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IL SEGRETO DELL'IMMORTALITA' SVELATO.




Turritopsis nutricula : la medusa dal ciclo vitale infinito.

Sin dagli albori della civiltà ,l'uomo ha tentato di ovviare, o quantomeno ritardare, al più grande dei problemi che lo affliggono : la morte. Dai primi studi alchemici sull' Elisir di Lunga Vita la scienza ha fatto passi da gigante e il progresso su numerosi campi, non ultimo quello industriale , ha di molto allungato la durata media della vita.Il segreto dell'immortalita', se di questo si può parlare, è da ricercare tuttavia in una piccola e ,sotto molti aspetti , poco evoluta specie di medusa.
La " Turritopsis Nutricula ", comunemente nota dagli zoologi come medusa immortale , appartiene alla famiglia delle Oceanidae e ha la singolare capacità di poter ritornare da una fase sessualmente matura di medusoide ad una immatura di polipoide; in altre parole ritorna giovane.Questo processo , pressocchè identico a quello che interessa il protagonista de "il curioso caso di Benjamin Button " , prende il nome di transdifferenziazione, ossia una regressione cellulare ad una fase totipotente, fase in cui le cellule devono ancora essere differenziate. Il risultato è semplice , quella che sarebbe dovuta essere una medusa dalla vita di esigua durata diventa immortale; si intende , non invulnerabile,verrà infatti con alta probabilità divorata da un predatore prima che il ciclo possa compiersi più di una manciata di volte.Ad interessarsi per la prima volta a tale processo fu nel '99 un team di biologi dell'Università di Lecce e del CNR. E' un fenomeno noto anche ad altre specie animali che possono rigenerare parti del proprio corpo( lucertole e salamandre ad esempio, che rigenerano finanche arti).
Come nella maggior parte dei quesiti,in cui  la risposta è nascosta nelle piccole cose, il segreto dell'immortalità dipende anche da  questo singolare animaletto ,che  ne è un tasselo fondamentale.Si potrebbe quasi dire che il professore Ferdinando Boero dell'Università di Lecce e Stefano Piraino del CNR di Taranto(i primi a concludere degli studi sull'argomento con le rispettive equipe) abbiano sul serio scoperto il segreto della vita eterna.
Ma dopotutto, vorreste davvero vivere per sempre?

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



L'intelligenza spirituale

Un nuovo modo di vedere il caso, le coincidenze, i sogni e i presentimenti: momenti di illuminazione che avvengono nel quotidiano.

All’alba del Terzo Millennio è giunta l’ora per l’essere umano di svegliarsi, di ricordare, di cercare la saggezza e di esercitare la propria Intelligenza Spirituale. Ma che cos’è l’Intelligenza Spirituale? L’Intelligenza Spirituale è una forma di intelligenza che nasce dallo Spirito e permea tutto l’Essere, creando una relazione con la totalità dell’esistenza.

L’Intelligenza Spirituale è una conquista dell’essere umano che si propone una personale ricerca della propria unicità come individuo, nella propria interezza fisica, intellettuale, emozionale, energetica e spirituale. L’Intelligenza Spirituale comprende tutte le forme di intelligenza dell’umano, le sue strutture mentale ed emozionale, e permette di sperimentare la trascendenza, ossia di comprendere il divino che vive in noi. Lo Spirito rappresenta il mistero della Vita. Indagare il tema dello Spirito significa quindi indagare sull’essenza della Vita. Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Coltivare lo spirito, l’essenza profonda dell’essere, è ormai una necessità simile a quella che ci impone di sostenere il corpo, e coltivare l’intelletto e le emozioni. Lo spirito, in sostanza, risveglia un tipo di percezione che ci permette di abbracciare con naturalezza il mistero della Vita.

Lo spirito ci mette in relazione con il mondo sottile, permettendoci di comprendere i segnali e i messaggi che in ogni momento permeano la nostra esistenza. Questa capacità si manifesta attraverso l’Intelligenza Spirituale. Come possiamo allora sviluppare questa Intelligenza spirituale dentro di noi? Dobbiamo coltivare la presenza a noi stessi, vivere l’eterno presente, che ci rende vigili e attenti a ciò che avviene dentro di noi, sia durante la veglia che durante il sonno.

L’Intelligenza Spirituale ci aiuta a comprendere i fenomeni spirituali che si verificano nella nostra vita quotidiana e a convivere con essi. Si tratta di fenomeni detti anche extrasensoriali, paranormali, sovrannaturali, che non si spiegano dal punto di vista puramente razionale. Essi sono legati all’ineffabile, al trascendente, al mondo sottile, al mistero della Vita.

Tra questi fenomeni spirituali troviamo: i sogni lucidi (l’aver coscienza e lucidità durante il sogno, nonostante si stia dormendo), la chiaroveggenza, la premonizione, la telepatia, il “déjà vu” (percezione immediata di aver già vissuto una certa situazione), la visione dell’aura, le esperienze extracorporee (viaggio astrale, proiezione cosciente), la coscienza cosmica (percezione della propria integrazione con il Tutto), i presentimenti, le sincronicità (fatti apparentemente casuali e coincidenze che rappresentano tuttavia messaggi che la Vita ci manda in continuazione).

L’esercizio continuo dell’Intelligenza Spirituale, amplia dunque la manifestazione di questi fenomeni legati appunto alla dimensione spirituale, che è una dimensione di coscienza ancora poco nota all’essere umano. Un esempio può essere il presentimento. Il presentimento si manifesta in modo inatteso, ed è frutto di una intuizione. L’Intelligenza Spirituale si manifesta nel discernimento, nella decisione di accogliere o meno il presentimento (e dunque anche tutti gli altri fenomeni) e nel mostrarsi vigili e attenti ad esso. Intuizione, percezione extrasensoriale, attenzione, memoria, immaginazione sono altrettanti pilastri dell’Intelligenza Spirituale.

La ricerca personale, l’auto-indagine profonda, sono le chiavi per sviluppare l’Intelligenza Spirituale. Lo Spirito rappresenta l’unità, il centro dell’essere. Indagare lo Spirito significa cercare l’unicità dell’essere. La ricerca personale ci invita al dialogo intimo con noi stessi e a cercare i punti di riferimento interiori che ci permettono di vivere pienamente il quotidiano. L’interezza dell’essere, risultato dell’osservazione lucida dei propri atteggiamenti, delle proprie abitudini, dei propri pensieri e sentimenti, delle proprie emozioni e dei propri valori, costituisce la fase fondamentale per poter sviluppare l’Intelligenza Spirituale.

La presenza a sé stessi, lo sguardo attento rivolto sia dentro di noi che fuori di noi, ci permette di vedere oltre e vivere la trascendenza, il sottile, l’ineffabile.

Articolo di Maria Nunes da Cunha – pedagoga e scrittrice brasiliana, autrice di: “Inteligência Espirituale Enxergando Além do Vento”(Edizioni Mauad, RJ 2002) e “Coordenadas Valores para uma Nova Consciência” (Edizioni Vozes, RJ 1998)

Fonte: http://www.mutamenti.ch

 





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