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Chi pu˛ donare il sangue e come farlo




Per donarlo, intanto, bisogna avere un cuore grande...

Per iniziare a donare sangue bisogna avere un’età compresa tra i 18 e i 60 anni, pesare più di 50 Kg. ed essere in buone condizioni di salute.
Occorre sempre presentarsi con documento di identità e tessera sanitaria (validi).
Per le donazioni di sangue intero occorre non avere superato i 65 anni di età; per le donazioni di plasma e piastrine il limite è di 60 anni di età, salvo diversa indicazione medica.
Coloro che intendono diventare donatori di sangue, devono contattare il numero 051-6429303, dalle 8 alle 13 e dalle 15 alle 17,45, dal lunedì al venerdì, specificando che devono fare l’idoneità alla donazione, per prendere un appuntamento.
Il giorno stabilito verranno sottoposti a visita medica e ad un prelievo di sangue necessari ad accertare l’idoneità alla donazione.
Prima della idoneità è necessario compilare il modulo di accettazione e consenso che verrà poi valutato assieme al medico durante il controllo anamnestico.
Il colloquio con il medico aiuterà anche ad individuare quale tipo di donazione è più indicato: sangue intero o aferesi.
L’idoneità alla donazione viene comunicata a mezzo lettera.
Dopo almeno 45 giorni il nuovo donatore verrà invitato ad effettuare la prima donazione che dovrà essere ugualmente prenotata.
In caso di necessità verrà rilasciato un regolare attestato per il tempo impiegato, analogamente a quanto avviene in ogni struttura sanitaria (la donazione, invece, in base all’art.8 della legge 219/2005, consente l'assenza dal lavoro per l'intera giornata).
Prima della donazione
Un consiglio sulla colazione del giorno della donazione: anche se molte persone preferiscono recarsi a stomaco vuoto per donare il proprio sangue è bene ricordare che comunque è possibile fare una sana colazione! Questa dovrà essere ricca in liquidi e povera in grassi. Ottimi i succhi di frutta, le spremute, il tea poco zuccherato e le fette biscottate. Evitare brioche e cornetti alla crema o cioccolato perché troppo ricchi in grassi. Evitare inoltre il latte e i latticini in genere.
Secondo gli ultimi studi anche un piccolo snack salato negli attimi precedenti la donazione può aiutare a prevenire il calo di pressione arteriosa. Ecco quindi che piccoli salatini possono aiutare … ovviamente sempre accompagnati da abbondante acqua.
Dopo la donazione
Subito dopo la donazione è bene idratarsi in modo abbondante ed è possibile alimentarsi liberamente: attenzione però a non esagerare con i cibi solidi! Mangiare troppo abbondantemente provoca un maggior richiamo di sangue a livello dell’intestino cosa che, associata al salasso appena avvenuto, può causare una brusca caduta della pressione sanguigna.
La corretta idratazione è fondamentale anche dopo la donazione: cercate nel pasto successivo di bere qualche bicchiere di acqua in più del solito. Anche i cibi possono aiutare a fornire liquidi: via libera quindi nel pasto successivo a zuppe, minestroni, verdure e frutta a volontà
L’intervallo di tempo tra le donazioni
L’intervallo minimo, tra una donazione di sangue intero e la successiva, è di 90 giorni per gli uomini e di 180 giorni per le donne in età fertile; le donne non possono donare sangue durante il periodo di gravidanza, nonché per un anno dopo il parto. Di norma, quindi, gli uomini possono donare sangue intero 4 volte l’anno, mentre le donne 2 volte ogni anno.
Fra le donazioni in aferesi – come fra aferesi e sangue intero, e viceversa – devono invece trascorrere, per esigenze organizzative, almeno 45 giorni.
I “nuovi cittadini” devono:
• essere in Italia da almeno 2 anni
• essere iscritti al servizio sanitario nazionale con tessera sanitaria non scaduta
• essere in possesso di un documento di identità valido
• comprendere bene l’italiano (sia scritto che parlato) poiché dovranno compilare il questionario di consenso alla donazione e sostenere il colloquio con il medico

Recarsi nella sede di raccolta del sangue della propria città.


Fonte Avis

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

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I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Sintomi e rimozione dei calcoli alla cistifellea

La cistifellea (o colecisti) è un organo situato sotto il fegato, soggetto alla formazione di calcoli, proprio come i reni. Il motivo è legato alla sua funzione, che è quella di filtrare il nostro sangue. 





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