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L'importanza di donare il cordone ombelicale




Le cellule staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale salvano molte vite, per questo è importante la donazione

Il sangue contenuto nel cordone ombelicale è ricco di cellule staminali, ossia cellule bambine capaci di rigenerare piastrine, globuli bianchi e globuli rossi. Le cellule staminali del cordone ombelicale sono una valida alternativa al trapianto di midollo osseo. Oggi per combattere alcune malattie del sangue, si fa riferimento al midollo osseo, però a volte è difficile trovare il donatore idoneo e non sempre è presente nel nucleo familiare. Per questo la scienza si è data da fare e si è arrivati alla conclusione che il cordone ombelicale è in grado di salvare molte vite umane. Le malattie che attualmente si possono curare con le staminali, sono le leucemie, i linfonodi, la talassemia, forme genetiche di anemia, difetti metabolici e disordini immunologici.

In Italia è consentito soltanto donare il cordone ombelicale che viene prelevato nel momento del parto e conservato in una delle 18 banche presenti sul territorio nazionale. Le spese sono tutte a carico del servizio sanitario pubblico. Le generalità del cordone vengono immesse in un database e prelevate per chiunque ne abbia bisogno.

Cosa prevede la normativa italiana

La normativa italiana prevede soltanto la donazione del cordone ombelicale. E' possibile conservare il proprio cordone ombelicale solo se ci sono i presupposti per cui in futuro il nascituro possa ammalarsi. In questo caso la legge prevede che il cordone venga conservato per un solo familiare malato a costo zero. Chi volesse mettere nello scrigno il sangue cordonale del proprio bambino, può farlo sostenendo tutte le spese, rivolgendosi a banche private estere. Il sangue cordonale viene conservato in azoto a meno 196 gradi per 20-25 anni al costo di 2-3 mila euro. Purtroppo non tutti sono al corrente dell'importanza di donare il cordone ombelicale e se la donazione non viene dichiarata prima di partorire, il cordone finisce nella pattumiera, quando potrebbe guarire molte persone. Le donne dello spettacolo si stanno mobilitando per sensibilizzare le mamme alla donazione del cordone. Tra le Vip che hanno donato il cordone ci sono Belen Rodriguez, Maria Grazia Cucinotta e Fiona May. Tra le mamme che hanno deciso di conservarlo abbiamo Federica Panicucci, Elisabetta Gregoraci, Ambra Angiolini e Stefania Rocca.

Fonte http://it.blastingnews.com/

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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