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Vino. Come stapparne una bottiglia nel modo giusto




Impresa sempre un pò ardua per chi ha poca dimestichezza con il vino. Nessun problema, vi diciamo noi come fare!

COME STAPPARE IL VINO

 
Stappare una bottiglia con eleganza, senza sporcarla con pezzetti di sughero, può trasformarsi in un prova di forza, specialmente in mancanza di attrezzi adatti, ma con i cavatappi di ultima generazione utilizzati nel modo corretto aprire una bottiglia è diventato un gioco da ragazzi. Usare un cavatappi non è un gesto istintivo e nemmeno una questione di forza, la soluzione migliore per stappare una bottiglia è acquistare lo strumento adatto.
 
Per decenni il mercato ha offerto solamente una semplice punta elicoidale tecnicamente chiamata “verme” attaccata a una impugnatura: si infilava la spirale metallica nel sughero facendola ruotare e poi si tirava per far uscire il turacciolo. Operazione apparentemente semplice  ma che ha lasciato numerosi tappi incastrati nel collo della bottiglia e altrettanti se ne sono spezzati nel tentativo di estrarli.
 
La causa era sempre l'eccessiva forza usata  per toglierli dalla posizione in cui si trovavano, basti pensare che quando si tappa una bottiglia il sughero viene pressato per un terzo del suo diametro e la pressione che esercita sulle pareti della bottiglia è maggiore rispetto a quella presente all'interno di un pneumatico di automobile, inoltre la maggior parte dei turaccioli viene rivestita con una cera che dovrebbe favorirne l'estrazione ma che agisce come un collante se la temperatura è troppo elevata.
 
Per gli amanti del vino il mercato offre oggi una vasta gamma di cavatappi di qualità facili da usare, non più una semplice punta a spirale con il manico ma strumenti più funzionali (nessuno ha raggiunto la perfezione ma molti le sono andati vicini). Utilizzando un buon modello il turacciolo scivola fuori dal collo della bottiglia senza dover tirare con forza e senza sbriciolarsi. Lentamente, perché un “flop” troppo sonoro potrebbe provocare uno choc al vino: un vino di qualità risente infatti dei bruschi cambiamenti di pressione e dell'intrusione troppo rapida di ossigeno nella bottiglia, rischi che non si corrono usando un  modello Screwpull. Si estrae il tappo lasciando la bottiglia sul tavolo mentre una mano stringe le due alette sul collo e l'altra fa ruotare l'impugnatura.
 
Uso corretto del cavatappi elicoidale
 
La punta elicoidale va posizionata al centro del tappo, in verticale e si avvita in modo che penetri all'interno del sughero.
 
La punta elicoidale deve trapassare il fondo del turacciolo solo così sarà facile estrarlo, quando la resistenza diminuisce il sughero è stato perforato.
 
Quando si usa un cavatappi a forma di T si tiene la bottiglia  davanti al corpo afferrandola nella parte bassa del collo e si tira lentamente senza strappi: si esercita una lieve pressione sul collo piegando l'avambraccio.
 
La punta elicoidale non è in posizione verticale e mentre si avvita entra nel turacciolo seguendo una linea obliqua: durante l'estrazione il sughero si sbriciola
 
La punta elicoidale è corta e non arriva al fondo del tappo. I turaccioli particolarmente saldi oppongono una forte resistenza e si sbriciolano facilmente durante l'estrazione.
 
Il tappo di sughero si tira via con forza eccessiva: il rapido cambio di pressione che si verifica mentre si estrae il turacciolo danneggia il vino.
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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