Faredelbene.net



autismo -> Autismo e sulfatazione


Autismo e sulfatazione




I lavori della Dott.Rosemary Waring dell' Universita' di Birmingahm hanno portato alla luce che la maggior parte delle persone affette da autismo hanno un livello di sulfatazione del plasma sanguigno di circa il 17% rispetto a individui normali.

Il processo fondamentale della sulfatazione mediante il quale un composto dello zolfo (o di altri elementi) subisce le trasformazioni fondamentali necessarie alla vita avviene per l' intervento di un enzima (una sulfotrasferasi) ed il rifornimento di solfati: disturbi in questo processo (di natura genetica) sembrano essere alla base dell'autismo.
Parte del solfato e' assorbito tramite la parete intestinale ma la maggior parte viene dalla ossidazione della cisteina che e' un amino acido che contiene zolfo. Uno sguardo alla letteratura sui
difetti di sulfatazione risulta che essa e' associata alla aumentata permeabilita' dell' intestino. Questo significa che un livello basso dei solfati e un livello basso delle sulfotraferasi producono un intestino che "gocciola" cosi' che i peptidi della caseina e del glutine vengono persi piu' facilmente verso il circolo sanguigno, con conseguente danno al cervello. Questi fatti sono stati messi in evidenza dalle ricerche del Prof. Kalle Reichelt dell' Universita' di Oslo:
da parecchi anni il Prof. Reichelt ha notato che le urine dei soggetti autistici contengono una percentuale piu' alta dei peptidi provenienti dalle proteine del glutine e della caseina. Di conseguenza bisogna arginare questa perdita di peptidi prescrivendo una dieta priva di glutine e di caseina. La Dott. Waring dal canto suo ha notato che in generale i pazienti che rispondono bene alla dieta di Reichelt hanno pure un basso livello di solfati e spesso una bassa attivita' delle sulfotrasferasi. Si deve anche sottolineare che l' ossidazione della cisteina, responsabile della maggior parte dei solfati liberi nell' organismo, e' un processo senza dubbio genetico e quindi, da questo punto di vista, l' autismo deve essere considerato una vera e propria malattia genetica.

Da queste ricerche segue un atteggiamento che porta ad alleviare il grave disturbo dell' autismo (non a guarirlo allo stato attuale delle ricerche!).Infatti se il disturbo autistico e' di natura genetica, esso difficilmente puo' essere curato: invece puo' essere alleviato sia per gli autistici che per i famigliari e, in questo senso, vanno intese le note che seguono. Da quanto precede e' evidente che si puo' procedere su due direttive.

1) I bambini autistici devono, fin dalla piu' tenera eta', essere mantenuti ad una dieta senza glutine e senza caseina per non aggravare lo stato di "gocciolamento" dei peptidi verso il torrente sanguigno.

2) Si deve supplire alla mancanza della sulfatazione agendo sulla quantita' dei solfati propinati sotto forma di solfati inorganici. Cio' e' possibile tenendo conto che i solfati vengono in parte assorbiti dall' organismo attraverso l' intestino o la pelle. Si puo' quindi fare ingerire ai nostri figli dell' acqua sulfurea. Io ho trovato che e' molto giovevole l' Acqua Santa di Chianciano che contiene 1800 mg/litro nella confezione privata dello spiacevole sapore di "uova marce" (idrogeno solforato) e messa in vendita nelle Farmacie. Altro modo di fare assorbire dei solfati
e' di fare bagni caldi in una vasca contenente tre o piu' pugni di solfato di magnesio (sale inglese).Personalmente trovo il primo metodo (Acqua Santa di Chianciano) molto piu' efficace del secondo, primo perché' evita
due o tre bagni alla settimana (cosa non facile per i bimbi autistici) e secondo l' effetto che si ottiene e' immediato e puo' essere variato a seconda dei soggetti e delle loro necessita'. L' effetto dei solfati e' quasi immediato: variando la dose di acqua sulfurea (da ½ bottiglia a una intera) si puo' quasi sempre arrivare, nel giro di una o due ore, a bloccare il disastroso atteggiamento autistico (urli, atteggiamento insopportabile etc) semplicemente dando da bere dell' acqua sulfurea. Con i bagni a base di sale inglese o l'uso di acqua sulfurea (o, meglio ancora tutte due!) si puo' notare un aumento fino a 4 volte il contenuto dello zolfo nel sangue. Il sonno migliora decisamente e il bambino e' sollevato dal dolore e calmato. In un recente scambio di E-mail tra me e la Dott. Waring quest' ultima ha confermato quanto detto nei punti 1) e 2).Inoltre la Dott. Varino ha confermato che, a suo parere, essendo l'autismo in gran parte dovuto alla sulfatazione "difettosa", sarebbe bene fare indagini nell' ambito familiare per dare ulteriore appoggio all' ipotesi genetica. A questo scopo sarebbe mia intenzione di fare esaminare gli autistici e i loro familiari dall' equipe della Dott. Waring e al Prof. Reichelt.
Pertanto:

1) Inviare liquidi organici prelevati dagli autistici, dai loro genitori e dai loro fratelli per misurare il livello di sulfatazione.

2) Fare ripetere le analisi del Prof. Reichelt per misurare la percentuale dei peptidi nelle urine.

3) I genitori che non avessero effettuate le analisi di cui al punto 1) e 2) sono caldamente pregati di farlo. Rimane la difficolta' per i ricercatori di effettuare questi analisi dati gli scarsi mezzi a loro disposizione: e' compito dell' Angsa di battersi a questo scopo. Ulteriori precisazioni.

*** Nota di Roberto Rusticali, il Dottor Fortini al momento di pubblicare questo Articolo non era al corrente che nel pacchetto di Analisi del Great Plains Laboratory sono previste anche queste analisi.

La sulfatazione e' un processo fondamentale per la vita pertanto non stupisce che questi processi siano moltissimi; di qui deriva anche il ventaglio vasto dei processi colpiti dall' autismo. Sotto riportiamo vari aspetti di questi processi: alcuni autistici, nell' ambito della sulfatazione "difettosa", soffrono piu' o meno di disturbi legati a particolari sulfotrasferasi. Non e' possibile, allo stato attuale delle ricerche, dare una visione accurata di questi aspetti; mi preme dire, a scanso di equivoci, che gli interventi riportati sopra, cioe' dieta di Reichelt + supplemento di solfati sono FONDAMENTALI e devono essere praticati da TUTTI gli autistici; le altre cose, di cui parleremo di seguito, devono essere VALUTATI dal medico: noi genitori non siamo in grado di valutare se un disturbo sia attribuibile a questo o quel fattore, quello che noi possiamo fare e' di portare avanti rigorosamente i due interventi di cui sopra (ripeto Richelt + solfati) per parare la sulfatazione difettosa...tutti i giorni senza sgarrare!!

1) Una particolare sulfotrasferasi e' la PST (phenol-sulphotrasferasi) che presiede alla eliminazione di una grande varieta' di molecole tossiche quali fenoli e amine che sono prodotte nel corpo in particolare nell' intestino
da parte di batteri, lieviti, funghi etc. come pure coloranti dei cibi e e degli additivi chimici. Queste reazioni comprendono la demolizione di bilirubina e biliverdina che sono prodotti di demolizione della emoglobina. Inoltre la PST e' fondamentale nell' eliminare i fenoli che sono la causa di moltissime intolleranze specie dei bambini...a maggior ragione nei bambini autistici colpiti nel processo di sulfatazione!! L' enzima PST viene inibito o sovraccaricato di lavoro da parte di cibi quali cioccolata, banane, succo di arancia, vanillina e coloranti dei cibi
come la tartrazina: l'eliminazione di queste sostanze dalla dieta puo' alleviare, in bimbi in cui PST e' stata particolarmente colpita da sulfazione difettosa, tutti questi sintomi specifici e cioe': sete eccessiva, sudori notturni e pelle che odora, cerchi scuri attorno agli occhi, arrossamenti facciali e orecchie rosse. Alcuni medicinali,
specialmente quelli che contengono paracetamolo, possono in certi soggetti provocare uno stato durante il quale possono stare senza urinare per 24 ore!

La Dr. Waring ha osservato che quei bambini che soffrono di emicrania hanno di solito una concentrazione bassa di PST e sono facilmente soggetti ad attacchi di emicrania dovuto alle amine. Composti come flavonoidi (ad esempio nel vino rosso e negli agrumi), formaggi, birre e cioccolata inibiscono la PST e producono emicranie molto resistenti.

Nei bambini autistici che hanno uno stato di sulfatazione molto carente a livello di PST, si puo' manifestare un avvelenamento grave da fenoli. I sintomi iniziali possono comprendere nausea, perspirazione pesante, tremori e ronzio alle orecchie. Subentrano attacchi epilettici, coma, depressione respiratoria e, in alcuni casi, morte.

2) I meccanismi della sulfatazione affinche' siano adeguati richiedono la somministrazione di vitamine del gruppo B e specialmente vitamina B6.
Questo fatto consiglia di somministrare queste vitamine a dosi abbastanza consistenti. Inoltre il magnesio e' importante perche' esso entra nella formazione di oltre 300 sistemi enzimatici che hanno un ruolo importante
nella detossificazione ad opera della sulfatazione: la dieta pertanto deve essere ricca di magnesio.

3) I meccanismi della sulfatazione trovano un fattore negativo nella presenza dei clorati. Un' alta concentrazione di clorati sono stati osservati nelle piscine che usano soluzioni di ipoclorito per disinfettare; sarebbe meglio usare cloro gassoso. Infatti il clorato inibisce l' ematopoiesi e il clorato si combina con ogni composto fenolico, anche in soluzione estremamente diluita, per formare un composto aromatico che risulta molto tossico.

4) L' unico problema, che pero' si presenta molto raramente, e' che i solfati formano un sostrato su cui si alimentano alcuni ceppi di Candida.
Questo fungo prende energia dal solfato (SO4^{--}) e libera acido solfidrico (SH^{2}). I soggetti attaccati da questi ceppi di Candida sono impossibili da non rivelarsi: emanano il caratteristico odore da uova marce! Se fosse questo il caso, bisognerebbe recarsi da un dermatologo...ma, se il bambino e' autistico, ha proprio il disturbo opposto cioe' e' GRAVEMENTE carente di solfati...quindi e' quasi impossibile imbattersi in un autistico attaccato dai ceppi di Candida che si cibano di solfati dato che l' autismo e' estremamente povero di solfati!!! In ogni caso bisogna avere presente anche questo caso!!

Fonte http://autismo.inews.it/

 
 

Autore: 1406 1406



Ti piace il nostro sito ?

Ricevi gratuitamente gli articoli più belli via mail. Ci impegneremo ogni giorno per farvi conoscere notizie interessanti!

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!


MisterDomain.EU

Articoli Recenti

PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





Categorie

misteri e paranormale
misteri e paranormale
simboli e archetipi
simboli e archetipi
meditazione e preghiera
meditazione e preghiera
beneficenza
beneficenza
scuola
scuola
scienza
scienza
bonus e incentivi
bonus e incentivi
tecnologia
tecnologia
fisica quantistica
fisica quantistica
autismo
autismo
antroposofia
antroposofia
stile & bon ton
stile & bon ton
letteratura
letteratura
animali
animali
storia
storia


design & developed by impulsiva.net
All Right is Reserved © faredelbene.net - Condizioni Privacy - Obiettivi
 
 

Non mostrare piú / Sono gia iscritto

Ti piace il nostro sito ?

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!