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Sognare la morte o di morire




Tutta la nostra vita consta di tante piccole morti e rinascite riconducibili ad altrettanti "passaggi" da una fase all'altra della vita. In questi momenti particolari i sogni di morte sono più numerosi e suggestivi, tesi a mostrare quanto si deve lasciare di vecchio...

La morte indica la fine della vita, è il polo opposto alla vita che porta con se’ la distruzione, l’arresto delle funzioni vitali, il blocco, la scomparsa, la trasformazione. Ogni corpo che muore è destinato a non esserci più, e, attraverso un’opera di cambiamento, a scomparire dalla realtà.

La morte nei sogni è simbolo di ciò che finisce, di ciò che ha cessato una funzione e che quindi viene trasformato e trasportato in un altro stato, in un’evoluzione naturale che suggerisce il fluire delle cose, ed il ricongiungimento con la madre terra. Ma morte è anche lo stato che permette il “passaggio” verso mondi sconosciuti: Inferno, Paradiso, altre possibilità, nuovi stati dell’essere, nuove incarnazioni.

L’ambivalenza del simbolo della morte è potente, e per questa ragione è sempre usata come metafora di ciò che precede la rinascita psichica, e ampiamente simbolizzata nelle cerimonie dei riti di passaggio e nelle tradizioni che ancor oggi contemplano morti rituali a preludere e propiziare un risveglio della natura o degli istinti (si pensi ai falò del solstizio di primavera o d’estate). Per questa ragione, nella tradizione popolare, i sogni di morte hanno un significato liberatorio e si dice “allunghino la vita”,

Tutta la nostra esistenza consta di tante piccole morti e rinascite riconducibili ad altrettanti “passaggi” da una fase all’altra della vita. In questi momenti particolari i sogni di morte sono più numerosi e suggestivi, tesi a mostrare quanto si deve lasciare di vecchio (quanto deve “morire) affinchè il “nuovo ” possa arrivare ( affinché la vita proceda nella sua opera di rinnovamento).

Morire nei sogni esprime quindi un significato simbolico molto profondo legato alla trasformazione, al distacco, alla necessità di cambiare. Esprime anche il timore riguardo a questo passaggio, il senso dell’ignoto e dell’oscurità di ciò che non giunge alla coscienza, la paura della solitudine e di ciò che attende nell’aldilà. Mentre i correlati rituali legati al funerale al cimitero ed alla tomba contribuiscono a limitarne l’impatto di queste emozioni contenendole in limiti e tradizioni comunemente accettate.

Nella accezione freudiana la morte è Thanatos che si contrappone ad Eros ed è un impulso di morte che blocca e cristallizza l’impulso al piacere ed il desiderio.Questa dicotomia è stata ampiamente rifiutata e superata da Jung che individua in Thanatos essenzialmente un istinto di natura psichica e spirituale. Ciò lo porterà ad affermare che, se la prima parte della vita deve concentrarsi sull’accettazione dell’esistenza, la seconda dovrà focalizzarsi sul pensiero-accettazione della morte. Dopo Jung il dibattito filosofico e psicanalitico tenderà a centrarsi esclusivamente sul potere “creativo” e “ricostruttivo” di Thanatos -morte.

Sognare la propria morte può indicare la fine dell’egemonia di alcuni Se’ e la necessità di trasformazione di alcune istanze psichiche che si stanno già presentando alla coscienza. Una fase di cambiamento che si sta annunciando o che si deve compiere affinchè l’individuazione possa avvenire. In ogni caso è espressione di un “sacrificio” che il sognatore deve compiere, di una rinuncia a qualche atteggiamento o a qualche situazione.

Il significato del morire nei sogni può collegarsi ai propri timori rispetto al cambiamento, paura che ci sia una frattura, un improvviso mutamento di rotta, che un’ unione si allenti, che ci sia una separazione.

Vedere morire una persona conosciuta può indicare aspetti della relazione che si stanno evolvendo, oppure qualità della persona presenti anche nel sognatore, e che devono mutare orientamento.

Vediamo quindi come i sogni di morte siano sostanzialmente legati alla vita e protesi verso il futuro, mentre sogni reali di persone che si avvicinano alla morte appaiono molto diversi, non centrati sull’immagine di morte, e secondo Marie Louise Von Frantz più che ad una interruzione della vita, fanno pensare ad una sua evoluzione.

Fonte http://guide.supereva.it/

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Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

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Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

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E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

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Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

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Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

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