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Perché i bambini piccoli mordono




Lo state cambiando come ogni volta e improvvisamente il vostro piccolo si gira verso di voi e vi da un morso. L’istinto sarebbe quello di sgridarlo e punirlo, ma prima di fare cose affrettate cerchiamo di capire insieme cosa sta accadendo.

Quando i bambini mordono

Per loro è un percorso di conoscenza, tuttavia le forme violente devono essere bloccate con fermezza

Lo state cambiando come ogni volta e improvvisamente il vostro piccolo si gira verso di voi e vi da un morso. L’istinto sarebbe quello di sgridarlo e punirlo, ma prima di fare cose affrettate cerchiamo di capire insieme cosa sta accadendo. Il bambino durante la sua crescita segue diverse fasi. Ogni fase ha un significato specifico ed è legata ad una precisa parte del corpo, e il significato che ognuna di queste assume è determinata da esperienze esterne. Per quanto riguarda la fase orale (quella che ci interessa per capire il problema dei morsi), è quella in cui il bambino impara a conoscere il mondo attraverso la bocca e tutta la zona della pelle che la circonda.

La fase orale
Dalla nascita la bocca e la zona circostante sono per il bambino la parte più importante del corpo: attraverso la bocca il neonato cerca il capezzolo della mamma fonte di nutrimento e nello stesso tempo di piacere. Introdurre il capezzolo in bocca e succhiare risulta molto piacevole per il bambino e il desiderio di prolungare e ripetere questa gradevole sensazione permane in lui anche quando è sazio. Ben presto il bambino impara a procurarsi questo piacere nuovamente; questo indipendentemente dalla funzione del cibo e dalla persona, mediante la suzione del dito o del ciuccio.
Nei primi mesi di vita (sei-otto mesi) poi l’attività gratificante della bocca non si limita solamente all’assunzione di cibo e alla suzione del pollice. Il bambino si comporta come se volesse conoscere attraverso la bocca tutto ciò che è alla sua portata: morde, lecca, assaggia tutti gli oggetti che riesce a raggiungere. Questo per lui è il modo migliore per scoprire e riconoscere gli oggetti, la loro forma, il loro sapore e odore. Questo lavoro preminente della bocca come fonte di sensazioni piacevoli perdura all’incirca per tutto il primo anno. Verso i 9-18 mesi, allo spuntare dei primi denti, incomincia la nuova fase dello sviluppo dell’intelligenza; i movimenti della bocca per succhiare si mutano in quelli per mordere. Con la bocca ora il bambino non solo mangia ma pensa.
Il mordere adesso diventa il più grande divertimento per il bambino, il mezzo per esprimere il suo affetto e i suoi desideri come lo era prima il succhiare (ma non è in grado di capire la differenza tra morsi affettuosi e morsi aggressivi).
Ora il bambino può utilizzare il morso per attirare l’attenzione degli altri su sé stesso, e se ancora non è padrone di un certo linguaggio, usa mordere perché vuole comunicare.
Più il bambino cresce, più il morso viene utilizzato quando c’è frustrazione, cioè impedimento ad una comunicazione più naturale. Spesso i bambini che mordono le sorelline o i fratellini più piccoli o i genitori lo fanno per una richiesta di affetto, una dimostrazione precoce di gelosia.
Intorno ai tre anni il bambino frequenta l’asilo e vive in collettività con altri bambini della sua età. In questo contesto è molto comune il morso: alcuni infatti si servono della bocca per aggredire gli altri e le ragioni di questo gesto si possono, probabilmente, attribuire alla gelosia o al desiderio di primeggiare sul gruppo.

Alcuni consigli
Un morso però, per quanto sia “naturale” e faccia parte dello sviluppo del bambino, non può mai passare sotto silenzio: il piccino che l’ha inflitta (ai genitori, ad un amichetto, al fratellino) non ha probabilmente capito che il suo gesto fa male. I genitori non devono essere permissivi o addirittura sorridere in seguito al gesto del figlio, ma devono bloccarlo e dire con fermezza “no”: il bambino deve capire che i genitori sono più forti di lui e che con il morso non si ottiene nulla.
Se il piccolo ha meno di due anni ed è nel periodo in cui mastica e mette in bocca tutto, è consigliabile offrirgli dei giochi che possono essere morsi (anelli o forme di plastica dura), piuttosto che negargli questo suo modo di scoprire e conoscere le cose.
Se invece è più grande e morde quando si arrabbia, chiedetegli di spiegarvi il motivo della sua rabbia, mentre se morde per ottenere un giocattolo da un amichetto, fategli capire che le cose si possono chiedere con le parole e per piacere, e che si possono ottenere risultati migliori con dei modi gentili.
Non usate sistemi violenti nei confronti di vostro figlio se dovete punirlo perché morde: questo infatti confermerebbe nel bambino l’idea che soluzioni violente, morso compreso, dunque, possono servire far valere i propri diritti.

 Fonte guidagenitori.it

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