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I Sette Santi Rishi




I Rishi sono gli ispiratori dei Veda degli antichi indiani, le guide della prima epoca successiva al diluvio universale che distrusse Atlantide.
Sono rappresentati nella volta celeste dalle sette stelle dell’Orsa Maggiore o Grande Carro. I loro nomi, secondo la tradizionale astrologia indiana corrispondono alle sette stelle che compongono la costellazione, accanto a questi vi sono i nomi delle stelle dell’astronomia occidentale.

Kratu – Dubhe
Pulaha – Merak
Pulastya – Phecda
Atri – Megrez
Angiras – Alioth
Vashista – Mizar
Bhrigu – Alkaid


La loro conoscenza invece trova un suo riflesso nelle Pleaidi, le Sette Sorelle nella costellazione del Toro, dalla stessa porta cosmica da cui il nostro sistema solare entrò nell’universo.

Incorporavano gli insegnamenti del Manu, il più alto iniziato atlantideo, che intessé nel loro corpo eterico la saggezza contenuta nei sette oracoli di Atlantide. Traevano questa conoscenza dal Sacro Libro dai 12 capitoli che il Manu scrisse per preservare tutta la conoscenza accumulata ad Atlantide.

Successivamente al Diluvio Universale, che sommerse il continente di Atlantide, il Manu guidò gli atlantidei più avanzati verso l’Asia Centrale. Da qui i primi iniziati del Manu furono inviati nel Nord dell’India per costituire il nuovo nucleo spirituale della prima cultura post-atlantica: ebbe così inizio l’epoca paleo-indiana.

Gli antichi indiani si sentivano degli stranieri nel mondo materiale, dato che le facoltà chiaroveggenti atlantidee stavano per la prima volta venendo meno. Sentivano nostalgia dei mondi spirituali e ritenevano la realtà materiale un’illusione, la Maya, da rifuggire: non avevano alcun interesse nella natura. Così i Sette Santi Rishi li istruivano con poemi, poesie e canzoni che ridestavano negli antichi indiani la percezione del mondo spirituale nel mondo fisico.

Chiunque avesse visto questi sant’uomini non li avrebbe riconosciuti come tali: apparivano come persone semplici. Ma quando parlavano, si manifestavano attraverso i loro corpi eterici i Sette Geni Planetari che ne facevano uno strumento di comunicazione spirituale. Dunque le loro parole erano magiche, in grado di comandare la volontà di quegli uomini appena nati sul piano fisico. Annunciarono così la discesa dello Spirito Solare, il Cristo come Vishva Karman, che sarebbe disceso sul piano fisico solo nella quarta epoca greco-romana.

Alla fine dell’epoca paleo-indiana, la conoscenza dei Rishi si riversò in forma trasformata nella seconda epoca post-atlantica, quella paleo-persiana. Zarathustra fu il grande maestro di quell’epoca che presentò Vishva Karman come Ahura Mazdao.

La conoscenza spirituale dei Sette Santi Rishi si ripresenterà infine in forma cristificata durante la settima e ultima epoca di cultura post-atlantica, la futura epoca americana.

Fonte giorgiots.wordpress.com/

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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