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Vini e dintorni -> Funghi porcini e buon vino.


Funghi porcini e buon vino.




Le prelibatezze della buona tavola come i funghi porcini, esigono un'attenzione particolare negli accostamenti ai vini giusti. Ecco qualche esempio...

Mangiare funghi porcini è già di per sé una festa: sono ricchi di gusto, prelibati e pure ricercati e con i funghi porcini è possibile creare una varietà di piatti davvero sorprendente. Se poi si è in grado di associare il fungo al giusto vino, l'accoppiata si può dimostrare sinceramente vincente.
L’abbinamento non risulta però sempre semplice dato che, come accennato, è possibile cucinare i funghi porcini in mille e una maniera e pietanza che vai, vino che trovi. Oggi scopriamo gli abbinamenti giusti che possono regalare a qualsiasi piatto a base di funghi porcini quel non so che in più che fa realmente la differenza.
Se si sceglie ad esempio di consumare i funghi porcini crudi, magari in insalata il consiglio è quello di abbinare al piatto un vino bianco strutturato, che non sia però eccessivamente profumato. Possono andar bene ad esempio il Pinot Bianco o l’Orvieto: quel che conta è che il vino sia morbido e ben caratterizzato. Diverso il discorso per carpacci di carne accompagnati da funghi in insalata: in questo caso è d’obbligo un rosso giovane.
Se invece si sceglie di servire i funghi porcini alla griglia o trifolati, le cose cambiano. Il fungo diventa alimento protagonista di ottime polente, risotti o paste accompagnate spesso da fragranti speck; in quel caso  andrà benissimo un vino rosso non troppo corposo come il Dolcetto di Dogliani o il delizioso Barbera. In alcuni casi però la scelta ricade su un buon bianco delicato, che non copra la fragranza del fungo. Quel che conta è che il vino sia leggermente aromatico e dotato di un buon tenore alcolico.
Altra maniera nella quale è possibile servire i funghi è in frittura: in questo caso per ripulire il palato dal fritto, è possibile optare per vini secchi frizzanti, con buona acidità: già solo il pensiero di abbinare frittura di funghi porcini e un buon Franciacorta fa venir l’acquolina in bocca.
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Sognare il terremoto

Il terremoto nei sogni è il segno di una simbologia che in passato interpretava il significato di questo fenomeno come il risultato della liberazione dei venti intrappolati nella terra.

Cosa significa sognare un terremoto? Forse è sinonimo di precarietà, forse di instabilità oppure di pericolo ma questa è solo una parte dei possibili significati che l’interpretazione presente nel libro dei sogni può esporci ad esempio sul sognare un terremoto a casa. Scopriamo di più seguendo a leggere la nostra pagina dedicata a quest’incredibile forza della natura nei sogni.

Qual’è la prima cosa che vi viene in mente pensando al terremoto nei sogni? La vostra risposta potrebbe essere la chiave della visione onirica. Parole come cambiamento e rinnovamento possono risuonare nella mente creando nell’inconscio un terremoto esistenziale. A seconda dei casi questo terremoto nella realtà potrà essere vissuto positivamente o negativamente per la nostra vita in generale.

Le motivazioni della scossa possono essere innumerevoli, sta a voi ritrovarne il fulcro, l’epicentro. Esempi del significato di sognare il terremoto possono essere: il passaggio da un’età all’altra, da una scuola ad un’altra, dal lavoro ad un altro stile di vita, dall’avere un partner a ritrovarsi single.

Altre volte, più semplicemente, sognare un terremoto in casa sarà derivato da una reale paura di un evento così catastrofico come il terremoto o le semplici scosse di assestamento. Ad esempio se il giorno prima avete sentito una scossa potete ritrovarvi a sognare un terremoto la notte dopo. Approfondisci il SIGNIFICATO DELLA CASA NEI SOGNI.

Sognare un terremoto in chiesa può essere un segno di turbamento della fede, ma ti invito a scoprire di più qui: SIGNIFICATO LA CHIESA NEI SOGNI.

NUMERI E SOGNI
Il numero da giocare per il lotto ed altre estrazioni secondo la cabala o la smorfia è il numero 89.





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