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Luna piena 2 giugno, luna della rosa o del miele




La Luna della rosa o del miele è la terza luna dell’anno

L'inizio della luna della rosa o luna del miele  si colloca quasi  sempre nel mese di maggio per proseguire nel mese di giugno, arrivando a volte a toccare il 24 giugno la festa di S. Giovanni.

Secondo l’agrilunario di Strie, consultato per l’occasione, il clima lunare per la Luna della rosa  è il seguente:
Il Novilunio della Luna della rosa avviene come nel nostro caso  generalmente in Toro, segno di terra che stabilizza il clima in genere ancora “ballerino”. Meno sovente la Luna Nuova potrebbe compiersi in Gemelli  indicando clima volubile, come questo segno, e arieggiato.


Il motivo per cui la Luna della rosa o del miele si chiama in questo modo è la fruttificazione dei fiori fecondati il giorno della festa di  Beltane (1 maggio) . In questa Luna i fiori, straboccanti di nettare, attraggono insetti per favorire l’impollinazione e la fecondazione. La forza generatrice della natura è al suo picco massimo, i frutti appaiono sugli alberi, i fiori sono gonfi di bellezza e profumo. L’erba è verde smeraldo e le foglie sono fresche e nuove. In questa lunazione le api si dedicano alla danza al sole prima della produzione del miele con cui si produceva (e si produce tuttora) la bevanda degli dei: l’idromele. Il miele infatti, noto come “nettare degli dei”. Il colore stesso del miele riporta alla mente il Sole, quindi il calore, la vita e la divinità. La sua dolcezza priva di compromessi ci ricorda la bellezza della vita e delle giornate che si allungano sempre di più fino alla festa di San Giovanni (24 giugno) quando dopo il picco di luce comincerà la parte oscura dell’anno e la discesa.
Questa lunazione ci porta all’abbondanza della vita, alla forza della crescita e all’energia di rinnovamento e ricchezza che spira ovunque, nei profumi e nello sbocciare di tutto ciò che è luce e colore. In questo periodo, le coppie animali createsi nella lunazione precedente hanno i loro giochi d’amore e gli accoppiamenti danno vita alle prime gestazioni. In questa lunazione abbiamo la lotta per la nuova regina nell’alveare. Più d’una infatti sono le pupe che vengono nutrite a pappa reale per favorire la metamorfosi in regine, ma è solo la prima che si sveglia nella sua cella che sarà la destinata e ucciderà senza alcuna remora le sue sorelle (a meno che le operaie non le abbiano tenute separate per poter così supplire ad un mancato ritorno della regina), prima di alzarsi per il volo nuziale inseguita dall’orda di fuchi. E qui ecco la regina alzarsi sempre più in alto per essere raggiunta solo dai più forti che si accoppieranno con lei in volo. Una situazione analoga si ritrova anche nelle formiche, dove però la regina, giunta a terra, si strappa a morsi le ali prima di cominciare a deporre le uova.


Il simbolismo della Lunazione del Miele è proprio la trasformazione da fiore a frutto e quindi la maturazione di qualcosa di non commestibile in qualcosa di invece destinato al nutrimento. La metafora del miele è appunto quella più calzante in quanto le api non solo trasformano il nettare dei fiori in miele, ma favoriscono anche l’impollinazione del 80% delle specie floreali presenti su questo pianeta, permettendo lo scambio, la fecondazione e la riproduzione delle piante.
In questa Lunazione paradossalmente l’essere umano si disallinea totalmente dal ciclo naturale in quanto sentiamo addosso tutta la stanchezza dell’anno passato, e arranchiamo verso le vacanze estive che ci permetteranno così una rigenerazione per affrontare un nuovo inizio con l’ingiungere, invece, della chiusura dell’anno.
Questa Lunazione è una prima luna di raccolto, quindi di reinvenzione e di revisione di ciò che siamo. La sua energia è utile a vivere ciò che abbiamo ottenuto con gli sforzi che abbiamo fatto durante l’anno fino a questo momento. E’ il momento per una proposta di nozze, per fermarsi due secondi, godersi il sole, starsene sdraiati all’aperto e lasciare che le energie rigeneratrici della terra, nel ronzare degli insetti, nel vento che scuote gli alberi, ci rendano la forza e il desiderio di affrontare qualsiasi cosa dobbiamo raccogliere perché noi stessi l’abbiamo seminata. E’ quindi energia di una presa di posizione per la propria vita, per le proprie scelte future e passate e ciò che siamo ora in rapporto a queste scelte, oltre che ciò che saremo.
Articolo preso dal sito http://www.thereef.it/ e riveduto da Cammina nel Sole (Maria Rosaria Iuliucci)
Fonte agrilunario : www.strie.it

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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