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riflessioni -> Le Sette Regole dell’Arte di Ascoltare


Le Sette Regole dell’Arte di Ascoltare




1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.
3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.
4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.
5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti,perché incongruenti con le proprie certezze.
6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione interpersonale. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.
7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sé.”

(Marianella Sclavi)

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



L'azione dell'Arcangelo Michele sulla personalità

Nell’epoca di Gabriele si lavorò dal mondo soprasensibile entro quello sensibile. Lavoro che è stato fatto sul corpo fisico dell’uomo producendovi, entro il cervello anteriore, fini strutture che a poco a poco penetrarono nel sistema riproduttivo; per la qual cosa gli uomini, in massima parte, nascono con un cervello che nel lato anteriore presenta strutture diverse assai piú fini di quelle che non avessero i cervelli nei secoli anteriori.
Il compito dell’epoca durante la quale gli uomini dirigevano i sensi verso il mondo fisico-sensibile, restando chiusi al mondo dell’Ispirazione, consistette nel fatto che gli impulsi del mondo sovrasensibile si riversarono nella corporeità e formarono nel cervello quella fine struttura. E sempre piú tale struttura sarà propria di coloro che si sentiranno idonei a progredire nel pensare attivo e nella comprensione della Scienza dello Spirito. Cosí, nella nostra epoca, di cui ci troviamo ora all’inizio, le Forze soprasensibili non verranno impiegate a formare strutture cerebrali, ma a fluire direttamente nelle anime e ad operarvi attraverso Immaginazioni e Ispirazioni.
Questo comporta la reggenza di Michele. Ci troviamo dunque a un punto di svolta importantissimo. Comprendere la Scienza dello Spirito in fondo non vuol dire altro che sentire e intendere questo punto di svolta che è l’opera nostra.
Orbene, non tutte le Entità appartenenti alla Gerarchia degli Arcangeli sono di uguale natura e rango. Si può dire, parlando della Gerarchia degli Arcangeli: essi si danno il cambio, ma il sommo nel rango, il supremo, è quello che comincia a regnare ora nell’epoca nostra: Michele. Egli appartiene alla schiera degli Arcangeli, ma è, in certo modo, più avanzato. Sappiamo che vi è evoluzione e che l’evoluzione comprende tutti gli esseri. Gli esseri si trovano in evoluzione ascendente, e noi viviamo nel tempo in cui Michele, il supremo degli Arcangeli, progredisce alla natura di Archai. Gradualmente Egli, passando alla condizione di Essere dirigente, diviene Spirito del Tempo, Entità-Guida per l’umanità intera.
Questo è l’importante, l’immensamente significativo dell’epoca nostra: comprendere che ciò che prima, in nessuna delle epoche precedenti, esisteva ancora per l’umanità intera, ora può esistere e diventare un bene per tutta l’umanità. L’approfondimento spirituale che finora era apparso solo in popoli singoli, ora diventa proprio dell’umanità intera. E se accenniamo a ciò che avviene dietro al mondo dei sensi, possiamo pure accennare a ciò che nel mondo dei sensi si svolge come riflesso di quanto abbiamo or ora descritto, e cioè che dietro al mondo sensibile avviene, diremo, un avanzamento di detto Arcangelo.
Finora l’uomo ha potuto essere una personalità, in avvenire sarà ancora una personalità, ma in un modo diverso da quello in cui ha potuto esserlo nell’epoca nostra. L’uomo ha sempre preso parte ai mondi soprasensibili con la sua vita animica, o almeno avrebbe sempre potuto farlo; ma la nota personale, il colorito personale che l’uomo esplicava in questo mondo sensibile, non veniva dall’alto, bensì dal basso: veniva da Lucifero. Lucifero era quello che formava la personalità, perciò si diceva allora: l’uomo non può penetrare con la sua personalità nel mondo sovrasensibile, né portarla nel mondo spirituale; egli deve estinguersi, altrimenti contamina il mondo spirituale.
In avvenire l’uomo dovrà lasciar ispirare la sua personalità dall’alto, affinché possa accogliere ciò che fluisce da lassù. La personalità riceverà la sua nota da quanto sarà in grado di accogliere in fatto di conoscenze spirituali; la personalità diverrà qualcosa di totalmente diverso da prima. Prima l’uomo era una personalità in virtú di ciò che lo alienava dallo Spirito, e gli veniva imposto dal corpo. In avvenire dovrà esserlo invece in virtú del grado di possibilità di accogliere ed elaborare in sé quanto attinge al mondo spirituale.
In passato le personalità venivano determinate dal sangue e dal temperamento ed in esse irradiavano elementi impersonali provenienti dal sovrasensibile. Ma in avvenire ciò accadrà sempre meno, e si sarà personali grazie al carattere acquistato in virtù della propria partecipazione al mondo sovrasensibile. Questo sarà l’effetto dell’impulso di Michele, che introdurrà nell’anima umana la comprensione per la vita spirituale.

Rudolf Steiner
Selezione da: L’impulso di Michele e il Mistero del Golgotha, Stoccarda 18.5.1913, O.O. N° 152.
da L’Archetipo – Settembre 2006





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