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I colori dell'Aura




BLU
Il blu è il colore della pace, del maestro (di colui che insegna) e della sensibilità. Solitamente appare nella parte superiore del corpo, in corrispondenza del settimo chakra. Una persona che irradia in abbondanza questo colore è solitamente sensibile alle questioni di natura metafisica: più questo colore è elettrico,più le sue qualità affiorano nella vita quotidiana. Può in certe persone tendere verso l'azzurro-cielo vivace, ed è questo indice di grande onestà e di temperamento gradevole. Se l'azzurro è un po' più pallido, siamo probabilmente di fronte ad un segno di interiorizzazione, quasi timidezza. Se nell'involucro astrale è presente una buona quantità di blu scuro siamo in presenza di persone volitive, che lavorano e che desiderano progredire. Un blu accompagnato ad un rosa vivo è segno di un'inclinazione dell'essere alla meditazione e alla preghiera, accompagnato invece da un rosso carminio, rivela una buona dose di ostinazione.

VIOLA
Il viola è segno di profonda connessione con lo spirito. E' caratteristico di quelle persone che hanno raggiunto un buon sviluppo spirituale. Quando occupa la maggior parte dell'aura, costituendone dunque la base, è indice evidentissimo di un misticismo, la cui forza va al di là delle contingenze quotidiane. Se accompagnato dal giallo denota una forma di intellettualismo dello spirito e un'interesse profondo per occultismo. Il viola pallido rivela un'interesse per i problemi religiosi, se frammisto al blu, segnala una vera e propria ricerca di purezza, oltre ad evidenziare un carattere affabile.

INDACO
L'indaco rappresenta una combinazione di intuizione e spiritualità.E' il colore considerato dai buddisti espressione dei più elevati termini vibrazionali. E' connesso con il sesto chakra di cui pertanto è un ottimo stimolatore, poichè favorisce l'apertura vibrazionale dei 96 vortici del cromatismo. Un'aura permeata di questo colore indica che siamo in presenza di un soggetto che sta approfondendo il suo rapporto con lo spirito essendo il sesto chakra connesso con l'amore celestiale, un amore che va al di là di quello umano e che comprende la vita nel suo complesso.

VERDE
Il verde è il colore della crescita, del rinnovamento. Una persona con molto verde è dotata di una forte energia risanante e nutriente. Un verde vivo è il colore che si nota in quei soggetti che hanno intrapreso un ben preciso cammino interiore, molto generosi e pronti ad aiutare gli altri. Globalmente un bel verde mela è segno del donarsi agli altri. Se frammisto di zone azzurro cielo indica il bisogno e la ricerca dell'autenticità e della bellezza. Occorre particolare attenzione alla presenza di verde elettrico lungo le braccia o all'estremità delle dita, perchè è indice di una naturale predisposizione alla cura mediante l'imposizione delle mani. Se questo colore presenta delle macchie di azzurro vivo, è segno di coraggio, che può arrivare anche al sacrificio; se d'un rosso medio denota una personalità equilibrata, costruttiva e responsabile.

ARANCIONE
Il colore arancio indica equilibrio, armonia, guarigione e ambizione. Rivela sempre una grande attività sia che lo si trovi in tutta l'aura sia che interessi la superficie di un arto. E' attività di equilibrio e armonizzazione degli elementi discordanti, in modo da trasformarli in unità ordinate ed equilibrate. Se il soggetto, ad esempio, sta riprendendosi da una malattia, sono visibili nell'aura macchie o interi strati di arancione. Questo colore significa che il peggio è passato ed è iniziato un processo di riparazione. Normalmente, quando il periodo di riequilibrio è trascorso, l'arancione lascia il posto al verde (fautore di risanamento e crescita). L'arancione è dunque un colore di transazione.

ROSSO
Il rosso è il colore della vitalità dell'energia, del calore, del dinamismo, della passione, dinamismo di temperamento, da non confondere con quello legato alla forza fisica che si manifesta con lo stesso colore, ma localizzato lungo gli arti. Altro ancora è il significato di questo colore, quando si trova ad essere il colore predominante nell'aura astrale, quasi sotto forma dinubi che inglobano il corpo intero: è in questo caso segno di una personalità esuberante con frequenti cambiamenti d'umore e con sentimenti intensi. Un rosso tendente al vermiglio può essere indice di ansia o nervosismo. Se è accompagnato da strisce verdi, evidenzia il desiderio di contatti umani costruttivi e ferma volontà di realizzarsi. Il rosso smorto, simile al rosa, segnala il bisogno di attrarre a sé e di piacere. Se leggermente striato di rosso vermiglio indica una persona orgogliosa, il rosso tendente all'arancio denota una forte passione sessuale.

GIALLO
Il giallo è per eccellenza il colore dell'intelletto e dell'energia. Ciascuna sfumatura esso abbia denota una capacità di funzionamento o un'espressione dell'intelletto. Se notiamo in particolar modo una nube luminosa di colore giallo in corrispondenza del capo, essa è la manifestazione dell'attività cerebrale. Se il giallo si trova in combinazione, per esempio con il verde, avremo un soggetto che manifesta una forte vitalità, favorita da uno sforzo mentale conscio. Il soggetto è caratterizzato da un chakra mentale sviluppato ed in situazioni di profonda concentrazione, la nube gialla può assumere proporzioni straordinarie. Il colore zafferano appartiene a chi, avendo integrato autenticamente la sua conoscenza spirituale, la irradia sotto forma di saggezza.

BIANCO
In questo colore si concentrano tutti gli aspetti luminosi di un individuo, manifestazione di un bellissimo bianco, è sempre segno di grande purezza e verità. E' naturale che soltanto l'elevazione costante dei pensieri e l'espansione dell'amore che si irradia e si trasforma in azione, possono infondere questo colore nell'Io di ogni uomo. Senza addentrarci in particolari per i quali il nostro vocabolario è troppo povero, aggiungiamo che quest'aura è la risultante di una straordinaria energia d'amore, d'abnegazione e di volontà, quindi come un'antenna tra due tipi di realtà, stazioni ricetrasmittenti di cristallina purezza. Gli esseri che la sviluppano, ovviamente sono prossimi allo stato di realizzazione che corona l'evoluzione umana e camminano verso alti stati di coscienza. Qualora il bianco sia reso ancor più luminoso da riflessi dorati, siamo in presenza di una persona che presta servizio all'umanità con amore divino.

NERO
E' come un'apertura nello spazio, che porta da su un'altra realtà. Si trova raramente in un'aura ed indica assenza di luce, profondo oblio che sul piano dell'anima si rivela come un'ambizione frustrata. Raramente troviamo persone la cui aura è invasa dal nero poichè in tal caso emanano un'energia distruttrice che spesso porta all'autodistruzione psichica o fisica.

Fonte http://violetfairy.altervista.org/

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Shirodhara, la stimolazione con gli oli del terzo occhio

Shirodhara è una classica procedura ayurvedica che consiste nell’applicazione lenta sulla fronte di oli medicati, o acqua di cocco, latte e altri liquidi. Il paziente è comodamente disteso su un lettino. Chi la prova dice che la tecnica induce uno stato di relax consapevole, equilibrio psicosomatico, chiarezza mentale e una sensazione di benessere. Praticato anche nelle Spa come strategia per il benessere, Shirodhara ha in realtà una lunga storia nella medicina ayurvedica.

I liquidi ricadono nel punto in cui la tradizione colloca il “terzo occhio” (agnya chakra), il sesto chakra.

Ma che cosa accade esattamente? Di recente, un gruppo di ricerca indiano ha studiato gli effetti di Shirodhara su vari parametri fisiologici in volontari sani. Vediamo le acquisizioni.

- Si riduce la pressione arteriosa diastolica (la minima) e la frequenza respiratoria.
- Aumenta il tono dell’umore e si riduce l’ansia.
- L’encefalogramma dimostra un potenziamento delle onde cerebrali alfa, quelle associate al rilassamento.

Tali effetti sono simili a quelli che si ottengono attraverso la meditazione, in particolare quella che prevede la concentrazione su agnya chakra tenendo gli occhi chiusi.

Nell’ottica occidentale tutto questo è mediato da un’azione sul sistema nervoso simpatico. Risulta interessante anche perché, in base ad alcune esperienze cliniche, Shirodhara si è mostrato efficace come trattamento dell’ansia, dell’ipertensione e dello stress che aggrava le malattie neurodegenerative.

Nei centri medici ayurvedici, tuttavia, questa pratica viene proposta per numerose altre malattie.

Fonte laltramedicina.it





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