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Come educare un cane




Per educare un cane è necessario conoscere anche il modo per fargli capire ciò che ci aspettiamo da lui. Ecco i comandi fondamentali da insegnargli subito 

Educare un cane non è un compito facilissimo. Ci vogliono tempo, costanza e pazienza oltre, naturalmente, a un minimo di tecnica da acquisirsi con la pratica o con l’aiuto di un esperto. Tuttavia, fare un piccolo sforzo è fondamentale se si vuole  garantire a se stessi e al proprio animale una buona e piacevole convivenza con il gruppo familiare e con tutta la comunità a cui appartiene.

Da dove si parte? Dall’Abc, naturalmente.

Collare e guinzaglio sono indispensabili, ma da soli non sono sufficienti per aver un buon controllo sul comportamento del cane: servono anche i comandi giusti.

I cani non sono in grado di discriminare ciò che è giusto o sbagliato. Il loro comportamento è molto legato all'istinto e alla conservazione della specie: le regole della nostra società non quindi rientrano nella loro comprensione. E i grandi discorsi per cercare di spiegarglielo non servono a nulla.
Occorre imparare come rivolgerci ai cani per fargli capire immediatamente ciò che vogliamo che facciano.

Come si sa, infatti, il cane per eseguire un comando ha bisogno di uno “stimolo”, sia esso verbale o gestuale, al quale risponde come riflesso condizionato.

Partendo da questo semplice principio, l’addestramento con le tecniche più moderne si basa unicamente sul rinforzo positivo: si dà il comando, si osserva il cane e ogni volta che risponde con il comportamento richiesto, lo si premia immediatamente con qualcosa a cui tiene molto.
I suoni ed i gesti generati con costanza, si trasformano così in stimoli a cui il cane, col tempo, trova sempre più naturale rispondere.

L’importante è che il comando sia semplice, recepibile all’istante e univoco, ovvero, sempre quello per uno stesso comportamento richiesto. In questo modo è possibile, teoricamente, insegnare al cane a fare qualunque cosa.

Ci sono però solo quattro comandi davvero fondamentali che è bene insegnare subito al proprio cane:

NO: è breve, immediato e ci è facile associarlo a un tono e a un’espressività tali che il cane impara presto ad associarlo a qualcosa che non ci piace. Usando questo comando nel momento in cui il cane fa qualcosa di sbagliato lo si educa a capire ciò che può o non può fare.
SEDUTO: serve a frenare curiosità, entusiasmi e voglia di fare o andare del cane. Farlo sedere anziché ordinargli semplicemente di smettere lo aiuta, infatti, a interrompere l’azione motoria e quindi anche il comportamento scorretto, comprese le vocalizzazioni indesiderate.
FERMO O RESTA: durante le uscite può essere necessario fermarsi e questo comando educa il cane ad accettare la sosta senza innervosirsi. Può essere usato dopo il comando seduto per ribadire a quei cani che provano a fare i "furbetti" rialzandosi e ripartendo con il comportamento sbagliato subito dopo aver ricevuto il premio per essersi seduti.
VIENI O TORNA: è fondamentale per richiamare e mettere in sicurezza il cane nel più breve tempo possibile quando è libero e senza il controllo del guinzaglio, sia che a liberarlo siamo stati noi per farlo correre, ad esempio, in un ampio prato sia che ci sia sfuggito di mano.


Accanto a questi quattro comandi fondamentali ce ne sono altri di molto utili che potrebbe valere la pena di insegnare al vostro cane:

Piede: per farlo camminare proprio vicino a noi quando è al guinzaglio senza tirare o rimanere indietro
Lascia: per fargli mollare la presa
Terra: per una sosta più lunga o per interrompere il comportamento motorio ancora più efficace di “seduto”
Zitto: per farlo smettere di abbaiare, in alternativa al “no” anche se a mio parere quest’ultimo è più efficace per far capire la nostra disapprovazione al cane.
Poi ce ne sono altri che sono utili in contesti particolari o di gioco (prendi, cerca, salta). 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

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Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

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Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

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