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Donne aggredite con l'acido diventano modelle.




Posano per un servizio fotografico con abiti disegnati da loro 

Fissano l'obbiettivo e sorridono. Non hanno paura di mostrarsi le cinque donne indiane, aggredite con l'acido, che hanno posato per un servizio fotografico, proprio come vere modelle. I loro abiti sono disegnati da una di loro, Rupa, 22 anni, che nel 2008 fu sfregiata dalla sua matrigna con l'acido mentre dormiva. Servirono undici ore di intervento e tre mesi per recuperare il suo viso. Certo, non quello di prima. Se l'attacco aveva cancellato i suoi vecchi tratti, non aveva portato via i suoi sogni, come quello di diventare una designer.
 
Ora la linea "Rupa Designs", da lei fondata insieme alle altre compagne, promette di creare vestiti adatti a far risaltare la bellezza, anche la più nascosta. "Ho sempre sognato di fare questo lavoro - racconta Rupa al Daily Mail - ma dopo l'aggressione c'è stata una pausa nella mia vita. Mi sentivo così insicura e imbarazzata, mi coprivo il volto con una sciarpa. Non avrei mai creduto che un giorno avrei lanciato la mia linea di abbigliamento".
"Queste ragazze incarnano la bellezza, il coraggio, l'ottimismo", scrive su Facebook il fotografo Rahul Saharan. Le loro foto, pubblicate in una gallery sul social network, hanno avuto più di 2000 condivisioni. "Dedico questi scatti a ogni donna sulla Terra, siete tutte meravigliose, dalle magre a quelle più in carne, dalle scure di pelle alle chiare, dalle alte alle basse - scrive Rahul - vivete la vostra vita con gioia, non date importanza a ciò che dicono gli altri. Siete belle, credete nella vostra bellezza. Abbiate il coraggio di combattere e di rimanere in piedi".
 
Il fotografo invita a fare una donazione affinché Rupa possa aprire un negozio anche a New Delhi e coinvolgere nel lavoro sempre più donne sopravvissute agli attacchi. Un modo tornare a farle sentire vive: "Nessun trucco per apparire belle funziona meglio della felicità - scrive il fotografo - fate spuntare un sorriso sui vostri volti".
 
Fonte: The Huff
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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