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Addestrare un cane




“Il cane è il migliore amico dell’uomo”

Una frase spesso abusata, ma che esprime una grande verità: molto spesso, infatti, vengono date notizie in merito a cani che salvano i loro padroni da pericoli imminenti, incendi, furti, addirittura infarti ed altre situazioni molto pericolose.

L’affetto che un cane è in grado di dare all’uomo è infinito ed incondizionato: questo – ma non solo questo, naturalmente – è uno dei motivi per cui, se si sceglie di adottare un cane, bisogna essere consapevoli e pronti a sostenerlo e supportarlo in tutto il percorso di vita che farà con noi, standogli vicino anche nelle possibili malattie e sofferenze.

Un cane che si sente amato è sicuramente un cane felice, sano e vitale, che non mancherà di ripagarci con le attenzioni e l’affetto che meritiamo.

Per capire quale sia il comportamento giusto da adottare con un animale sensibile come un cane, è bene chiarire prima di tutto che non esistono cani aggressivi, ma esistono solo persone che, con atteggiamenti a loro volta aggressivi e maneschi, possono mettere a dura prova l’equilibrio psico-fisico dell’animale. Anche essere eccessivamente condiscendenti può essere un forte freno educativo: bisogna infatti essere consapevoli dell’intelligenza del cane in ogni occasione e non sottovalutare questo aspetto.

Addestrare un cane (o cucciolo) diventando un leader
Il primo modo per educare ed addestrare correttamente un cane (o un cucciolo) consiste nel diventare un leader, di cui il cane dovrà avere fiducia e sentirsi sicuro e gratificato: essere il capobranco del nostro cane significa sapersi porre nel modo corretto senza essere aggressivi e senza maltrattarlo o sgridarlo.

Esistono poi dei cani che sono tendenzialmente meno avvezzi all’educazione (adottati da situazioni complicate): per questi animali – che spesso hanno avuto un passato difficile e che quindi non riescono ad avere piena fiducia dell’uomo – occorre un impegno più grande, come per esempio una scuola di educazione cinofila o l’aiuto di un comportamentalista.

Un educatore cinofilo è infatti una persona piena di risorse, che sarà certamente in grado di aiutare il cane a vivere in completa serenità sia con gli altri animali, sia con le persone (membri della famiglia o estranei): a questo proposito dobbiamo però ricordare che un cane, se adottato sin da piccolo, può essere educato con maggiore facilità, partendo dal contesto familiare e dalla quotidianità di tutti i giorni.

Uno dei metodi più utilizzati e di maggior successo a questo proposito è il rinforzo positivo: esso consiste nel premiare il cane con un bocconcino ogni qualvolta che l’animale compie, di sua iniziativa, un’azione attesa. Questo è un metodo educativo molto interessante, che può essere utilizzato, con discreto successo, da chiunque, senza particolari problemi.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



MALATTIA E KARMA

"Supponiamo ora che l'uomo superi la malattia sviluppando le forze curative, e d'ora in poi si trovi di fronte ad una vita che gli ponga delle esigenze che non si possono soddisfare con il grado di perfezionamento che finora si era acquisito; egli invero avrebbe acquisito qualcosa per mezzo della malattia guarita, ma tuttavia non gli sarebbe possibile, perché il suo restante karma non lo permette, di raggiungere tanto da poter essere d'aiuto agli altri con quel che ha acquisito. Allora avviene che la sua più profonda subcoscienza gli dice: "qui tu non hai nessuna opportunità di ricevere la piena forza che dovresti effettivamente avere. Dovesti entrare in questa incarnazione perché dovevi acquistare quel grado di perfezionamento che ti è possibile conseguire soltanto nel corpo fisico mediante il superamento di una malattia. Tu dovevi raggiungere quel grado, ma non puoi svilupparlo ulteriormente. Ora devi metterti in condizioni che non ti disturbino ne' il tuo corpo fisico ne' altre forze, e in cui tu possa elaborare liberamente quanto hai acquisito nella malattia!" . Questo significa che una simile individualità cerca la morte per elaborare ulteriormente fra morte e nuova nascita quel che nella vita fra nascita e morte non può elaborare. Un'anima simile passa attraverso la vita tra morte e nuova nascita per perfezionare adesso più ampiamente la sua organizzazione con le forze più vigorose che ha conquistato nel superamento della malattia, affinché possa sempre più agire nella nuova vita. In questo modo, mediante la presenza di una malattia, viene effettuata una specie di pagamento in conto che in seguito viene integrato con quanto deve essere completato soltanto dopo il passaggio attraverso la morte.
Considerando il fenomeno in questo modo dovremo dirci che appare completamente fondato nel karma che una malattia si esaurisca con la guarigione e un'altra con la morte.
Se guardiamo in tal modo le malattie da un più elevato punto di vista mediante il karma, otterremo una specie di riconciliazione , una specie di riconciliazione con la vita, perché sapremo che conformemente alla legge del karma abbiamo il fatto che, anche quando una malattia termina con la morte, l'uomo viene aiutato, e che perfino in un caso di questo genere la malattia ha lo scopo di portare l'uomo più in alto."

Rudolf Steiner - Le manifestazioni del karma O.O. 120

Fonte La Scienza dello Spirito





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