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5 ricette vegan per una Pasqua cruelty free




Celebrare una Pasqua senza crudeltà, in segno di rispetto per tutti gli esseri viventi è facilissimo e alla portata di tutti. Per questo è fondamentale, come primo esempio, rinunciare all’uccisione degli agnelli per il pranzo pasquale

Per dimostrarlo, ho deciso di consigliarvi un menu alternativo per il pranzo di Pasqua totalmente cruelty free, attingendo le ricette da alcuni dei miei vegan food blogger preferiti: Ricette veg, giroVegando in cucina, La Cucina della Capra, Una V nel Piatto e last but not least Uno Cookbook (ma quanto sono bravi!!!).
Per una Pasqua che sia felice non solo per voi, ma anche per gli animali.

ANTIPASTO
Cestini di sfoglia con hummus verde e pomodorini di Ricette veg
Ingredienti:
250 gr di ceci già lessati
1 rotolo di sfoglia pronta
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di tahin
1 limone
1/2 bicchiere di brodo vegetale
1 manciata abbondante di prezzemolo
peperoncino q.b.
zenzero q.b
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
Procedimento:
Anzitutto preparare i cestini di sfoglia. E’ sufficiente tagliare dei cerchi della misura necessaria a ricoprire esternamente gli schirocini di alluminio, in precedenza ben unti. Bucherellare la sfoglia ed infornare a 180° per una ventina di minuti, comunque sino a doratura. Una volta sfornati sarà sufficente una piccola pressione per staccare la sfoglia dagli schirocini di alluminio ed ottenere dei cestini perfetti!
Preprare l’hummus. Più semplice di così, si muore: munirsi di frullatore (a cestello o ad immersione), e passare tutti gli ingredienti sino ad ottenere un composto cremoso e compatto, aggiustando a proprio gusto la sapidità, l’acidità e la speziatura. Versare l’hummus nei cestini di sfoglia, bagnandolo con qualche goccia di limone e decorando con spezie, pomodorini e limone. Un giro di olio evo a crudo ed è fatto.

PRIMO
Raviolini alle erbe aromatiche di giroVegando in cucina
Ingredienti per 3 persone (50 raviolini circa):
300 gr semola di grano duro rimacinata fine
1/2 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaio olio evo
acqua bollente q.b.
360 gr tofu al naturale
60 gr anacardi al naturale, non tostati né salati
1/2 cucchiaino sale fino
2 cucchiai lievito alimentare in scaglie
20 gr foglie di basilico
20 gr erba cipollina
20 gr foglie di prezzemolo
pepe, noce moscata
4-5 cucchiai olio evo
una decina di foglie di salvia
semi di papavero q.b.
Procedimento:
Su una spianatoia versiamo la farina a fontana, versiamo al centro l’olio e la curcuma, iniziamo ad amalgamare con una forchetta, aggiungendo poca acqua bollente alla volta, poi con le mani (stando attente a non bruciarci). Continuiamo ad impastare e ad aggiungere acqua finché si crea un composto omogeneo e liscio, una volta ottenutolo lavoriamo la pasta per 10 minuti, poi formiamo un panetto, avvolgiamolo nella pellicola trasparente e lasciamolo riposare per almeno 30 minuti.
Intanto in un robot da cucina posizioniamo gli anacardi, il sale e il lievito alimentare. Frulliamo prima a velocità ridotta e poi sempre più velocemente, fino a ridurre tutto in polvere. Aggiungiamo il tofu spezzettato, il basilico, il prezzemolo e l’erba cipollina precedentemente tagliata pezzetti. Frulliamo ancora. Se notiamo che il composto è troppo sodo aggiungiamo un cucchiaio di acqua. Pepiamo e aggiungiamo noce moscata a piacere.
Riprendiamo il nostro impasto e cominciamo a tirare la sfoglia sino a raggiungere lo spessore di 2-3 mm. Dividiamola a metà con una linea immaginaria e disponiamo nella metà superiore piccole porzioni di ripieno prelevate con un cucchiaino, distanziate le une dalle altre di almeno un dito.
Concluso il ripieno pieghiamo la metà inferiore della sfoglia su quella superiore. Passiamo un dito lungo tutti i bordi e tra le porzioni di impasto, in modo da togliere ogni bolla d’aria. Con un coltello affilato ritagliamo i nostri ravioli a forma quadrata, lasciando una cornice di impasto vuota attorno al ripieno. Sigilliamo bene i bordi premendo con le dita.
Versiamoli in acqua bollente salata e appena vengono a galla sono pronti. Scoliamoli con una schiumarola e posizioniamoli direttamente nella padella in cui avremo fatto scaldare per qualche minuto a fuoco dolce l’olio con le foglie di salvia. Facciamoli saltare delicatamente a fuoco vivace.
Impiattiamo ed aggiungiamo 1/2 cucchiaino di semi di papavero per ogni porzione.

SECONDO
Polpette di borlotti e formaggio di anacardi di La Cucina della Capra
Ingredienti per 4 polpette:
200g di fagioli borlotti lessati
una carota
mezza cipolla rossa piccola
un cucchiaino di coriandolo in polvere
pangrattato qb
sale
olio evo
Procedimento:
nel mixer sminuzzate le verdure, poi aggiungete i fagioli, un po’ di sale, il coriandolo e riducete ad una purea. Aggiungete pangrattato e impastate finchè l’impasto diventa abbastanza sodo. Con le mani formate le polpette, passatele nel pangrattato e mettetele a cuocere in una padella con poco olio finchè sono dorate su entrambi i lati. Facendo attenzione a non romperle, adagiatele su un piatto e lasciate intiepidire e rapprendere.
Ingredienti per il formaggio di anacardi:
una tazza di anacardi non tostati
sale
uno spicchio di aglio
erbe aromatiche fresche
Procedimento:
lasciate gli anacardi in ammollo per una notte, poi sciacquateli e frullateli con l’aglio e un po’ di sale. Aggiungete anche le erbe che preferite. Riponete in frigorifero per qualche ora. Spalmate su pane tostato o usatelo come meglio preferite. Buon appetito!

CONTORNO
Broccoli pastellati al forno di Una V nel Piatto
Ingredienti:
broccolo – q.b
farina di grano tipo 2 bio e macinata a pietra – 120 gr
olio evo bio e locale – 1 cucchiaio scarso
patè di pomodori secchi – 1 cucchiaino
aglio in polvere – q.b
mix creola (pepe) – q.b
sale grigio Bretone – q.b
lievito per dolci non aromatizzato – 2 cucchiaini rasi
acqua frizzante – q.b
limone biologico – 1
Preparazione:
Lavare sotto l’acqua corrente il broccolo dividendo tutte le cimette ed eliminando il gambo (che andremo ad utilizzare per preparare brodi o zuppe) Asciugarlo con un canovaccio pulito e tenerlo da parte. In una ciotola versare la farina setacciata, un pizzico di aglio in polvere, una macinata di pepe, un cucchiaino di patè di pomodori secchi (che come spiegavo si può sostituire con lievito in scaglie), sale quanto basta, il lievito e un cucchiaio di olio evo.
Aggiungere l’acqua a filo e mescolare con un frustino, la pastella dovrà restare leggermente densa ma fluida, dovrà attaccarsi per bene al broccolo. Coprire con carta forno una teglia o quella del forno, passare le cimette nella pastella scolandole da quella in eccesso e adagiarle mano mano che si preparano sulla teglia. Infornare a 180° fino a quando la pastella non si asciuga, si cuoce e si dora leggermente. A metà cottura potete anche girare le cimette di broccolo staccandole dalla carta forno con l’aiuto di un coltello a lama liscia, altrimenti se avete il forno ventilato con cottura sopra e sotto potete anche lasciarle senza girarle. Una volta cotte servirle su di un piatto da portata in cellulosa biodegradabile con una spruzzatina di limone e una macinata di sale grigio. Sono buone calde, tiepide ma anche fredde.

DOLCE
Pastiera 100%veg di Uno Cookbook
Ingredienti:
per 700 grammi di ricotta di soia:
latte di soia – 3 litri
aceto di mele – 75 ml
sale integrale – qb
per la pasta frolla:
farina di farro bianca – 200 grammi
farina di farro integrale – 200 grammi
burro di soia – 200 grammi
panela (zucchero di canna integrale) – 100 grammi
acqua fredda – 50 ml
vaniglia bourbon macinata – 1/2 cucchiaino
sale integrale – 1 cucchiaino raso
bicarbonato – 1/2 cucchiaino
per il ripieno:
grano precotto – 700 grammi
ricotta di soia – 700 grammi
latte di soia – 500 ml
burro di soia – 1 cucchiaio colmo
scorza di limone bio grattugiata – 1 limone
panela (zucchero di canna integrale) – 350 grammi
vaniglia bourbon macinata – 1/2 cucchiaino
arrow root o amido di mais – 5 cucchiai
acqua di fiori di arancio – 1 cucchiaio
scorza di cedro candita – 2 cucchiai
scorza di arancia candita – 2 cucchiai
Procedimento:
Prepara la ricotta: Versa il latte in un pentolino e porta a bollore. Quando il latte bolle versa l’aceto e mescola lentamente con una frusta per circa 30 secondi fino a quando tutto il latte avrà cagliato. Spegni il fuoco e raccogli un po’ alla volta il latte cagliato, versalo in un colino dalle maglie fitte e sciaqualo sotto acqua corrente per eliminare l’aceto. Versa il latte cagliato e sciacquato in un colapasta coperto di garze. Metti in frigorifero e lascia sgocciolare per almeno 24 ore. Infine aggiungi un po’ di sale integrale e la ricotta è pronta. Se vuoi dare la caratteristica forma alla ricotta lascia sgocciolare il latte cagliato per circa 4 o 5 ore dopodichè aggiungi il sale e pressa tutto in una formina da formaggio e metti di nuovo in frigorifero a perdere altro liquido per almeno altre 20 ore. Con queste quantità si ottengono circa 700 grammi di ricotta di soia.
Prepara la frolla: Versa tutti gli ingredienti in una ciotola e mescola prima con una forchetta poi conle dita fino ad ottenere un impasto molto morbido e profumato. Copri l’impasto con pellicola da cucina e metti in frigorifero per almeno 1 ora. Prendi 2/3 dell’impasto e stendili su di un piano ben infarinato; forma un cerchio con il quale coprirai una tortiera dal diametro di 26 o 28 cm. Prendi 1/3 dell’impasto e forma un lungo serpentello con il quale formerai i bordi della torta. Schiaccia questo serpentello tutto attorno alla base aiutandoti con le dita umide. Tieni da parte un po’ di frolla per coprire la parte superiore della torta con le caratteristiche losanghe.
Prepara il ripieno: per prima cosa versa il grano, la scorza di limone, il burro ed il latte in un pentolino. Accendi un fuoco dolce e porta ad ebollizione. Cuoci fino a quando il latte sarà completamente assorbito. Spegni il fuoco e lascia raffreddare a temperatura ambiente.
In una ciotola versa la ricotta di soia, lo zucchero, l’amido, la vaniglia e l’acqua di fiori di arancio. Mescola bene fino ad ottenere una crema. Aggiungi il grano cotto nel latte e i canditi. Mescola delicatamente con un cucchiaio e poi versa questa crema nella tortiera, nell’impasto di frolla. Copri la parte superiore della pastiera con piccole strisce incrociate di pasta frolla e cuoci in forno a 170° per un’ora circa. Spegni il forno e lascia raffreddare la pastiera in forno con lo sportello semi aperto. Metti la pastiera in frigorifero per almeno 3 ore prima di servirla. Servila coperta di un leggero strato di zucchero a velo.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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