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I fiori di Bach per la Menopausa




La menopausa è un momento di passaggio per la donna, un cambiamento fisico e psicologico che spesso porta con sé disturbi, su cui si può intervenire con i Fiori di Bach

I fiori di Bach per la menopausa agiscono sugli stati emozionali che emergono in questa fase cruciale della vita di ogni donna, in cui s'interrompe il ciclo mestruale, e di conseguenza, segna la fine del periodo fertile. Pur non rappresentando una malattia, ma un naturale evento fisiologico, viene vissuta dalla maggioranza delle donne come una condizione patologica, una “frattura”, che comporta inevitabili ripercussioni fisiche, psicologiche e sociali.

A livello fisico, si riduce la protezione del cuore e dei vasi, mentre aumenta il rischio di aterosclerosi e osteoporosi; invece sotto l'aspetto emozionale, la donna deve fare i conti con il tempo che avanza, con l'ansia e forti sbalzi di umore provocati dagli squilibri ormonali e nei casi più gravi con la depressione.

La menopausa e i suoi disturbi
La menopausa consiste nella cessazione definitiva delle mestruazioni, per l’arresto dell’attività delle ovaie, tra i 45 e i 52 anni circa. Con la menopausa inizia la terza età, un momento di difficile transizione per ogni donna che, seppure con modalità, percezioni e aspettative soggettive, si trova a dover affrontare problemi pratici ed esistenziali che possono influire sulla percezione di sé, minacciando l'espressione della propria femminilità e influendo negativamente sulla propria qualità della vita.

In questo momento già di per sé molto delicato, si manifestano una serie di disturbi e scompensi, di profonde trasformazioni, che portano a livello emotivo a vivere questo periodo con la paura di perdere la propria condizione sociale e gli affetti, l’inquietudine per il futuro e l’insofferenza per la situazione attuale. La mancanza del ciclo mestruale come scansione del tempo può alimentare anche la percezione avvilente che il proprio "tempo”, in un certo senso, sia terminato.

I disturbi più comuni, legati alla sfera emozionale, che possono insorgere in menopausa sono ansia, alterazione dell’umore, depressione, insonnia, svogliatezza, malinconia o tristezza, perdita di concentrazione e memoria. Per affrontare tutti questi cambiamenti la floriterapia può essere un validissimo aiuto. Vediamo quali possono essere i più indicati per sostenere la donna in questo delicato periodo, che se vissuto positivamente permette di integrare nella propria personalità una parte di sé, prima legata alla sfera fisico-biologica, e sviluppare una creatività, che le consente di spostare l’attenzione su altri aspetti della vita. È l’inizio di una nuova fase della vita, in cui lo slancio creativo, invece di riversarsi ciclicamente all’esterno, ha la possibilità di concentrarsi interamente verso il sé interiore.

I Fiori di Bach per la menopausa

In una società dominata dal culto della giovinezza, le modifiche a cui va incontro il corpo, come l'aumento di peso o la perdita di elasticità dei tessuti, l'arresto del ciclo possono mettere in discussione l'identità femminile. Se questo naturale passaggio viene vissuto con stati d'animo alterati, la floriterapia può dare un grande aiuto.

Walnut: il rimedio che sostiene nel cambiamento, nel passaggio esistenziale, e che attenua le vampate. Il fiore protegge quando, nella fase di transizione, la donna diventa ipersensibile, instabile e confusa, come se fosse priva di difese. Il rimedio aiuta chi si trova ad un punto di svolta nella propria vita, ma rifiuta il cambiamento, non riuscendo a conciliare il nuovo con il vecchio. Walnut permette di accettare serenamente gli inevitabili cambiamenti per trasformarli in nuove opportunità di vita.

Honeysuckle: è il rimedio della nostalgia di come si era prima, della tristezza, di chi vive nel passato e manca d’interesse per il presente. Viene utilizzato per esempio per la donna che è stata bella e perciò vive di rimpianti: immersa nei ricordi di un'epoca perduta; ha paura del futuro, non accetta di crescere e finisce col trovarsi "invecchiata di colpo". Vuole fermare il tempo e non accetta la vecchiaia che avanza. Honeysuckle è utile anche per la donna che invece ha un legame irrisolto col passato, che vive nel rimorso di non aver realizzato le proprie ambizioni, Non fa esperienze perché non si aspetta nulla di positivo né dal presente né dal futuro. Non pensa di ritrovare una felicità simile a quella che ha già conosciuto. Honeysuckle permette di accettare i cambiamenti, il nuovo e lo sviluppo personale; aiuta a crescere, a guardare in modo sereno il passato, a vivere il presente guardando al futuro.
Agrimony: è il rimedio per l'ansia. Utile alla donna che tende a celare i sentimenti dietro un'apparente felicità; che ha paura di restare sola e per questa ragione, nasconde la propria preoccupazione, l'amarezza ed il forte tormento interiore, dietro un'apparente tranquillità. Proietta il rifiuto di sé all’esterno con perdita dell’autostima. Raramente dice di no, ed è disposta a tutto pur di evitare conflitti e discussioni. Agrimony è il rimedio perciò della fame nervosa o dell'appagamento attraverso il cibo.

Crab Apple: è il rimedio per l'attaccamento alla forma fisica, utile a chi si sente poco desiderata, e non si piace. Questo è il fiore della purificazione profonda dalle tossine fisiche, emotive e mentali: aiuta chi ha un cattivo rapporto col proprio corpo, che prova vergogna di sé e mancanza di amor proprio. Crab Apple insegna a diventare consapevoli a guardarsi dentro accettando il proprio lato oscuro, il bene e il male che coesistono in noi.

Scleranthus: è il rimedio per l'instabilità dell'umore e della mancanza di equilibrio emotivo. Viene usato per le donne che vivono questo momento in maniera altalenante, come un dissidio interiore. Il fiore è utile per chi prova una profonda insoddisfazione, perché ancora alla ricerca del proprio posto nella vita. Scleranthus permette di costruire una nuova scala di valori e di priorità, e all'interno di queste aiuta a scegliere per dare un senso alla propria vita. Aiuta a tenere sotto controllo gli sbalzi d'umore, recuperando l'equilibrio emozionale.  

Fonte cure-naturali.it

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



L'intuito donna, gi prima di nascere

Nel grembo materno l’esposizione del feto a bassi livelli di testosterone influenza il cervello e guida verso una capacità di ragionamento più intuitiva e meno razionale, tipica del genere femminile.Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, spiegava un famoso libro oltre un decennio fa, sintetizzando così le diversità tra i due sessi soprattutto nell’interagire con la realtà e nel rielaborare pensieri e parole. Razionali i primi, intuitive le seconde: oggi lo conferma anche la scienza, con uno studio dell’Università di Granada e pubblicato sulla rivista Psychoneuroendocrinology, secondo cui l’intuito femminile si svilupperebbe addirittura nel grembo materno, in età pre-natale.

A determinare se nasciamo con un cervello più ‘maschile ‘ o più ‘femminile’ sarebbero, stando anche a ricerche precedenti,l’esposizione del feto alla quantità variabile di testosterone durante la vita intrauterina: maggiore è il livello di ormone maschile nella pancia della mamma e più il cervello del nascituro sarà portato a pensare in modo razionale, il contrario accade se invece il feto è esposto a basse dosi di testosterone. Per dimostrarlo, i ricercatori spagnoli si sono affidati a un test curioso ma attendibile a livello scientifico: se il dito indice e l’anulare di una stessa mano sono più o meno della stessa lunghezza significa che l’individuo è stato esposto, in età fetale, ad alte quantità di testosterone. Essere più intuitivi o razionali, e anche avere una diversità marcata nella lunghezza tra queste due dita, possono essere caratteristiche però indipendenti dal sesso: donne con il rapporto indice/anulare basso (ovvero le due dita sono pressappoco della stessa lunghezza), confermano i ricercatori, ragionano ‘da maschi’, sono più razionali e meno intuitive delle altre donne.

fonte: ok la salute





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