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Luna della Quercia




La Luna della Quercia è il nome del plenilunio di Dicembre

Il Plenilunio di Dicembre è conosciuto come Luna della Quercia. L’Esbat prende il nome dalla millenaria battaglia fra il Re dell’Agrifoglio e il Re Quercia che nel Solstizio d’Inverno si insedia sul Trono del Reame Terrestre. La Luce è rinata nella Tenebra, la Dea nel suo manto notturno nasconde il figlio della promessa ai pericoli dell’Inverno. Celebriamo questa Rinascita e la grandezza della Nostra Madre Dea. E’ tradizione accendere un celo fino al Solstizio se il Plenilunio precede questo evento. L’animale totemico è l’Alce che incarna la rinascita, infatti gli antichi nativi americani credono che l’Albero della Vita sorga delle corna di un’ alce. Rappresenta la resistenza e la forza di superare i rigori dell’Inverno.

Rituale della Luna della Quercia

Sull’Altare porrete un’immagine di un’ Alce. A Nord sistemerete una candela blu scuro.

Radicatevi e Centratevi.

Consacratevi con olio.

Create lo spazio sacro.

Innalzate un Cerchio mentale.

Incarico della Dea.

Ruotate deosil attorno al Cerchio salmodiando:

Il triste freddo ostacola la Luce ma è rinata. Sia Lode alla Dea Madre. Vieni Fredda Pietra noi non ti temiamo.

Cominciate l’Invocazione nella Posizione della Dea:

Grande Signora del Plenilunio! Benevola (nome dea)! Che ti risvegli nel cielo stellato quando il Sole varca i Cancelli della Notte. Tu che porti sulla fronte il diadema della falce lunare, Sovrana della Magia e dei mondi incantati, Madre Gravida delle prodigiose creature, ascolta questa invocazione, scendi da lassù e manifestati a questo tuo figlio/figlia.

Accendete la candela.

Eseguite il vostro Incantesimo (opzionale).

Ringraziate la Dea per aver nuovamente generato il Figlio.

Ringraziate la Dea con queste parole:

Oh Benevola Dea della Luna, Signora di ogni Splendore, Ti ringrazio di esser venuta qui, da molto lontano. Ti ringrazio per la tua amorevole presenza e per le dolci parole. Resta accanto a me, Tenebra nella Luce, Luce nella Tenebra.

Banchetto.

Congedo e assorbimento del Cerchio.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Approvata la delibera per trasfusioni pi sicure in Toscana

In seguito all\'errore di Grosseto che costato la vita a un uomo arriva il provvedimento. Sulle sacche di sangue, oltre al codice identificativo, dovr essere scritto anche il nome del paziente. Previsto anche l\'utilizzo di un specifica terapia farmacologica in caso di errore.




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