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Sesso orale ecco cosa ne pensa un uomo




Cosa pensa un uomo in uno dei momenti migliori (o peggiori) della sua vita sessuale? Ce lo svela Alfie, l'amante di tutte le donne

A LEZIONE DI SESSO ORALE DA UN UOMO -

Prima regola del sesso orale, non si parla mai di sesso orale. Se fra me e lei è stata già avviata una sessione dedicata all'argomento, un quarto del divertimento è stato dissipato. L'uomo non ama parlarne, l'uomo ama sapere, nell'ordine: che tu non vedi l'ora di farlo. Che tu lo farai. Le strade da percorrere a quel punto sono due: la richiesta diretta da parte mia o l'effetto sorpresa da parte tua. Se io chiedo alla mi partner di farlo, mi aspetto ovviamente una risposta positiva.  Se non intendi farlo, sappi che ci resto male. Non ti odio, non ti lascio, ma è una piccola morte momentanea. E se non ci credi leggi: se io non faccio sesso orale quanti punti perdo? Ma tu ovviamente impazzisci dalla voglia di farlo e lo manifesti con uno sguardo complice che punta proprio là. La fase di approccio è fondamentale.

Non basta essere brave a farlo. Bisogna avere davvero voglia di farlo, o noi ce ne accorgiamo. La voglia supera la tecnica, almeno nei primi 3 minuti. Strusciarsi con le mani e le labbra, quando ancora è tutto da iniziare, ansimare un po' e sorridere, vale 10 punti. Non importa che posizione assumi per farlo, ma se sei nuda, ovviamente, noi gradiamo il doppio. E basta paranoie sulla cellulite, gli attimi che precedono il sesso orale noi li viviamo in una specie di trance. In quei momenti esiste solo la tua bocca e il nostro pene. Se inizi bene, con delicatezza e convinzione senza metterci i denti, con un tocco gentile ma fermo, io ti ho già promossa.

Vai avanti, aumenta di intensità, alterna le fasi del succhiare - più a fondo che puoi, grazie -  e del leccare, varia il ritmo e... soffiaci un po' su: per me sei già fantastica. Grande errore da evitare: quello di volermi far venire a ogni costo. Il mio pene non è una macchina da orgasmo. Il sesso orale può finire o no così. La conclusione perfetta ad ogni modo è nella tua bocca, o sul tuo corpo. Non con te che corri in bagno a sputare. E ricorda tre cose: adoriamo che tu di tanto in tanto ci guardi mentre lo fai. Adoriamo che tu prendi l'iniziativa e lo fai. Adoriamo che lo fai.

Fonte: pianetadonna.it

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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