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Come scegliere il vino per la cena di Natale




A Natale la tavola è il centro della festa con tanti piatti speciali, che saranno esaltati da un buon vino. Vediamo come scegliere il vino più adatto per la cena di Natale.

A Natale la tavola è il centro della festa.
 
Si comincerà la sera del 24 con la tradizionale cena di vigilia, almeno per quelli che seguono questa tradizione.
 
Una tavola di festa i cui piatti saranno esaltati da un buon vino.
 
Vediamo come scegliere il vino piu' adatto per la cena di Natale.
 

Bere bene cioè poco e di qualità, esalta i sapori dei cibi e fa bene anche alla salute

 
Seguendo le varie portate
 
Per gli antipasti di pesce e crostacei
Si può scegliere un buon Prosecco fermo, che accompagna bene anche antipasti di verdure e formaggi freschi. In alternativa un vino rosato, se preferite con qualche bollicina.
 
Per i primi di pasta e pesce con pomodoro
Sono ottimi vini bianchi profumati o rossi moderati : Prosecco, Rosso del Trasimeno, Rosato del Trentino
 
Per i primi di pasta e pesce in bianco
Ottimo il Verdicchio di Jesi o di Matelica, il Fiano di Avellino, oppure un Traminer
 
Per riso e risotti con pesce
Bianchi secchi come ad esempio il Greco di Tufo o un Sauvignon
 
Per i dolci
Dipende anche dal gusto personale, ma in generale i dolci, in particolare quelli lievitati come il Panettone e il Pandoro, si accompagnano benissimo con vini liquorosi come:
 
Il Recioto, oppure il Passito.
 
Rhum e Grappa di qualità,sono ottimi per accompagnare dolci al cioccolato, frutta secca e torrone. Se preferite, tra i vini può essere indicato anche il Brachetto o la Malvasìa, in particolare per accompagnare dolci cremosi.
 
C'è da dire che, complice anche quest’anno la crisi, moltissimi italiani lo passeranno a casa, pochi al ristorante. Fioccano i consigli di chef ed esperti su cosa cucinare, risparmiando ma al contempo facendo bella figura. Se le portate sono fondamentali per la soddisfazione dei commensali, altrettanto lo sono le bevande. In materia spesso regna l’approssimazione: ammettiamolo, ci divertiamo tutti a giocare ai sommelier, ma spesso del nettare degli dei ne sappiamo ben poco.
 
Ma ecco che interviene il più antico ente nazionale in tema di vino, l’Enoteca Italiana (nata a Siena nel 1933), che ha pensato bene di divulgare un post in rete, nel quale ci siamo imbattuti. Non solo le grandi firme che fanno piangere il portafogli, ma anche bottiglie da scegliere per l’ottimo rapporto fra prezzo e qualità. Il manager di Enoteca Italiana, Salvatore de Lio, consiglia innanzitutto di puntare sul made in Italy, il che non guasta per puntare alla ricchezza del nostro territorio.
 
Si comincia con un bel brindisi all’insegna delle bollicine: qui, dice de Lio, abbondano i prodotti da tutte le regioni, ma se vogliamo andare sul classico scegliamo un Franciacorta o un Trento Doc. Se vogliamo contenere la spesa possiamo puntare sull’Oltrepò Pavese con il Pinot Nero.
Qualche dritta sugli abbinamenti? Presto detto. Nelle regioni del Nord accanto ai tortellini in brodo ci vuole un vino bianco fermo e morbido oppure una Bonarda o un buon Lambrusco emiliano. Per i piatti a base di carne o cacciagione la scelta è ampia: Nebbiolo, Barbera, Chianti, Nero D’Avola, Primitivo di Manduria. Dal Piemonte alla Sicilia, l’importante è che si tratti di rossi giovani e a gradazione media. Per i menù di pesce, preferiti nelle regioni meridionali, il suggerimento è di puntare a su un Vermentino a scelta (Lunigiana, Sardegna, Toscana), oppure su Fiano di Avellino, una Falanghina campana, un Roero Arneis piemontese, un Verdicchio di Jesi, un Soave Superiore veneto.
 
Un capitolo degno di nota è quello dedicato ai vini per accompagnare i dolci natalizi: col pandoro e il panettone Enoteca Italiana consiglia un Asti spumante o il Moscato d’Asti, più delicato e aromatico, oppure il meno noto Moscadello di Montalcino. Con il Panforte i e Ricciarelli di Siena è d’obbligo il Vin Santo toscano. Ma per un connubio con i sapori del Sud la scelta ricade sul Marsala siciliano la Vernaccia liquorosa sarda. Per restare in Sicilia, il Moscato di Pantelleria e la Malvasia delle isole Eolie sono vini adatti per essere sorseggiati mentre si gusta una classica torta alla crema. Per gli amanti del cioccolato, invece, non può mancare sulla tavola delle feste il Barolo chinato da abbinare a un fondente al 70 per cento.
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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