che ci spingono a re-incarnarci. L’anima trova il suo supporto nei vari corpi sottili dell’aura (corpi mentale, emozionale, intuitivo e creativo), il corpo di luce, il campo aurico ed anche nella forma. L’anima, quando si incarna, risiede nella cavità, dietro il cuore, nel 4° chakra. La nostra Anima e il nostro Spirito sono tutt’uno e costituiscono l’Essere di luce, il figlio di Dio. Le esperienze non comprese, sono memorizzate – sotto forma di forme-pensieri e sentimenti/emozioni che le hanno determinate – nei corpi sottili (mentale ed emozionale), i quali, come tutti gli altri corpi sottili, sono strettamente interrelati con il corpo fisico per mezzo dei chakra e dei meridiani. Il DNA delle nostre cellule viene modificato dalle nostre emozioni e dai nostri pensieri. Tutte le nostre esperienze o conoscenze “rimosse” o “represse” (che noi consideriamo facenti parte dell’inconscio) con i relativi pensieri e sentimenti/emozioni sono registrate, oltreché nel DNA di ogni cellula, anche nella nostra anima.

Emisfero destro ed emisfero sinistro del cervello:

La corteccia cerebrale (sede del nostro conscio) è costituita dai due emisferi uniti fra loro dal cosiddetto “corpo calloso”. I due emisferi si differenziano decisamente per caratteristiche e competenze. La metà destra del corpo umano viene innervata dall’emisfero sinistro della corteccia cerebrale, mentre la parte sinistra del corpo viene innervata dall’emisfero destro. I due emisferi si differenziano chiaramente nelle funzioni, nelle prestazioni e nelle competenze.

L’emisfero sinistro (che rappresenta una delle due polarità della nostra coscienza nella materia) può essere definito “l’emisfero razionale”, perché è responsabile dell’analisi e della struttura della lingua, della lettura e della scrittura. Esso suddivide analiticamente e razionalmente tutti gli stimoli di questo mondo (analizza e giudica), ed è responsabile anche dei calcoli e dei conti. In esso è localizzata anche la sensazione del tempo. Rappresenta il lato maschile dell’essere umano.

Nell’emisfero destro troviamo tutte le capacità intuitive e creative: invece dell’analisi troviamo la capacità di captare nella loro globalità rapporti complessi, modelli e strutture (capacità di sintesi). Questa metà del cervello consente di risalire al tutto, sulla base di una piccola parte. Dobbiamo ad essa la capacità di capire e ordinare valori logici (concetti superiori, astrazioni, archetipi), che nella realtà relativa non esistono. Troviamo forme espressive arcaiche che formano suoni e associazioni. La lirica, la poesia fanno parte delle potenzialità di questo emisfero, come pure il pensiero analogico e il rapporto coi simboli. Esso rappresenta l’aspetto femminile dell’essere umano.

L’emisfero destro è responsabile anche degli aspetti figurativi e onirici dell’anima, ed è fuori dal concetto di tempo. A seconda delle attività che svolgiamo, è dominante l’uno o l’altro emisfero del cervello. Così, per esempio, il pensiero logico, il leggere, scrivere e far di conto richiedono il predominio dell’emisfero sinistro, mentre ascoltare la musica, sognare, immaginare e meditare, nonché taluni esercizi di respirazione ritmica cosciente, sviluppano maggiormente l’emisfero destro.

Le due polarità, l’emisfero sinistro (razionale) e l’emisfero destro (intuitivo-creativo) si completano e si compensano reciprocamente, e per esistere hanno bisogno ognuna del proprio complementare (l’altro emisfero). La polarità ci rende incapaci di considerare contemporaneamente i due aspetti di un’unità, e ci costringe ad un’attività cerebrale di tipo lineare, da cui nascono i fenomeni del ritmo, del tempo e dello spazio. Il vantaggio, tuttavia, che ci presenta la polarità è la capacità di conoscenza (obbiettivo dell’anima), che senza questo aspetto non sarebbe possibile. L’unità si suddivide nel nostro intelletto in polarità, che si completano a vicenda.

E’ facile rendersi conto fino a che punto sarebbe ammalata una persona che possedesse soltanto una delle due metà cerebrali. Altrettanto ammalata dovrebbe quindi risultare la normale, canonica, concezione del mondo, che oggi chiamiamo scientifica, che prende in considerazione solo l’aspetto razionale della realtà. Da questo punto di vista, esiste soltanto ciò che è razionale, concreto/analitico, esistono solo manifestazioni di causalità e tempo. Ma una simile concezione razionale del mondo è solo una mezza verità, perché è quella di mezza coscienza, ovvero di mezzo cervello. Tutti quei contenuti della coscienza che tanto facilmente vengono sminuiti e definiti irrazionali, irragionevoli, fantasiosi, occulti, sono semplicemente la capacità del polo destro dell’uomo di considerare il mondo. La natura stessa valuta molto di più le prestazioni dell’emisfero destro, infatti in una situazione di pericolo, si passa automaticamente dal dominio della metà sinistra del cervello al dominio della metà destra, in quanto una situazione pericolosa non può essere fronteggiata adeguatamente da un procedimento analitico.

Colui che ascende e che ha avviato un percorso spirituale, dimostra un sano rispetto per il corpo in generale e per il cervello in particolare, un rispetto che è invece largamente assente nella tradizione gnostica tradizionale, la quale tende a denigrare il “materiale” (incluso il corpo) in favore di una totale focalizzazione sullo spirituale. Costui considera il cervello un magnifico prodotto dell’evoluzione, e ritiene che una giusta comprensione del suo funzionamento sia un elemento necessario per l’illuminazione. Egli sa che il corpo fisico può diventare immortale quando diventa la dimora di un sé risvegliato e consapevole. Sul piano fisico, infatti, il corpo è il veicolo adatto che permette ad entità molto evolute di svolgere la loro missione terrestre.

Anatomia del cervello:

Struttura del cervelloLa struttura del cervello è generalmente divisa in tre sezioni: il cervello rettile che comprende il cervelletto e la parte inferiore del tronco encefalico; il cervello medio che comprende la parte superiore del tronco encefalico; il cervello anteriore che comprende il talamo, l’ipotalamo, l’ipofisi, la ghiandola pineale, il corpo calloso e la corteccia cerebrale. Il tronco encefalico si trasforma gradualmente in colonna vertebrale e in sistema nervoso periferico del corpo. Anche se molti aspetti del cervello sono tuttora sconosciuti, è noto che certe parti svolgano determinate, precise funzioni. L’equilibrio e la coordinazione, ad esempio, vengono regolate dal cervelletto. Il tronco encefalico contiene i centri di controllo deli sistema digestivo, respiratorio e circolatorio. L’ipotalamo coordina i due sistemi che mandano istruzioni al corpo: il sistema nervoso (elettrico) e il sistema endocrino (chimico). Il talamo seleziona e trasmette gli impulsi sensoriali alla corteccia cerebrale.

La corteccia cerebrale controlla le funzioni motorie volontarie; elabora i dati sensoriali che provengono dagli occhi, dalle orecchie, dal naso, dalla bocca e dalla pelle, e ospita la memoria. Anche l’atto del pensare (l’elaborazione intellettuale delle idee) avviene nella corteccia cerebrale. L’ipofisi e la ghiandola pineale sono ritenute la sede delle capacità medianiche. Alcuni maestri esoterici collegano la ghiandola pineale con quello che si definisce “terzo occhio”, l’area dell’extra-sensorialità (ESP).

Se esaminiamo più da vicino il nostro cervello scopriamo molte cose interessanti. La corteccia cerebrale, ad esempio, è ciò che distingue la nostra individualità da quella degli altri in questa vita. Essa è la sede della personalità che controlla il corpo, che determina la nostra attuale linea genetica. Ciò che ci distingue dagli altri, è il modo in cui i nostri neuroni si collegano alle nostre emozioni. Il lobo frontale è il luogo più sacro del nostro cervello, è il trono dorato di Dio. Per quanto riguarda la visione della nostra realtà materiale, è bene sapere che non è l’occhio che vede, bensì il nostro cervello. L’occhio è solo una lente, un sensore; è come una telecamera collegata al nervo ottico. La luce che colpisce l’occhio è composta da fotoni, che attivano i neuroni che portano informazioni, tramite milioni di terminazioni nervose lungo il nervo ottico, alla parte posteriore del cervello, dove ha sede la corteccia visiva. I nostri occhi quindi non determinano la realtà, semplicemente la confermano. Essi possono vedere solo ciò che il nostro cervello conosce.

A conferma di ciò, riportiamo ciò che accadde in America agli abitanti della località dove sbarcò Cristoforo Colombo con i suoi galeoni. La gente del luogo non vide la flotta di Cristoforo Colombo, perché non conosceva la struttura dei galeoni, né le corazze e le armi della ciurma. Ciò che essi furono capaci di vedere, erano degli uomini che camminavano sull’acqua e che scambiarono per divinità. Nei neuroni del loro cervello non c’era nulla che corrispondesse a quelle navi. Essi erano impreparati a quella visione, e perciò le uniche immagini che si formarono nei loro cervelli riguardavano uomini che camminavano sull’acqua.

Fonte fisicaquantistica.it

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

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Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

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