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Spostare lo sguardo per migliorare l'intesa




Quando la comunicazione non è più fluida cominciano le incomprensioni in un rapporto: per abbatterle prova a guardare le cose con gli occhi dell’altro

Ritrovare il bandolo della matassa. È un’espressione che, di solito, si usa per le situazioni che si sono “ingarbugliate” al punto che diventa quasi impossibile individuare la causa prima. E, di conseguenza, lo diventa anche il trovare una soluzione. Ebbene, la vita di coppia è l’ambito in cui le “matasse” si formano più facilmente. In molti casi, dopo qualche tempo dall’inizio di una storia, le cose cominciano a ingarbugliarsi in modo imprevisto. Non ci si intende più, si interpreta in modo erroneo il comportamento del partner, si accumulano frustrazioni e cose non dette, si fissano nella mente le frasi offensive, cominciano i rinfacci, si fa una cosa con un intento buono e si ottiene il contrario, si cade nella sopportazione reciproca. E il tutto mentre ci si ama ancora. Si può ben dire che fra i due si frappone una vera e propria matassa di problemi irrisolti, trascurati o mal affrontati, che rischia di far saltare tutto, perché i due ormai non si vedono più: quel che vedono sono i problemi e immersi nella fatica del quotidiano rischiano di non trovare né le forze né la lucidità per individuare il bandolo e risolvere la situazione.

Tante cause, ma…attenzione al dialogo

Alla base della situazione ci possono essere molti fattori:

-Incomprensioni legate all’educazione dei figli.
-Gelosia, sospetti, diffidenza.
-Fatica quotidiana, stress, mettere la relazione in secondo piano.
-Mentalità chiusa e pessimista di uno dei due.
-Mancanza di privacy, coinvolgimento di parenti e amici.

L’elenco, come è immaginabile, potrebbe essere “allungato” a dismisura. Ma tutte le varianti hanno in comune una cosa: un difetto comunicativo. A prescindere da quale sia il problema “ufficiale” che ha dato il via al peggioramento della relazione, l’ingarbugliamento nasce sempre da una carenza sul piano del dialogo.

Bisogna “guardare la situazione” dall’esterno…
Ma la matassa di incomprensioni è veramente inestricabile? Per fortuna no, ma  se i partner si incaponiscono sui singoli problemi, cercando in tutti i modi di aver ragione volta per volta, non ne escono più: col tempo non si sa più neanche bene qual era la causa originaria del problema e le difficoltà aumenteranno ancora di più . Per uscirne i due devono “guardare la situazione” dall’esterno: assieme cioè devono stabilire una tregua, mollare la presa sui singoli motivi di dissidio e concentrarsi sul proprio dialogo. Può essere utile visualizzare, all’inizio, la seguente situazione: immaginate che su un tavolo vi siano due pupazzetti (l’uomo e la donna), distanziati tra loro e voltati l’uno verso l’altra. In mezzo a loro c’è una grande matassa di filo di lana ingarbugliata che impedisce ai due di vedersi.
Lo spazio che questa occupa è il luogo della relazione attuale. Inutile tentare di penetrarla: ci affonderanno dentro sempre di più e basta. Per vedersi è necessario spostarsi, trovare un “campo neutro”, insomma darsi appuntamento su un altro luogo del tavolo, quasi “di nascosto”. Questo atto può venire deciso ed esplicitato dai due con semplici frasi come: “ Non ha importanza chi ha ragione”; “Parliamo di noi, non dei problemi”. Ciò ricrea un clima di complicità e intimità positivo, senza il quale una relazione di coppia non può vivere a lungo.

Come rendere più fluida la comunicazione:

-Sospendi le accuse. Una matassa di incomprensioni e scarsa comunicazione di coppia è esattamente come una matassa reale: se per sbrogliarla si tirano i nodi, il risultato sarà di stringerli ancora di più. In concreto: voler avere ragione a tutti i costi, cioè voler predominare, peggiora drasticamente le cose. L’atteggiamento giusto è l’opposto: bisogna insomma “fregarsene” di chi ha torto o ragione, di chi ha cominciato per primo, di chi ha sbagliato di più, di chi ha detto una cosa o ne ha fatta un’altra. Tutto questo è il passato: un nuovo dialogo non deve partire da ciò che già si conosce, né dai rancori, altrimenti fallisce in partenza.

-Evita azioni solitarie. In queste situazioni, non si può fare da soli: l’iniziativa di uno dei due partner non porta a niente, anche se parte con le migliori intenzioni. Bisogna collaborare perché c’è bisogno di mettere insieme entrambe le prospettive e non di uno sguardo unico. Insomma, bisogna parlarsi e decidere insieme un passo comune: non cerchiamo di sciogliere i nodi stretti tra accuse e contro accuse, non guardiamoli più, torniamo a guardarci tra noi.

-Utilizza altri canali comunicativi. Se la materia del contendere è troppo complessa, si può decidere di “staccare” dicendosi: stasera lasciamo il groviglio di problemi in quella stanza (si può anche farlo fisicamente, con un semplice gomitolo di lana che diventa il simbolo delle difficoltà in corso), e in questa invece mettiamo in campo altri canali comunicativi: il gioco, un hobby in comune, la lettura di un libro. Sono esercizi che aiutano a ritrovare il proprio posto dentro la coppia, a snebbiare l’atmosfera, a vedere con gli occhi dell’altro. Così si ferma l’escalation e si riattiva la comunicazione.

Fonte Riza

Autore: 1406 1406



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