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Lavarsi i denti fa bene al cuore




Una bocca sana, oltre ad essere un ottimo biglietto da visita, è fondamentale per la salute di tutto l’organismo. Da tempo è noto, infatti, il rischio che i germi del cavo orale possano diffondersi ad altri organi, danneggiandoli. Una nuova conferma arriva da uno studio dell’University College di Londra.

Lo studio, che ha coinvolto oltre 11.000 tra uomini e donne, avrebbe rilevato un 70% in più di probabilità di sviluppare problemi cardiaci in chi non segue una igiene orale corretta. Questa conclusione è arrivata dopo otto anni di studio durante il quale le persone sono state valutate sia per il proprio stile di vita generico (l’alimentazione, l’attività fisica), sia per le abitudini in fatto di igiene orale (quanto e come si lavano i denti, quante visite annuali dal dentista), sia per la propria storia clinica (fattori di rischio per malattie cardiache, come obesità e fumo, familiarità).
Confrontando i dati rilevati con il numero di problemi cardiovascolari che hanno interessato gli stessi soggetti (555 in otto anni, con 170 attacchi di cuore mortali), i ricercatori sono arrivati a dire che chi si spazzolava i denti almeno due volte al giorno era incorso in un rischio più basso di malattie cardiovascolari. Un’analisi del sangue di coloro che trascuravano l’igiene orale, inoltre, avrebbe indicato la continua presenza di infiammazioni.
E il responsabile sarebbe proprio un batterio che si annida tra i denti e che, se non eliminato, può entrare in circolo nei vasi sanguigni e, attraverso di essi, raggiungere il cuore causando pericolose infiammazioni.
Lavarsi i denti almeno un paio di volte al giorno, quindi, è molto importante , ma non è certo sufficiente per la salute del cuore: “Una buona igiene personale è un elemento fondamentale di uno stile di vita sano, ma se si vuole davvero aiutare il proprio cuore occorre seguire una dieta equilibrata, bandire le sigarette e svolgere attività fisica in modo costante e continuativo” sottolinea Judy O’Sullivan della British Hearth Foundation.

Fonte tantasalute.it

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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