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Gli archetipi in psicologia




"I miti e gli archetipi sono delle chiavi di fondamentale importanza per comprendere la nostra vita, per penetrare il mistero di come siamo e di come è la vita"

CARL GUSTAV JUNG


Partendo dall'analisi dei sogni dei suoi pazienti, Jung riscontra come certe immagini, concetti e situazioni vissute in sogno e non riguardanti l'esperienza personale, siano in qualche modo innate nella mente umana, o meglio, derivino da un inconscio collettivo, condiviso, ereditato assieme al patrimonio genetico.

Gli archetipi sono quindi l'eredità psicologica inconscia: a differenza di Freud, che riteneva l'inconscio un contenitore vuoto alla nascita, che veniva man mano riempito di materiale psichico inaccettabile dalla coscienza, per Jung l'inconscio personale contiene già delle "forme a priori", che fanno parte dell'inconscio collettivo, e che permettono di trascendere da se stessi, attraverso la funzione simbolica e di procedere nel processo di individuazione.

ERICH NEUMANN


Neumann approfondisce in chiave evolutiva il concetto di archetipo, andando a confrontare natura e cultura, ontogenesi (cioè lo sviluppo biologico, fisiologico) e filogenesi (cioè la specificazione in classi, in gruppi differenziati). Così come il corpo è composto da organi fisici, la psiche è composta da organi psichici, gli archetipi. Essi sono dei modelli originari di essere, di pensare, di sentire e di agire: ciascuno con le sue caratteristiche e funzioni, con delle specifiche qualità e dei specifici difetti, una specifica personalità.

Gli archetipi come organi psichici hanno ognuno una determinata funzione nello sviluppo e nel funzionamento della personalità e della coscienza, sono in collegamento tra loro, e ciascuno di essi è indispensabile; si sviluppano e agiscono nell’inconscio, senza che ce ne accorgiamo e sono comunque tutti attivi, sempre. Come si possono ammalare gli organi fisici, così si possono ammalare gli organi psichici; ed è sufficiente che un organo/archetipo non funzioni bene che tutto il sistema ne risenta.

JAMES HILLMAN


James Hillman, allievo di Jung, porta a un’evoluzione ulteriore la teoria degli archetipi, andando a delineare una psicologia archetipica che si stacca dalla terapia stretta, ma va a collegarsi con le forme culturali e immaginative dell’arte, della poesia, della mitologia, della narrativa. Gli archetipi sono considerati nella loro manifestazione fenomenica, nel percorso che ciascuno compie dentro la propria anima. Se di guarigione si può parlare, essa arriva attraverso il riconoscimento di quegli archetipi che agiscono nelle persone, nel mondo. La psicologia archetipica punta a guarire le idee, il mondo, più che l’individuo, attraverso il mito.

La psicologia archetipica considera strettamente collegate la mitologia e la psicologia: infatti la mitologia è una psicologia dell’antichità, e la psicologia è una mitologia dell’epoca moderna. I miti sono racconti sulle relazioni tra gli umani e gli Dei, parlano di temi universali ed eterni, comuni a tutta l’umanità e a tutti i tempi, mentre la psicologia per spiegare tali relazioni usa teorie e termini moderni come istinti, pulsioni, complessi, ecc.

Fonte archetipi.org

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



FIORI DI BACH . ASPEN

ASPEN ( Populus tremula )pioppo

 il pioppo tremolo è un albero le cui foglie è raro non veder vibrare anche sotto l’azione di un vento leggerissimo:Angosce vaghe e inspiegabili. Paure senza reale motivo. Fiore grigio bruno con antere rosse, senza profumo senza una identità,colore delle nuvole  di mondi superiori, imperscrutabili, ama il sole  ,anche se sboccia quando ancora è freddo, il  suo rosso  incarna il bisogno di radicarsi nella materia il radicarsi è un suo difetto infatti le radici sono superficiali ed il distacco si  coglie nei suoi semi sparsi dal vento.E la sensibilità denunciata dalla presenza della peluria sulle foglie Presagi di pericolo incombente , per il futuro. Fantasie, superstizione, fascino verso l' occulto . Paura del buio,  della violenza, della morte. Crisi di panico in questo caso si associa Rock Rose. Sogni angoscianti. Sensibile all'ambiente. Intanto Aspen non elimina queste fantasie  ma ci aiuta a renderle in positivo così che un incubo diventi un sogno e tutte le energie negative si trasformano in positive Quindi è utile per tutte le persone ed i terapeuti odontoiatri compresi che si confrontano continuamente con le energie  negative di chi soffre contaminando le nostre energie sottili, è un protettore da influenze astrali negative per chi crede nell’astrologia quella seria non da banco ed in tal senso è un fiore rivalutato anche nell’ATM in quanto sappiamo che energeticamente l’ATM dopo R27 (reni 27) è il secondo crocevia più importante a livello dei meridiani cinesi, in questo senso è scudo protegge più che sbloccare l’enorme energia o quella residua in situazioni di patologia dell’ATM

Non possiamo non associare ad aspen un rimedio omeopatico praticamente sovrapponibile che è GELSEMIUM (PAURA CON TREMORE).





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