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I Chakra della donna e dell'uomo




Maschio e femmina hanno lo stesso numero di chakra ma le polarità di ognuno sono invertite.
Nell’uomo il primo chakra è di polarità positiva: si muove verso fuori, azione, forza.
Nella donna è negativo: riceve dentro.
Già da questo si capisce che le polarità inverse hanno un’eccellente funzione, sono incastri di energia. Dove c’è la spina si trova la presa, dove c’è il maschio, di là c’è la femmina.
L’inversione polare continua per tutti gli altri chakra.Il secondo chakra, legato al piacere e alle emozioni, è negativo per l’uomo e positivo per la donna. Questo implica che, se l’uomo è più forte fisicamente della donna, la donna è più forte dell’uomo emotivamente. Nel senso che percepisce più emozioni, le vive più intensamente e riesce a stare più a lungo insituazioni emotivamente cariche. L’uomo in questo campo è debole, e quindi giudica debolezza l’emotività.
In quanto al piacere, la donna è in grado di provarne infinitamente di più dell’uomo. In questo caso, l’uomo reprime la sessualità della donna per non sentirsi più debole.
L’uomo è positivo nel terzo chakra, quello della volontà, della realizzazione materiale, dell’ego. La donna lo è nel quarto, quello dello spazio, dell’accettazione, dell’amore.
Il maschio è positivo nel quinto e ha forza e chiarezza espressiva, afferma se stesso, manifesta la propria creatività. La donna fa lo stesso, ma in maniera più ricettiva. Sa ascoltare considerevolmente di più ed usa mezzi diversi dall’uomo per esprimersi, ma non certo meno profondi. La sua creatività è spesso orientata verso gli altri, mentre nell’uomo, a volte, questa orienta gli altri verso sé.

Nel sesto chakra, la qualità positiva sostiene la forte intuizione femminile. Nell’uomo, la qualità negativa appartiene ai regni dell’introspezione e della filosofia.
Nel settimo chakra la donna è negativa, di nuovo come lo è nel primo; è pronta a ricevere dall’esistenza, al punto di accettare di protare una nuova vita dentro di sé. L’uomo qui è positivo: è pronto a farsi ricevere dall’esistenza, al punto da crearla come vuole lui.

Non saranno molti i libri sacri scritti da donne; gli ingegni e i paradisi portano la firma di uomini.
Per via della paura dell’altro e dello sconosciuto che ci attanaglia, abbiamo tramutato delle qualità che si completano a vicenda in nemici che si danno battaglia.
La strada di un nuovo modo di relazionarsi con l’altro sesso passa per una reciproca e profonda comprensione, che includa i meccanismi che stringono i sensi dentro una gabbia, che separano con dolore quel che madre natura ha fatto perché invece si unisse con gioia.

Fonte Visionealchemica.com

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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