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La vita dopo la morte




di Dolores Cannon

LA TRANSIZIONE 

Quando tengo delle conferenze o scrivo in merito all’esperienza della morte che può emergere durante l’ipnoterapia e la regressione nelle vite passate, le domande principali che molte persone pongono sono che cosa si prova a morire e se esiste davvero la vita dopo la morte. La risposta alla seconda domanda è: sì!

Per quanto riguarda la prima domanda, forse sarebbe meglio che fossero i miei soggetti a parlare direttamente dell’esperienza della morte. Ma per cominciare, lasciatemi dire che con la morte arriva la saggezza. Accade qualcosa con la perdita del corpo fisico: si apre una nuova e completa dimensione della conoscenza che precedentemente era sconosciuta al soggetto, durante la sua vita cosciente. La vita dopo la morte rivela le risposte alle domande che fin dall’inizio ci hanno tormentati.

La vera natura di un essere umano, l’anima, rimane impedita e nascosta all’interno del corpo fisico. Lo spirito, che esisteva prima che il corpo nascesse, prosegue dopo la morte del corpo. Liberatosi del corpo fisico, lo spirito può percepire molto più di quello che potremmo mai immaginare durante la nostra vita sulla Terra. Perciò, quando parlo con le persone che hanno sperimentato la vita dopo la morte, sono in grado di ottenere le risposte a molte sconcertanti domande che lasciano perplessi.

Ciò che è emerso durante le sessioni che coinvolgono la vita dopo la morte dipende dalla personale crescita spirituale di quella particolare anima coinvolta nella regressione. Alcune anime posseggono più conoscenza di altre, avendo appreso più lezioni in molte vite, e sono in grado di esprimere la verità in termini più semplici da afferrare per quelli di noi che si trovano ancora in una forma fisica.

Le descrizioni più comuni che ho raccolto del momento in cui avviene la morte sono quelle di una sensazione di freddezza, poi all’improvviso lo spirito si ritrova accanto al precedente corpo fisico. In un primo momento, solitamente non riesce a capire come mai le altre persone presenti sulla scena siano sconvolte, dato che lui si sente meravigliosamente bene. La sensazione globale che lo spirito sperimenta quando scopre che c’è davvero la vita dopo la morte è più di euforia che di timore.

Ecco ciò che riporta una donna di ottant’anni durante una regressione quando, sul punto di morire, cominciò a realizzare che la vita dopo la morte è una cosa reale. È un tipico esempio che ho riscontrato più volte: “Mi muovo lenta… ci mette così tanto (lamentandosi). Non c’è più gioia. Sono così stanca.”

Poiché evidentemente stava sperimentando disagio, la portai avanti nel tempo, quando l’esperienza della morte era giunta al termine. Quando finii il conteggio per farla avanzare, l‘intero corpo del soggetto sobbalzò sul letto e la donna improvvisamente sorrise. La sua voce adesso era piena di vita, niente a che vedere con il tono stanco emesso solo alcuni istanti prima. Ella esclamò: “Mi sento libera! Sono luce!”. Una volta conosciuta la verità sulla vita dopo la morte, si sentiva nella beatitudine. 

Quando lo spirito è libero, avendo lasciato alle spalle il corpo fisico e il controllo della mente cosciente, la vita dopo la morte diventa realtà.

L'ALTRO LATO

Dopo la morte è possibile che per alcune anime ci sia un periodo di confusione, ma non per tutte, dipende dal modo in cui una persona è deceduta, se si è trattata di morte naturale, improvvisa o inaspettata, serena o violenta. In tutte le regressioni, l’elemento principale che ho riscontrato è la certezza che dopo la morte non si è mai soli, tutti noi veniamo aiutati a vivere questa esperienza.

Mentre era in uno stato di trance profonda, uno dei miei soggetti riferì ciò che segue sulla vita dopo la morte, in particolar modo sulle prime esperienze che lo spirito vive dall’altro lato: “C’è un periodo di orientamento, di ri-orientamento, che per alcuni può essere anche causa di confusione non appena capiscono dove dovrebbero andare. Ma non devono preoccuparsi, perché immediatamente viene inviato loro un aiuto. Generalmente sopraggiunge un gruppo di anime con le quali ci sono stati stretti legami karmici nelle vite precedenti. Loro stesse si trovano nel periodo intermedio fra un’incarnazione e l’altra e sono lì per accogliere il defunto.”

Il soggetto continuò spiegando che riconosceremo le anime che vengono ad accoglierci. Ricorderemo l’ultima vita nella quale siamo stati con loro, e poi cominceremo a ricordare altre vite che abbiamo vissuto con loro, in quanto la “memoria dell’anima” si risveglia.

A causa del karma, non solo c’è vita dopo la morte, ma ci sono molte vite dopo molte morti.

Dopo aver attraversato l’esperienza della morte, all’anima verrà offerta qualsiasi guida di cui avrà bisogno. La vita dopo la morte è garantita perché l’anima è indistruttibile. Per gli esseri umani, accettare la morte dovrebbe essere facile quanto abbracciare la vita, perché una non può esistere senza l’altra. Lo spirito non è solamente un qualcosa che risiede in un corpo, è energia eterna creata dalla Sorgente.

Se la vita dopo la morte è garantita, cosa facciamo dopo che l’anima ha lasciato il corpo fisico prima di reincarnarsi per vivere un’altra vita sulla Terra? I miei soggetti hanno descritto una condizione nella quale l’anima apprende lezioni attraverso grandi maestri e nella quale ha accesso a tutte le informazioni che le servono per imparare e per crescere. Queste scuole di conoscenza esistono sul piano astrale, che può assomigliare al piano fisico della Terra, ma molto più evoluto e raffinato.

Vi si possono vedere edifici incredibili, vegetazione e paesaggi bellissimi, il tutto immerso in un’energia e con dei colori più puri e vibranti di qualsiasi altro sulla Terra. È quello che potremmo chiamare il Paradiso. Quando si fa esperienza della vita dopo la morte, il Paradiso può essere pensato come dei piani astrali superiori della Terra, dove le anime si recano per studiare ed apprendere dalle loro esperienze fisiche.

Il concetto di Cielo è astratto e difficile da descrivere in termini umani per poter essere compreso sul piano fisico, perché coinvolge i piani più elevati dove tutto è energia. Le anime che sono sulla Terra per apprendere dalla vita vanno poi in Paradiso per continuare ad apprendere dalla vita dopo la morte. Quando finalmente le anime hanno appreso tutte le lezioni di vita necessarie, non hanno più bisogno di incarnarsi sulla Terra e possono fondersi con la pura energia del Creatore nel Cielo, la meta finale.

 IL RITORNO SULLA TERRA

Quando uno spirito o un’anima sperimenta la vita dopo la morte ed apprende le lezioni in Paradiso, sui piani astrali, esamina anche la famiglia che verrà valutata per rinascere sulla Terra.

Una donna con cui parlai di questo, trovò la sola idea inquietante: “Vuoi dire che il mio bambino mi ha osservato per tutto il tempo della gravidanza?”, chiese sgranando gli occhi dallo stupore. A quanto pare, tutto ciò fa parte del piano in cui ci si trova durante la vita dopo la morte e dimostra che lo spirito ha il completo controllo delle circostanze che riguardano la sua nascita.

La maggior parte delle anime non entra all’interno del corpo fino a quando il bambino non compie il suo primo respiro, anche se esistono particolari circostanze in cui l’anima può entrare nel corpo poco prima o poco dopo la nascita. In ogni caso, la verità è che mentre sperimenta la vita dopo la morte, l’anima determina a quale famiglia unirsi, generalmente sia a causa di antichi legami karmici sia per le possibilità offerte di apprendimento di lezioni di vita.

Durante la vita dopo la morte, l’anima sceglie quali genitori sulla Terra desiderano congiungersi, sulla base di quanto si può imparare e del karma su cui si ha bisogno di lavorare con i particolari membri di una particolare famiglia.

Nel corso di una regressione che esplorava la vita dopo la morte, uno dei miei soggetti spiegò come le migliori intenzioni che si hanno quando si è sul piano astrale non sempre vengano ben vissute quando ci si trova poi sul piano fisico della Terra: “Sul piano dello spirito le cose sembrano così semplici, ma quando ti trovi in un corpo fisico, le cose diventano molto più complicate e si perde di vista l’obiettivo.”

Esplorando il fenomeno della vita dopo la morte, ho condotto molti soggetti in regressione sia attraverso l’esperienza della morte che della rinascita. Lo spirito può scegliere di osservare la nascita e di entrare nel corpo del bambino dopo che è già nato, oppure può decidere di entrare nel bambino mentre si trova ancora all’interno del corpo della madre, in modo da sperimentare la nascita fisica.

I soggetti con i quali ho lavorato hanno riferito che allo spirito non piace troppo trovarsi all’interno del feto in via di sviluppo. Questi spiriti descrivono sensazioni di calore ed oscurità e di sentirsi estremamente scomodi e stretti. La maggior parte si incarna quando il bambino sta nascendo.

In tutti gli anni in cui ho praticato la regressione nelle vite passate ed ho investigato sulla vita dopo la morte, sono stata testimone di diverse cose strane, ma nessuna forse è più strana quanto quella di osservare qualcuno attraversare il processo della nascita. Si sperimenta spesso una forte pressione sulla testa e sulle spalle, e talvolta anche di ansimare, come se si avesse difficoltà a respirare.

Quando un’anima rammenta l’esperienza della nascita che segue la vita dopo la morte, riferisce di non vedere nulla durante la nascita fisica fino a quando non esce alla luce. È interessante notare che non è così diversa dall’esperienza della morte, quando anche in quel caso l’anima ricorda di aver visto la luce.

Una volta nati in un corpo fisico, si avverte freddo e ci si sente confusi. I primi vagiti esprimono la frustrazione per non essere in grado di comunicare. Poi scende l’oblio, e i ricordi della vita dopo la morte e delle altre esistenze svaniscono.

Fonte liberamente.co

Autore: 1406 1406



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