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Capodanno nel mondo, le tradizioni pi¨ strane per salutare il nuovo anno




Dalla Grecia alla Russia, dal Giappone al Brasile, passando dalla rottura del melograno alla divinazione del futuro attraverso una colata di piombo, i 108 rintocchi delle campane buddiste e molto altro

È proprio il caso di dirlo: Paese che vai, stranezze che trovi.
 

Scopriamo come si festeggia il Capodanno nel Mondo.

Il viaggio alla scoperta delle tradizioni folcloristiche che animano la notte di San Silvestro comincia dall’Italia. Nel nostro Paese è abitudine salutare l’anno nuovo pasteggiando con cotechino e lenticchie che, secondo credenza popolare, sarebbero benaugurali e porterebbero soldi a chiunque le mangi. Allo scoccare della mezzanotte è d’obbligo il brindisi, da fare guardandosi negli occhi e pronunciando “cin cin” (in alcuni casi si deve appoggiare il bicchiere sul tavolo prima di fare il primo sorso). I festeggiamenti proseguono poi con le delizie nostrane (il panettone e il pandoro in prima fila) e con un romantico bacio da scambiarsi con il proprio partner sotto un rametto di vischio.
 
In Spagna i festeggiamenti sono molto simili a quelli italiani. Qui l’usanza tipica è quella di mangiare l’uva allo scoccar della mezzanotte: si preparano 12 acini e se ne inghiotte uno ad ogni rintocco dell’Orologio della Puerta del Sol di Madrid (le sue campanadas sono trasmesse su tutte le rete tv nazionali). Come in Italia, inoltre, porta fortuna indossare un indumento intimo di colore rosso e posare un anello nel bicchiere del brindisi di mezzanotte per propiziare la buona fortuna. Dopo aver fatto tintinnare i bicchieri per tre volte consecutive, si brinda pronunciando la formula “Arriba, abajo, al centro y pa’ dentro” e bevendo tutto d’un sorso.
 
In Grecia il giorno di Capodanno si festeggia San Basilio (anziché San Silvestro, ndr), che porta doni ai bambini. Una volta superata la soglia di casa, ogni ospite deve rompere un melograno, gettandolo per terra: più chicchi si spargeranno, più fortuna avranno i proprietari di casa. A tavola si gusta, invece, la vassilopitta o torta di San Basilio, un pane dolce che nasconde al suo interno una monetina d’oro o d’argento: chi la troverà, avrà un anno fortunato e prospero. Per quanto riguarda i dolci, i più gettonati sono i kurabiedes (frutta secca e dolcetti) e i melomakarona (biscotti con ripieno di miele o sciroppo). Ad accompagnare il tutto le kalanta, le tradizionali canzoni greche.
 
In Inghilterra si usa fare un vero e proprio veglione di Capodanno, dove è tradizione mangiare il tacchino ripieno di castagne e il Christmas Pudding, un tipico dolce al cucchiaio molto spesso è arricchito con monete d’argento. La notte di San Silvestro, inoltre, i sudditi della Regina si divertono partecipando a diversi giochi, come pescare con le mani la frutta secca che galleggia su un liquore infiammato, saltare all’interno di un cerchio composto da 13 candele rosse disposte sul pavimento senza spegnerne nemmeno una e, infine, mangiare una mela che si trova sospesa ad un filo senza spegnere la candela inserita nell’altra estremità. Insomma, una sorta di rivisitazione del film cult “Il tempo delle mele” in chiave rigorosamente british.
 
I tedeschi trascorrono il Capodanno tutti agghindati e mascherati come fosse Carnevale. Si brinda al nuovo anno con il Feuerzangenbowle, la bevanda della fraternità e delle associazioni studentesche a base di vino rosso, cannella, chiodi di garofano, bucce d’arancia e rum. Nel corso della serata si offrono noci, nocciole e uvetta a tutti i parenti, amici e conoscenti. Nelle regioni protestanti si consuma l’aringa affumicata, che sembrerebbe essere anche un ottimo toccasana per far passare la sbronza. Un’altra tipica usanza made in Germany è Das Bleigießen, letteralmente “colata di piombo”, che consiste nel versare il piombo nell’acqua fredda per conoscere il futuro (se il piombo forma una palla è un buon segno).
 
La Russia è, invece, l’unico Paese dove il Capodanno si festeggia per ben due volte: il 31 dicembre secondo il calendario Gregoriano e il 13 gennaio secondo quello Giuliano (anche detto Capodanno vecchio). Il 31 si fa l’albero e si aspetta la mezzanotte scandita dalla Torre Spasskaja del Cremlino per ballare e mangiare (la specialità del luogo sono le prugne secche farcite di nocciole ricoperte di panna acida). Le portate del cenone (sembrerà scontato dirlo, ma non manca l’insalata russa) sono accompagnate da champagne e vodka ghiacciata. Altra usanza tipica è poi quella di aprire la porta di casa al dodicesimo rintocco per far entrare l’anno nuovo.
 
I giapponesi si preparano a celebrare Toshigami, la divinità dell’anno nuovo, dedicandosi alle pulizie domestiche. I festeggiamenti veri e propri hanno, però, luogo dal 31 al 3 gennaio (Shogatsu), periodo dell’anno durante il quale si ringraziano gli dei che proteggono i raccolti e si dà il benvenuto agli spiriti degli antenati. Per questa ricorrenza si usa esporre decorazioni di rami di pino e bambù (kadomatsu) e decorazioni di fili di paglia (shime-kazari) all’ingresso delle case. Allo scoccare della mezzanotte le campane dei templi buddisti rintoccano 108 volte, tanti rintocchi quanti sono gli elefanti di Bonō per confessare tutti i peccati degli uomini.
 
Nel Sud America ci si veste tutti di giallo, il colore dell’oro, del sole e della luce. Anche qui si mangiano 12 chicchi di uva nera e il capofamiglia getta il contenuto di un bicchiere di vino all’indietro per allontanare da casa la sfortuna. In particolare, in Messico, per tutta la giornata si accende e si spegne il fuoco gettando tra le fiamme pietre, pestelli o mestoli di legno. Infine, in Brasile ci si agghinda tutti rigorosamente di bianco vestiti, per cavalcare le prime 7 onde dell’anno e rendere così omaggio a Yemanjá, la divinità che protegge i mari e i bambini.
 
In Ecuador e in Perù si esibiscono fuori la propria abitazione dei manichini di cartapesta (a volte con le sembianze di personaggi famosi, calciatori, etc.) riempiti di petardi così da bruciare ed esplodere ai rintocchi della mezzanotte.
 
Il Capodanno islamico si festeggia il primo giorno del mese di Muharram, uno dei quattro mesi sacri dell’anno. Il suo nome è connesso con la parola haram che significa “proibito per motivi religiosi”, e difatti in questo mese era considerato tabù fare la guerra, e spesso si rinunciava a combattere. Dal momento che il calendario islamico è rigidamente lunare, il mese di muharram non ha una posizione fissa rispetto al calendario gregoriano e può corrispondere a qualsiasi periodo dell’anno gregoriano.
 
Il capodanno cinese (capodanno lunare), si festeggia in diversi Paesi dell’estremo oriente (tra cui Cina, Giappone, Corea, Mongolia, Nepal, Bhutan) in corrispondenza del novilunio, che cade tra il 21 gennaio e il 19 febbraio. È usanza scambiarsi regali come cioccolatini e pupazzetti corrispondenti all’animale simbolo del calendario cinese dell’anno che verrà.
 
Sicuramente la maggior parte delle persone associa l’idea di trascorrere Capodanno negli Stati Uniti con le immagini delle vie di New York invase da migliaia di persone in festa, circondate da luci, musiche e spettacoli…. una sensazione unica ed irripetibile.
 
Ebbene ogni anno, la più grande festa a New York non potrà che tenersi a Times Square. Sarà, come da tradizione, una festa spettacolare, con suoni, coreografie ed effetti speciali degni degli studios di Hollywood. Naturalmente non mancherà la ormai tradizionale ed indimenticabile “New Year’s Eve Ball“, cioè la palla di luce che dal 1907 ogni anno a mezzanotte del 31 dicembre viene abbassata su Times Square scendendo dalla Times Tower come segno e augurio di buon anno.
 
Dal 31 dicembre 2008 si utilizza una nuova palla, che sostituisce la precedente disegnata da Waterford Crystal per il Capodanno del 2000. L’illuminazione della vecchia palla era stata studiata da Con Edison. Aveva un diametro di quasi due metri, e pesava quasi 500 Kg! Aveva una struttura in alluminio ed era coperta da 504 triangoli di cristallo (disegnati da Waterford), che per ogni anno di utilizzo venivano costruiti con una forma diversa e con un significato particolare (per esempio, nel 2000 rappresentavano le “stelle della speranza”, nel 2004 la “Speranza di Unità” e nel 2007, invece, i 72 triangoli di cristallo rappresentano i messaggeri di Pace, in quanto il tema è appunto la “Speranza di Pace”). L’esterno della palla è illuminato da ben 168 lampadine, mentre all’interno se ne trovano altre 432 di cinque colori diversi più 96 luci stroboscopiche. Infine, completano l’opera 90 specchi piramidali rotanti che creano giochi di luce ed effetti che si riflettono su tutta Times Square. La palla verrà appesa come ogni anno all’edificio del “New York Times” (su Broadway/7th Ave compreso tra la 42th e la 43th).
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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