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Falso ciclo come inizio gravidanza




Questo tema è davvero delicato soprattutto perché dare informazioni sbagliate potrebbe creare una forte illusione nei confronti di colei che desidera fortemente rimanere incinta

Vediamo dunque di cercare di chiarire quelli che potrebbero essere i dubbi di alcune donne che aspettano con ansia di sapere se si è incinta oppure no.

Partiamo dal presupposto che è difficile rimanere incinta perché questo avvenimento è il risultato della combinazione di diversi fattori : periodo fertile, giovane età, spermatozoi forti, relax ecc. I giorni fertili della donna sono 2 e, anche se si consuma un rapporto completo in quei giorni, non è detto che l’ovulo si fecondi dato che le possibilità che ciò avvenga sono del 20-30% (più si avanza con l’età e più son ridotte le possibilità). Il primo sintomo che può far pensare all’arrivo della cicogna è il mancato ciclo. I sintomi come nausa, vomito, stanchezza o depressione sono assolutamente soggettivi perchè variano da donna a donna. L’unico (e ripeto l’unico) sintomo davvero significativo per valutare se si sta instaurando una gravidanza è l’amenorrea. N.B L’assenza del ciclo può essere determinata anche da altri fattori e in caso di test negativo sarebbe opportuno consultare uno specialista. Una volta assodata  l’amenorrea  tra i sintomi più importanti da tenere in considerazione, c’è anche da dire che alcune donne, soprattutto ad inizio gestazione, possono soffrire di alcune perdite ematiche. Le perdite ematiche in questione sono chiamate “perdite da impianto” e normalmente si manifestano nel periodo che va dai 6 ai 12 giorni dopo il concepimento e generalmente durano da 1 a 3 giorni. La loro consistenza è lieve,  di colore scuro (marrone) o rosa chiaro . Le perdite d’impianto possono però presentarsi  anche rosso vivo ma non possono mai riempire un assorbente (sono davvero lievi) .

Perchè ci sono le perdite d’impianto?

Perchè la fecondazione può portare alla rottura di alcuni capillari interni. L’impianto anche chiamato nidazione o annidamento, infatti, è il momento in cui il la nuova vita formatasi si impianta nella parete uterina. Dopo la fecondazione infatti, dall’unione di cellula uovo e spermatozoo si forma uno zigote che va incontro a una serie di numerose divisioni cellulari mentre è in viaggio attraverso la tuba di Falloppio. Arriva nell’utero in uno stadio detto di blastocisti e si ancora nella mucosa dell’utero mediamente circa 6-12  dopo il concepimento . Questo è in sintesi ciò che succede nel momento in cui l’ovulo inizia ad annidarsi e questo avvenimento può provocare perdite ematiche che possono coincidere con i giorni del ciclo (solitamente però avvengono una settimana prima). Se avete avuto un falso ciclo non significa necessariamente che siate incinte. Le cause potrebbero essere diverse e potrebbero dipendere da stress, rottura di un capillare o un calo di progesterone per esempio. Per sicurezza fate sempre un test di gravidanza.

Come capire se si tratta di ciclo o se sono perdite d’impianto?

Vediamo di trovare le differenze tra perdite d’impianto e ciclo:

Le Perdite da impianto o falso ciclo:

1) colore rosato o marroncine.

2) Posso presentarsi anche dei piccoli crampetti uterini che vengono confusi con sintomi premestruali.

3) Può verificarsi un aumento ulteriore della temperatura basale (un secondo scalino dopo quello dell’immediato post ovulatorio9 che si verifica 7-10 giorni dopo la conferma dell’ovulazione

4) Si manifesta no 6-12  dall’ovulazione  e durano al massino 2 giorni

Ciclo vero e proprio – Crampi uterini – colore rosso vivo con eventuali grumi – durata 4-6 giorni (abbondanti) 

Se hai avuto un “ciclo” scarso , marrone/rosato e con leggeri crampi addominali, è possibile che tu sia incinta. Ti consiglio di fare un test di gravidanza a una settimana dal ritardo. Nel caso il test fosse negativo , le perdite potrebbero essere attribuite ad altri fattori e ti consiglio di fare una visita di controllo per precauzione. 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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