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Autostima e pensiero creativo, il potere della mente




L’unica differenza tra chi è un artista e chi non lo è che il primo si reputa una persona creativa, mentre il secondo non ne è affatto convinto. A parlare è Michael Michalko, autore di Creative Thinkering, putting your imagination to work e del sito CreativeThinking.net. Michalko ci regala alcune chicche sul pensiero creativo, tutte con un denominatore comune: la nostra autostima

Non è la solita solfa del bisogna credere in se stessi per riuscire a realizzare i propri sogni ed a stare bene con se stessi. C’è molto di più: un percorso di miglioramento personale che esce dal manuale e ci conduce verso i sentieri nuovi e mai battuti della nostra creatività più nascosta. Già, perché siamo tutti dei creativi. Ognuno di noi si è creato la sua visione del mondo e riesce a cavarsela in modo diverso in quella giungla che è la vita, tanto per cominciare. Per Michalko pensare di non essere creativi, considerare la creatività un dono non in nostro possesso, è soltanto una scusa per non metterci in gioco. Cerchiamo di non usarla più d’ora in avanti.

La creatività senza il duro lavoro non conduce al successo. I grandi talenti hanno delle qualità innate ed una certa predisposizione, indubbiamente, ma senza allenamento e sacrifici non sarebbero mai arrivati in cima. Facciamo in modo di tirare fuori le nostre idee con coraggio, dunque, ma non per limitarci a fissarle aspettando che si trasformino in oro bensì per lavorarci su, ancora e ancora. Quante pagine avranno cestinato i grandi scrittori? E quante tele sono state imbrattate senza successo dai grandi pittori?

Il nostro cervello non è un computer, è molto di più. Può creare dall’immaginazione e vivere un’esperienza solo con la mente, disegnando nuovi scenari e scorgendo dettagli rilevanti in scene mai vissute nella realtà. Ci succede ogni volta che leggiamo un libro e vestiamo i panni del protagonista, ad esempio. Non vi viene mai voglia di aggiungere un elemento o di scrivere una scena diversamente? Quella è la forza creativa della nostra fantasia all’opera.

Non esiste una sola risposta giusta perché la realtà è di per sè ambigua. Non auto-censuriamo le nostre idee sul nascere, bollandole come sbagliate. Niente uccide di più la creatività. Similmente, non fermiamoci alla prima idea buona partorita, lasciamo la mente aperta e tanti progetti nel cassetto per offrirci più di una chance.

I sapientoni tendono a mostrarsi scettici quando si tratta di idee nuove e rivoluzionarie. Quasi sempre ci diranno che “Non potrà mai funzionare” e spesso troveranno troppo semplice il nostro pensiero ed i nostri piani. Non lasciamoci scoraggiare, perché sono proprio le cose più semplici quelle che funzionano maggiormente e riscuotono più successo. Quelle piccole cose che semplificano la vita di molti e che, a giudicare dai livelli di stress percepibili oggi, non sono ancora state inventate, per far posto a tecnologie e concetti sempre più astrusi e complessi in qualsiasi settore.

Fidarsi del proprio istinto è fondamentale per non mollare. Non vivere i fallimenti come il crollo dei nostri sogni, bensì come dei nuovi inizi. Albert Einstein fu espulso da scuola, ai genitori di Beethoven dissero che era troppo stupido per diventare un compositore ed a Charles Darwin fu dato dello sciocco dai colleghi per le sue teorie sull’evoluzione biologica, definite una perdita di tempo. Se avessero dato ascolto alle critiche altrui, lasciandosi demotivare, ora non potremmo apprezzare il frutto del loro talento.

Sbagliare fa parte del gioco e chi ci rimprovera troppo aspramente i nostri errori non merita molta importanza. Chi non ha mai sbagliato non si è mai messo in gioco. Vale la pena di tenere in considerazione la sua opinione? Anche le esperienze fallimentari hanno un ruolo importante. Edison provò oltre 5 mila volte prima di riuscire a far funzionare la lampadina. A chi gli diceva di mollare rispondeva: “Ho scoperto cinquemila cose che non funzionano”.

Imparare a pensare fuori dagli schemi è il primo passo per creare qualcosa di nuovo, a partire dalla nostra immaginazione. Einstein reputava la fantasia più importante della conoscenza stessa. L’immaginazione spalanca infatti universi ancora più sconfinati ed infinite possibilità creative.

Fonte benessereblog.it

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