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Fiori di Bach.Red Chestnut per chi si preoccupa eccessivamente del benessere delle persone care




Il rimedio per le persone che si preoccupano per il benessere degli altri: il marito preoccupato quando la moglie esce da sola la sera, la madre in pensiero per ciò che può succedere al figlio a scuola.

Il Dott. Edward Bach scoprì che Red Chestnut era importante “…per coloro che trovano difficile non essere in ansia per gli altri. Sono persone che in genere non si preoccupano di se stessi, ma possono soffrire molto per coloro a cui vogliono bene, perché temono sempre che accada loro qualche sventura…”.

Questi individui caricano l’altro delle proprie paure e tensioni, iperproteggendolo e creando una mentalità negativa che alimenta solo la paura ed il blocco per se stessi e gli altri. Tutto ciò porta i Red Chestnut a essere estremamente vincolati all’altro.

Il beneficio più importante che si svela con questo rimedio è la naturalezza con cui i pensieri nascano normalmente, si sviluppa perciò la capacità di occuparsi del prossimo, senza paure o invadenza, ma con compassione e amore. L’individuo emana energie positive, calma interiore mediante cui riesce a gestire la quotidianità e donare forza alle persone vicine.

•    Emozioni iniziali-inibite (prima di prendere il fiore):
Paura o eccessiva preoccupazione per gli altri, dipendenza.

•    Emozioni evolutive-sciolte (dopo aver assunto il fiore):
Calma interiore, fiducia e ottimismo, indipendenza.

 

Indicato per
Questo fiore è indicato per coloro che hanno forti preoccupazioni per il prossimo, fino a soffocarlo.
Red Chestnut a differenza di Rock Rose, va ad agire su una paura per il prossimo che non entra mai nel terrore pieno, ma che genera spesso un ostacolo alla guarigione.

Le tipologie di persone curabili con questo fiore soffrono frequentemente di nervosismo o stanchezza cronica, mal di testa ed asma, ipertensione e dipendenze dal cibo alla nicotina.

Altresì da menzionare è il fatto che il Dott. Edward Bach consigliava questo fiore a volte non solo a chi ne aveva necessità, bensì anche a coloro che gli erano vicini; infatti per esempio lo si consiglia ad una madre molto apprensiva per suo figlio o quando vi sono degli stretti rapporti di dipendenza tra gli individui, come anche nella fase di svezzamento tra madre e figlio.

 

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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