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Mandorle antinfiammatorie e antiossidanti!




Le mandorle sono un frutto alla nostra portata per prevenire i danni dovuti ai radicali liberi grazie alla loro azione antiossidante. Proteggono dai danni del fumo o dell'inquinamento e tengono a bada il colesterolo LDL nel sangue. Il consumo giornaliero di 40-60 g di mandorle con la loro pellicina combatte i danni causati dai radicali liberi, abbassa il colesterolo e ostacola l’aterosclerosi, ossia la formazione delle placche lipidiche nei vasi sanguigni, contribuendo non poco al mantenimento della nostra salute

La ricerca scientifica più recente sta riaffermando il diritto di alcuni semi oleosi, come le mandorle o i pistacchi, ad essere inseriti nel prontuario terapeutico naturale, non solo per il loro gusto, ma per la dimostrazione di nuove e documentate azioni di controllo di un discreto numero di disturbi.
Alcuni dati relativi alle mandorle sono ben noti: l'elevato contenuto in proteine le rende anche lo spuntino ideale, quello davvero in grado di spezzare la fame. Mentre uno snack a base di carboidrati (una barretta, un pezzo di focaccia, un pacchettino di cracker) determina un immediato picco glicemico, la mandorla ha un indice glicemico decisamente basso, e grazie al suo contenuto di oli vegetali attiva anche la colecistokinina, una sostanza in grado di ridurre la fame, e senza provocare picchi glicemici.
Tutti i semi oleosi hanno un ottimo contenuto di proteine e aiutano chiunque debba bilanciare meglio il rapporto con i carboidrati a comporre piatti che abbiano meno impatto sull'aumento del peso e aiutino anche a ridurre la resistenza insulinica.
Molti credono che i semi oleosi non siano poi da utilizzare in caso di colite o diverticolite, ma alcuni studi recenti hanno invece dimostrato il contrario e, salvo le fasi acutissime di questi disturbi, possono essere utilizzati con tranquillità anche da chi abbia o abbia avuto diverticoli o altri disturbi intestinali.
Questo avviene probabilmente proprio perché le mandorle hanno una forte e naturale azione antinfiammatoria. Lo si pensava da tempo, e si tratta di qualcosa che fa parte della tradizione popolare antica, ma da un po' è un fatto documentato da un lavoro molto interessante svolto da un gruppo di ricercatori di Taiwan, pubblicato sull'European Journal of Nutrition (Liu JF et al, Eur J Nutr. 2013 Apr;52(3):927-35. doi: 10.1007/s00394-012-0400-y. Epub 2012 Jun 22).
I ricercatori hanno impostato uno studio "cross-over" (cioè ogni persona ha fatto in modo casuale prima un tipo di dieta e poi l'altra) facendo mangiare a un gruppo di diabetici che si trovavano in una classica situazione di sovrappeso e con aumento dei trigliceridi, il 20% della propria dieta sotto forma di mandorle. In media 50-60 grammi di mandorle al giorno ciascuno per un periodo di almeno 4 settimane.
Alla fine del periodo di studio, e senza avere modificato null'altro della propria dieta abituale, nei soggetti che avevano introdotto nella dieta le mandorle si è visto non solo un riequilibrio dei trigliceridi, ma in modo significativo si è potuta misurare la riduzione di molte citochine infiammatorie.
In particolare si è visto un calo di IL6 (interleuchina 6) e di PCR (proteina C reattiva) di oltre il 10% e in modo ancora più specifico un calo significativo del TNF (stessa famiglia del BAFF che ormai è riconosciuto come connesso all'infiammazione da cibo) di oltre il 15%.
Significa che pur in soggetti in sovrappeso, diabetici e con una notevole infiammazione diffusa, l'uso di un particolare olio alimentare, come quello presente nelle mandorle, bilanciato con  le proteine che le compongono, consente di ridurre le necessità farmacologiche grazie al netto miglioramento della sensibilità insulinica, facilitando quindi lo spontaneo riequilibrio delle anomalie degli zuccheri.
Le mandorle (soprattutto quelle semplicemente seccate e biologiche, non quelle arrostite o salate) sono quindi degli alimenti funzionali importanti.
Lo studio delle loro azioni conferma che gli alimenti riescono a generare segnali importanti per l'organismo, grazie alla loro composizione oleosa del tutto particolare e ai messaggi che possono dare alla cellula. Lo stiamo capendo con gli Omega 3, con la Perilla e con l'olio di pesce.

Punto di forza della mandorla è la ricchezza dei cosiddetti polifenoli, sostanze antiossidanti capaci di ostacolare validamente i danni causati dai radicali liberi alle cellule dell’organismo. Questi polifenoli sono presenti però quasi esclusivamente nella pellicina scura che avvolge la mandorle, e per questo bisognerebbe consumare solo mandorle con pellicina e non prive di essa.

La palma d'oro dell'antiossidante

Vediamo allora che cosa ci propone la letteratura scientifica. Uno studio ha valutato la capacità antiossidante di 11 spezie, 5 tipi di frutti secchi, 7 tipi di dolciumi, 18 tipi di cereali e 6 tipi di frutti secchi con guscio nella popolazione italiana. Tra le spezie lo zafferano aveva la maggiore azione antiossidante, mentre tra i frutti secchi il più attivo era la prugna. Tra i dolciumi il più valido era il cioccolato e tra i cereali il grano. Tra i frutti secchi con guscio le mandorle avevano una significativa azione antiossidante, che era più bassa per le nocciole e ancora più bassa per le arachidi e i pinoli. Lo studio quindi ci informa che i cibi più dotati di azione antiossidante dovrebbero essere maggiormente consumati per favorire le difese antiossidanti dell’organismo.

Mandorle e Fumo: i risultati scientifici

Un altro studio clinico ha verificato se il consumo di mandorle potesse ridurre il danno da radicali liberi in giovani fumatori. Chi fuma infatti produce più radicali liberi, sostanze che causano danni alle cellule del nostro organismo: sappiamo infatti che i radicali liberi sono nocivi proprio perché hanno un'azione ossidante che danneggia il DNA e favorisce l'invecchiamento. Lo studio in questione ha esaminato 60 fumatori apparentemente sani, che dovevano mangiare giornalmente 84 g di mandorle oppure 120 g di carne di maiale per 1mese, con un intervallo di 1mese e poi con un altro mese di trattamento. Un altro gruppo di volontari sani non fumatori ha assunto 120 g/die di carne di maiale senza mandorle.
Come ci si aspettava, nei fumatori i livelli di alcune sostanze prodotte dal danno causato dai radicali liberi, i cosiddetti "indicatori di danno radicalico" (malondialdeide, 8-idrossi-desossiguanosina), così come i danni al DNA in alcune cellule del sangue (linfociti), erano notevolmente superiori rispetto ai non fumatori. E anche i livelli degli enzimi antiossidanti endogeni, difese naturali dell'organismo, erano significativamente minori nei fumatori. Il fumo quindi aumenta i radicali liberi e crea un danno all'organismo. Ma la cosa per noi più interessante è che la somministrazione delle mandorle nei fumatori causava un aumento delle difese naturali contro i radicali liberi, con una riduzione del danno dovuto all'ossidazione e minori danni sul DNA.

Giù i grassi con 20 mandorle al giorno

Un altro studio clinico ha valutato l’effetto di due dosi di mandorle su assetto lipidico (misurazione di colesterolo e trigliceridi) e glucosio in 25 soggetti di entrambi i sessi con il colesterolo moderatamente elevato. Queste persone dovevano tenere una dieta normale per 4 settimane dopo essere stati nutriti per 2 settimane con una dieta contenente il 34%di grassi.
Dovevano mangiare una quantità di mandorle tale da fornire tra il 10 o il 20% dell’apporto calorico totale(circa 60 grammi di mandorle). Al termine dello studio le mandorle hanno determinato una riduzione significativa di colesterolo totale, colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo) e un aumento dell’1,7% del colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo buono). Lo studio indica quindi che l’ingestione di circa 60 g al giorno di mandorle riduce significativamente il colesterolo in pazienti moderatamente ipercolesterolemici:
il colesterolo, come è noto, favorisce l'aterosclerosi e quindi aumenta il rischio di malattie cardiovascolari come l'infarto. Gli studi fatti sinora (Marzo 2011) indicano che il consumo di mandorle riduce il colesterolo LDL (quello cattivo) di una percentuale compresa tra il 3 e il 19%, in particolare in chi ha il diabete o il colesterolo alto: le mandorle quindi aiutano a prevenire l'aterosclerosi e le malattie connesse.
Un'altra informazione utile è che le mandorle contengono pochi acidi grassi saturi, dannosi per cuore e vasi sanguigni, ma sono ricche di acidi grassi insaturi, di fibre, di fitosteroli e di proteine vegetali. Inoltre esse contengono vitamina E, arginina, magnesio, rame, manganese, calcio e potassio.

Fonti: 

eurosalus.com

naturopataonline.org

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